- n. 3 - Maggio/Giugno 2025
- Attualità
Case funerarie e sale del commiato
Una breve analisi sull’evoluzione italiana per le attività funebri.
Gli approcci moderni al miglior modo di
organizzare un funerale danno priorità alla personalizzazione, alla celebrazione e alla tecnologia, creando modi unici e significativi per onorare il defunto, fornendo allo stesso tempo
conforto e sostegno alle persone in lutto.
E così, dopo la
cremazione, il fenomeno più importante che ha interessato il settore funerario italiano nell’ultimo ventennio è stata la
realizzazione lungo lo stivale di diverse centinaia di case funerarie.
È prevedibile che la disponibilità di una casa funeraria possa aumentare la clientela e gli affari, sia quantitativamente che qualitativamente, se ben gestita dall’impresa funebre che l’ha realizzata.
Disporre di una casa funeraria è una importante opportunità, ma è anche un’altrettanta importante crescita dei costi di gestione di una impresa funebre da cui deriva la necessità di disporre di importanti capitali iniziali; e quindi, serve aumentare considerevolmente il giro d’affari per coprire quei costi aggiuntivi, ma non sempre è detto che ci si riesca, specie all’inizio dell’attività.
Lo possiamo capire rapidamente costruendo una simulazione pluriennale di costi e ricavi gestionali di una casa funeraria, per la quale calcolare il
Break Even Point, ovvero il punto di pareggio di questa attività, se fosse svolta da sola.
Si vedrà che è necessario, dal punto di vista economico, decidere di
dotarsi di una casa funeraria quando si possa stimare un numero sufficiente di servizi funebri capace di garantire, in un certo numero di anni, il rientro dell’investimento. E i numeri sono importanti.
Ma allora perché c’è questa corsa di così tante imprese funebri in Italia alla realizzazione di case funerarie e, in diversi casi, di sale del commiato? Lo svolgimento di un funerale in una casa funeraria determina principalmente un afflusso di persone presso la struttura di una impresa funebre;
se il servizio e la qualità della casa funeraria sono validi, ciò si traduce in un aumento della reputazione dell’impresa funebre. Si accelera e aumenta così considerevolmente il passa parola, che è il meccanismo più importante per accrescere la presenza di una impresa funebre in un territorio. Questo è stato osservato e verificato nelle esperienze estere e confermato anche per l’Italia già dalle prime installazioni.
Ma la casa funeraria e le sale del commiato possono fare ben altro. Rendono meno importante la “corsa al morto negli ospedali”, perché una famiglia che abbia assistito ad un servizio funebre in una casa funeraria sarà portata a sceglierla se la qualità del servizio che ha visto è stata soddisfacente e valgono molto meno le pressioni interessate a rivolgersi ad altre imprese funebri non dotate di quella struttura.
La casa funeraria consente di sintonizzarsi al meglio con i desideri, i più disparati, della clientela e, quindi, permette poi di effettuare una serie di servizi o vendite di prodotti aggiuntivi per l’IOF, prima fatti da altri soggetti della filiera, determinando una marginalità accessoria.
Le tipologie di servizi attivabili in queste strutture, lo dico sommessamente e per chi leggendo questo articolo non è del mestiere, sono molteplici:
- Trasferimento del defunto dalla propria camera mortuaria alla casa funeraria, semplificando la gestione delle camere mortuarie delle RSA.
- Osservazione del cadavere prevista per legge, non in abitazione privata, ma in struttura dedicata. Ciò viene incontro ad un desiderio di molte famiglie, alle prese con ambienti angusti e case “limitate”, talvolta con un senso di paura a convivere con un defunto per qualche ora nella abitazione, o ancora perché non si vuole che il defunto soggiorni in una casa dove si hanno persone che si intende preservare (anziani fragili, malati, bambini, ecc.).
- Ambienti di veglia, dove poter mantenere una intimità col defunto, nella riservatezza data da luoghi individuali (contrariamente a molte soluzioni pubbliche di strutture sanitarie), potendo – tra l’altro – scegliere il momento, l’ora e la durata di questo rapporto intimo dei dolenti col defunto.
- Tanatocosmesi, talvolta non fatta o mal fatta nelle camere mortuarie delle strutture sanitarie di decesso.
- Presenza di cerimonieri, figure professionalmente preparate e capaci di interpretare al meglio una ritualità dell’estremo addio, con conseguente organizzazione del funerale più fluida, con meno vincoli e rigidità di orario.
- Elaborazione di percorsi dell’addio, ovvero saluti al defunto personalizzati, in base all’età e ai desiderata dei parenti.
- Partecipazione a distanza all’evento funebre (in streaming) o registrazione della cerimonia da fornire ai più stretti familiari o anche resa libera sul web previa autorizzazione dei parenti del defunto. O, anche, la proiezione di video di momenti importanti di vita del defunto (montati a tempo di record da personale specializzato), o la diffusione di playlist o di colonne sonore scelte dai familiari o pezzi musicali in qualche modo legati all’esperienza in vita del defunto.
- Creazione di video commemorativi personalizzati, incorporando fotografie e messaggi delle famiglie, che può aiutare i cari ad elaborare il lutto con la scelta di ricordare momenti di vita con la persona defunta e non solo il funerale come momento di dolore.
- Servizio di rinfresco o catering, favorendo il rafforzamento dei legami familiari, ma anche utilizzando il tempo intercorrente tra la fine della cerimonia dell’addio e il tempo di consegna dal crematorio dell’urna cineraria – se la cremazione fosse effettuata con una procedura accelerata dopo la cerimonia funebre.
All’estero la
Funeral Home (la nostra casa funeraria) è elemento che contraddistingue una impresa funebre da un’altra e può essere del tipo “aperta a tutti”, cioè neutrale, oppure del tipo “proprietaria”, ovvero in cui vanno solo i servizi della propria impresa funebre o di quelle convenzionate. Le
Funeral Home “proprietarie”, sono principalmente negli USA.
In Francia, invece, i
funerariums costruiti dall’Ente Locale, gestiti direttamente o in concessione a terzi, sono “neutrali”. La tendenza dell’imprenditoria privata francese punta invece a caratterizzare sempre più il servizio come “proprietario”. In altri termini il servizio delle
funeral home “proprietarie” diviene un elemento in più per fare la scelta di una impresa anziché un’altra.
Norme regionali
Poiché è la norma regionale che ha istituito in Italia la casa funeraria, le regole da applicarsi sono valevoli nel solo territorio della regione che lo ha consentito, individuabili in ciascuna legge regionale istitutiva.
Se, cioè, la regione abbia imposto nel proprio territorio una casa funeraria di tipo “aperto” a tutti o se, invece, ha permesso una struttura principalmente “proprietaria”.
In Emilia-Romagna, ad esempio, è la norma regionale che ha stabilito la neutralità della struttura per il commiato, prevedendo che l’accesso non sia discriminato. La scelta è anche economicamente utile, in quanto altrimenti tale struttura avrebbe potuto nascere soprattutto nelle aree metropolitane, che hanno le dimensioni in termini di mortalità per reggere economicamente l’iniziativa.
In sostanza è più facile ammortizzare l’investimento iniziale e i costi di gestione, avendo un bacino di clientela più ampio su cui “spalmarli”.
In altre regioni, invece, la scelta è per una struttura funeraria “chiusa”, cioè, legata all’impresa funebre che l’ha realizzata o, tutt’al più, a imprese funebri in qualche modo collegate a questa. Una visione più da dominio di mercato. È questione importante, su cui – se mai nascerà – dovrà esprimersi la riforma dei servizi funerari, come legge dello Stato. Da questa scelta discenderà il livello (in qualche modo obbligato) di aggregazione territoriale dell’imprenditoria funebre e il dominio o meno di poche imprese funebri sulle altre.
Altra questione per niente irrilevante è l’attribuzione di una riserva di legge (leggi monopolio locale) per
la realizzazione e la gestione della casa funeraria all’impresa funebre. È questione su cui registriamo ancor oggi alcune differenze di vedute poiché di diritto non dovrebbe esservi una riserva di legge a favore di una certa attività (l’impresa funebre) se non per motivi specifici e in base a norma statale, essendo lo Stato l’unico soggetto titolato ad intervenire in materia di concorrenza (e non le regioni). Di fatto la gran parte delle regioni ha invece stabilito che per la gestione di una casa funeraria occorre possedere i requisiti di impresa funebre.
In sostanza, se con legge dello stato è legittimo e anche utile riservare la gestione all’impresa funebre, non si vede l’utilità di riservarne anche la costruzione a sole imprese funebri. Potrebbero esser altri i soggetti interessati e poi affittare l’uso della struttura. Questo renderebbe
più accessibile la creazione di nuove case funerarie anche a imprese funebri con minori disponibilità di capitali. Poi, di recente, si è accesa anche la discussione se i requisiti di impresa funebre (per la gestione di casa funeraria) dovessero essere disponibili solo in proprio (cioè, da imprese funebri strutturate) o se da imprese funebri “ausiliate”, ovvero con parte dei requisiti forniti da terzi autorizzati a tale compito. Mi permetto di parteggiare per la scelta di imprese funebri strutturate. Di fatto, essendo il cliente “in mano” all’impresa funebre a cui si rivolge, è quest’ultima che lo indirizza, tranne casi speciali, verso la casa funeraria con la quale si intrattengono rapporti di fiducia (o contrattuali, come in Lombardia) e quindi di fatto chi ha il potere di disporre di una casa funeraria ha anche potere nei confronti di altre imprese funebri che di questa casa funeraria si vogliono servire, non avendo i capitali e/o le competenze per gestire una struttura complessa come questa.
Disegni di legge
E non potrei concludere questo articolo senza accennare a come è trattata la questione nei disegni di legge presentati in questa legislatura in
Parlamento.Per grande sintesi:
- La proposta dell’On. le Vaccari AC 301 (PD) prevede case funerarie “neutrali” e senza possibilità di fornire anche servizi di cremazione con proprio forno al loro interno. La realizzazione della casa funeraria è consentita a chiunque ne abbia le possibilità e le capacità, mentre la gestione è riservata a imprese funebri.
- La proposta dell’On.le Panizzut AC 1222 (Lega), prevede case funerarie “proprietarie”, con possibilità di realizzarvi impianti di cremazione. Oltre alla privativa di gestione riservata alle imprese funebri, a queste ultime è riservata anche la realizzazione.
- La recente proposta del Sen. Matera AS 1306 (FdI) è vicina come impostazione a quella dell’On.le Panizzut e non pare riservata alle sole imprese funebri la realizzazione delle case funerarie, ma solo la loro gestione. Prevede anch’essa la possibilità di installarvi impianti di cremazione.
Circa le dotazioni strumentali e le regole generali, le due proposte alla Camera non differiscono molto; invece, quella al Senato lascia ampi spazi normativi alle Regioni (e non solo in materia di dotazioni strumentali).
Elenco delle norme di riferimento in ciascuna regione per case funerarie/sale del commiato
Abruzzo • D.G.R. 18/05/2018, n. 310
Basilicata • L.R. 31/05/2016, n. 11, L.R. 11/05/2018, n. 402
Calabria • L.R. 29/11/2019, n. 48
Campania • D.G.R. 20/02/2018, n. 90 • Allegato A ALLA D.R. 20/02/2018, n. 90
Emilia-Romagna • L.R. 29/07/2004, n. 19
Friuli-Venezia Giulia • L.R. 21/10/2011, n. 12
Liguria • D.G.R. 23/5/2024, n. 500• L.R. 10/07/2020, n. 15
Lombardia • L.R. 30/12/2009, n. 33 • R.R. 14/6/2022, n.4
Marche • Art. 20 del R.R. 09/02/2009, n.3 • Art. 1 della Legge Regionale 14/05/2018, n. 11
Molise • L.R. 24/01/2018, n. 1
Piemonte • D.G.R. 13/01/2014, n. 7014
Puglia • R.R. 11/03/2015, n. 8
Sardegna • L.R. 02/02/2018, n. 32
Toscana • L.R. 4/4/2007, n. 18
Umbria • D.G.R. 28/07/2017, n. 890
Veneto • D.G.R. 08/11/2011, n. 1807, Allegato A
Daniele Fogli