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Renato Miazzolo, Presidente FENIOF (Parte 5 di 6)

Gentile Presidente,  ci può esprimere un parere su Tanexpo 2016?
L’edizione 2016 di Tanexpo si è conclusa con un bilancio che riteniamo positivo in termini di affluenza e contenuti. Certamente è risultata evidente l’assenza di qualche nome importante (fatto sul quale non spetta a noi interrogarci) ed una massiccia presenza di produttori stranieri, ma ciò non ha inficiato il buon risultato che rappresenta un particolare successo personale per Sara ed Alberto Leanza che sono stati in grado di realizzare una rassegna, la prima dopo la dipartita del padre Nino, di buon livello ed encomiabile organizzazione. Direi che i veri vincitori di questa edizione sono proprio i fratelli Leanza che hanno dimostrato competenze, voglia di fare e volontà di proseguire lungo il solco tracciato dal padre. Per quanto riguarda FENIOF, analogamente alle precedenti edizioni, Tanexpo ha significato un importante momento di incontro con la propria base associativa. In particolare venerdì e sabato il nostro stand è stato letteralmente assalito da associati ma anche - e soprattutto - da imprese funebri disorientate da informazioni spesso non corrette o non complete che hanno generato dubbi, paure e perplessità. C’è grande confusione sia in ordine alle vigenti normative regionali che ai disegni di legge nazionali oggi presenti al Senato ed alla Camera. La fiera è stata in questo senso un momento di importante confronto e veicolo di corrette informazioni che non ha mancato di portare buoni frutti.
Quali frutti positivi ha portato Tanexpo a FENIOF?
Pur non essendo per noi un momento finalizzato ad acquisire nuovi associati, in questa edizione abbiamo riscontrato una confortante richiesta di adesioni alla Federazione, anche da imprese funebri importanti che, dopo negative esperienze pregresse, si sono avvicinate alla FENIOF sposandone la politica e la mission a tutela delle imprese funebri serie ed oneste e di ciò ne siamo molto lieti. Quest’anno avremo il rinnovo delle cariche sociali e confidiamo di ricevere nuove candidature da parte di quelle imprese che negli ultimi due anni hanno condiviso percorsi importanti in seno alla FENIOF nel ruolo di associati attivi (ovvero spendendosi in prima persona con il supporto della federazione per questioni di interesse generale). Un aumento di circa 55 associati nel 2015 ed i positivi risultati ottenuti in termini di credibilità, competenze e servizi, ci porta ad essere fiduciosi per il futuro della federazione. Siamo altresì convinti che le campagne di discredito avviate dal sottobosco di associazioni e federazioni si stia rilevando un boomerang in termini di riscontri e credibilità. Anche perché, dando tempo al tempo, puntualmente si dimostra che la FENIOF ha sempre avuto ragione.
A cosa vi riferite?
Abbiamo avuto modo di prendere atto delle esternazioni rese nell’ambito delle interviste svolte in seno a Tanexpo da altri rappresentanti di settore rilevando come, per l’ennesima volta, si sia dato spazio a chi parla senza essersi preventivamente documentato. Nello specifico fanno sorridere certe esternazioni di Gibellini, presidente di EFI, che accusa le federazioni storiche di non avere fatto nulla in tanti anni di attività quando, ben prima delle recenti associazioni, la FENIOF presentò almeno una decina di disegni di legge nazionali (uno dei quali rischiò seriamente di essere approvato). E vorrei ricordare che è proprio grazie all’intervento della FENIOF se oggi vi sono leggi regionali che hanno consentito di ottenere quel patrimonio comune che è la definizione di “attività funebre”, quale  attività ben definita e sottoposta a specifiche regole, senza parlare dell’opportunità di poter realizzare ed utilizzare le case funerarie. Vi è inoltre evidenza di una scarsa memoria di EFI laddove dichiara come a nessuna delle federazioni storiche sia venuto in mente di proporre una revisione della fiscalità del settore. Probabilmente Gibellini non ha mai letto i notiziari FENIOF: avrebbe appreso che sia nel Governo Berlusconi, all’attenzione di Tremonti, che nei seguenti di Governi Monti e Renzi, FENIOF, unitamente a Federcofit e SEFIT, presentò diverse proposte. Dire che le federazioni non hanno mai fatto nulla evidenza una preoccupante ignoranza in materia. In tutto questo c’è anche dell’ironia se si pensa che le idee delle “federazioni storiche” sono poi state ampiamente riprese da EFI nell’articolo di riforma fiscale contenuto nel disegno di legge “Vaccari”. Bisognerebbe conoscere le cose prima di parlare, soprattutto se a parlare è chi ha l’ambizione di rappresentare un settore.
E sui disegni di legge nazionali presenti alla Camera ed al Senato che cosa ne pensate?
A riguardo i nostri associati sono stati ampiamente informati che chi ha voluto approfondire le relative questioni ha potuto farlo con documenti alla mano. Sul disegno di legge AS 1611 “Vaccari” ci siamo espressi contrari sin da subito per via dell’impostazione generale che trasuda tutele principalmente a vantaggio del settore pubblico. Pur essendo d’accordo sulla relazione accompagnatoria del disegno di legge Vaccari riteniamo che gli strumenti in esso individuati per strutturare le imprese funebri italiane e, stando agli obiettivi del relatore, ridurre l’attuale imbarazzante numero di operatori, siano completamente fallimentari. In primis non si precisa con quale contratto si possono assumere i lavoratori (quindi consentendo a chiunque di ottenere l’autorizzazione senza problemi) in secondo luogo si potrebbe generare una nuova e pericolosa frammentazione del settore fatta da “agenti” al soldo di altre imprese funebri (senza particolari requisiti strutturali) che creerebbero una rete di procacciatori d’affare con un danno enorme proprio su quelle imprese ‘eccellenti’ che il disegno di legge Vaccari si propone di tutelare. Ma le insidie del ddl Vaccari sono anche altre, a partire dalle ATOC fino alle risorse finanziarie che il testo individua a favore delle aziende pubbliche e dei Comuni (che verrebbero peraltro utilizzate non solo per i cimiteri ma anche per fare concorrenza ai privati). Stupisce che un simile disegno di legge abbia trovato il supporto di chi dovrebbe tutelare principalmente le imprese funebri private, EFI compresa. A questo proposito la FENIOF ha disponibile la relazione presentata alla XII° Commissione al Senato nel giugno 2015 in cui mette in luce le insidie di tale disegno di legge. Abbiamo anche approntato una sintesi del testo semplificandone i contenuti.
Relativamente al ddl AC 3189 ‘Gasparini’, testo la cui paternità è stata acquisita da FEDERCOFIT, riteniamo positivo che il testo sia nato mutuando buona parte dei lavori fatti in passato a quattro mani con FENIOF. Ugualmente va detto che certe disposizioni rappresentano a nostro avviso una pericolosissima insidia per tutte le imprese funebri private italiane. Non eravamo infatti pazzi quando invitavamo alla prudenza nel definire le attività funebri ‘attività di interesse generale’ in quanto, a fronte di alcune opportunità derivanti da tale definizione, si fornisce al contempo la possibilità per i Comuni di definire le tariffe dei funerali. Dopo le sconfortanti esperienze sul fronte delle ‘convenzioni comunali per i servizi funebri a prezzi concordati’ riteniamo la definizione in seno al ddl Gasparini quanto meno ingenua e veicolo di incredibili danni per tutto il settore. Oltre a ciò vi sono altri aspetti del testo che dovrebbero essere modificati ma, a riguardo, il confronto con FEDERCOFIT ha assunto posizioni e toni che, a prescindere dalle bieche relazioni di fantomatici ‘Caronte’ o ‘Jolly Roger’ che non mettendo nemmeno la faccia e una firma certa a certe discutibili esternazioni, non lasciano spazio ad alcuna discussione utile per il comparto, non aspettandosi evidentemente un dialogo ma unicamente una firma di assenso ad un testo che necessita di plurime revisioni.
Si riuscirà, a suo avviso, a giungere ad un disegno di legge capace di accogliere e mediare le esigenze di tutto il comparto?
Qualcosa di positivo all’orizzonte c’è. Il 9 febbraio 2016 è stato presentato, a firma della Senatrice Maria Rizzotti (PdL), un terzo disegno di legge, l’AS 447, recante titolo ‘Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri’. Tale testo nasce mutuando molte delle posizioni assunte dal tavolo nazionale della funeraria, organizzato a suo tempo da FENIOF e FEDERCOFIT. A riguardo va detto che si tratta di un testo che andrebbe aggiornato, soprattutto alla luce delle evoluzioni normative avvenute sul fronte regionale. Come detto una opportunità positiva sembra delinearsi all’orizzonte in quanto il 20 aprile 2016 il suddetto disegno di legge è stato abbinato al disegno di legge n. 1611 ‘Vaccari’.
Si tratta di una informazione importante soprattutto per coloro che proclamavano l’imminente approvazione del ddl Vaccari nell’attuale formulazione. Visto che nessuno ne parla, lo facciamo noi informando che, a seguito di tale decisione di accorpamento dei testi, la 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato adotterà un testo base per il seguito dell’esame. Ciò apre certamente le porte ad una positiva discussione potenzialmente in grado di far adottare un testo maggiormente condivisibile e recepente le posizioni del comparto. A riguardo ci siamo già attivati e stiamo seguendo tale opportunità con grande attenzione. Alla faccia di certi populismi ed esternazioni da stadio!


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