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Jorio Ronca, Presidente ASNAF&AS (Parte 2 di 6)

Tanexpo 2016 si è rivelata un grande successo! Si era partiti con qualche timore di non perfetta riuscita, invece c’è stato il botto! I risultati raggiunti, i commenti ascoltati, gli espositori contenti e quanto altro vogliamo aggiungere: devo riconoscere che avendo seguito tutte le precedenti edizioni, giudico quella del 2016 fra le migliori nonostante l’assenza di qualche così detto “grande nome” che fortunatamente non ha creato il paventato “vuoto”. Non è detto che una fiera internazionale di simile portata necessiti assolutamente della partecipazione di primarie aziende di cofani funebri, di bronzi o di fotoceramiche. Abbiamo finalmente compreso che occorrono prodotti per i servizi complementari ed è su questi che bisogna insistere: sono gli unici che servono per fare la differenza e per creare quel valore aggiunto al servizio funebre che oggi in molti casi sta scomparendo.

Torniamo da Bologna con la consapevolezza che finalmente la politica guarda con attenzione alle problematiche del nostro comparto. Le numerose personalità del Governo e del Parlamento che ci hanno onorato della loro presenza a Tanexpo hanno ribadito come sia centrale, fra le priorità identificate, quella di arrivare presto ad una nuova legge nazionale in materia funeraria. Poco importano le maldicenze, le azioni di disturbo e i tentativi di rallentare un iter che appare saldamente incardinato: Asnaf&AS ha sempre appoggiato nella sua totalità il DdL AS1611 apprezzandone i contenuti e credendo nei benefici che questa riforma porterà agli operatori funebri.
Chi sostiene che si voglia far chiudere le piccole imprese a favore delle grandi concentrazioni non ha capito alcunché o non ha neppure letto la proposta di legge!
Un breve ragionamento. In Italia, a fronte di circa 600.000 decessi annui, esistono poco più di 7.000 partite iva che contemplano nel proprio oggetto sociale la possibilità di svolgere i funerali. Le statistiche ci dicono che 1.500 imprese svolgono mediamente ciascuna 250 servizi annui: quindi, le rimanenti 5.500 gestirebbero 225.000 servizi con una media pro capite di circa 40 a testa. Poiché anche nel nostro settore è valida la “teoria del pollo” (tutti ne mangiamo uno, ma se qualcuno ne consuma di più la media cala drasticamente), ecco che parliamo di numeri decisamente più bassi! Da qui la caccia al defunto, l’impoverimento della qualità dei servizi, lo svilimento dei prezzi, la concorrenza sleale nei confronti di chi opera correttamente e nel rispetto di tutte le leggi. Ben venga, quindi, una norma di regolamentazione come la AS1611!


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