Urciuoli

Art Funeral Italy. La funzione sociale del cofano

Il cofano, elemento che contraddistingue il tenore della cerimonia funebre, va scelto con cura perché non c’è seconda occasione per fare una buona impressione.

Si sa che Made in Italy per il mondo intero è sinonimo di eccellenza.

Che si tratti di capi di abbigliamento, di mobili, di auto o di prodotti alimentari, se sono stati realizzati o se provengono dal nostro Paese sono garanzia di eleganza, di originalità o di genuina bontà.
Possiamo affermare con orgoglio che la produzione nostrana emerge in ogni settore e quello funerario non fa eccezione. Tra i costruttori di cofani ed urne cinerarie, la palma d’oro la detiene senza dubbio Paolo Imeri con Art Funeral Italy, l’azienda di Caravaggio (BG) che da quasi vent’anni crea manufatti di straordinaria ricercatezza, tanto da essere stata insignita del TANEXPO Awards nella categoria Quality&Design durante l’edizione 2024 della fiera bolognese.

Tutto parte da una visione filosofica come ci spiega lo stesso Paolo Imeri.
Considero la morte il culmine del ciclo della vita e come tutti i momenti più significativi dell’esistenza umana deve essere celebrato nel migliore dei modi. Il cofano funebre, simbolo per antonomasia del trapasso, è il mezzo con cui si può rendere la cerimonia di addio davvero unica e tributare onore al defunto, commemorandolo solennemente. Non sono ammesse prove, non c’è una seconda occasione.
Il feretro riveste un’importante funzione pubblica e sociale; per questo ritengo debba essere prezioso e costruito con raffinatezza. È un po’ come accade con un abito da cerimonia: nella scelta dell’abito nunziale, ad esempio, consapevoli del suo valore intrinseco, gli sposi lo vorranno sontuoso e ricercato, anche se lo indosseranno solo per poche ore, festeggiando con stile ed eleganza uno dei giorni più importanti della loro vita».
Ci vuole parlare delle caratteristiche dei suoi prodotti?
Spesso vengono descritti come articoli di lusso, di nicchia, sfarzosi. È una definizione impropria, io preferisco definirli per quello che sono: pregiati manufatti italiani di alta artigianalità. Per raggiungere questo obiettivo mi sono circondato di maestranze illustri, falegnami, ebanisti e intagliatori che rappresentano l’eccellenza italiana di un’arte di cui la mia zona geografica vanta una lunga tradizione.
Per il design e la scelta delle essenze mi sono affidato a Tino Resmini, il n. 1 del settore con il quale ho intrapreso un percorso che mi ha permesso di registrare la sua firma e i suoi progetti in una partnership solida e duratura, rendendo degno lustro ad una persona di alto spessore umano. Ogni pezzo viene progettato “ascoltando” il legno, rispettando le sue peculiarità, la consistenza, le venature… Tutto viene fatto interamente a mano prestando massima attenzione ad ogni dettaglio. Utilizziamo esclusivamente materiali di assoluta qualità. Sono il solo in Italia a trattare il Bubinga, un pregiatissimo legno centrafricano dalle figurazioni uniche con colori tendenti al rosso bruno e venature purpuree; la sua importazione dal Cameroun e Gabon non è più possibile e ho girato in lungo ed in largo lo Stivale acquistando tutto il meglio che sono riuscito a trovare, pur di avere la soddisfazione di poterlo lavorare!
Non produciamo in serie ma esclusivamente su ordinazione e ogni pezzo, scelto tra i modelli che proponiamo, viene di volta in volta personalizzato accogliendo i desideri del cliente. Lavoriamo legni masselli di grande valore come Noce Nazionale, Frassino Maggiore, Rovere, Castagno, Afrormosia, Ebiara ed Ulivo (italiano Calabrese). Produciamo direttamente l’intarsio, siamo dotati di cinque centri laser (uno dei quali per i metalli) che consentono tagli di altissima precisione azzerando gli inevitabili scarti conseguenti all’uso delle seghe circolari. Eseguiamo l’assemblamento dei vari tranciati (oltre 400 tipologie lignee), delle madreperle (più di 30 specie) e di dettagli (Corno di Bue, Tartaruga e Avorio) con estrema perizia. Lavorazioni che vengono applicate nelle linee tradizionali come nelle più recenti. Con l’incremento esponenziale della cremazione abbiamo creato anche una serie particolare di urne cinerarie, la collezione Zeta, ricavata dal “pieno” ovvero da un unico blocco di legno con forme singolari che simulano un movimento ad elica, richiamando simbolicamente un innalzarsi verso il cielo, proposte anche in una versione esclusiva con veri ritagli di Bibbia. Inoltre rimangono a corredo le urne floreali (Papavero, Spiga, Soffio, Rosa, Cuore Edera...), le urne Arte dedicate a pittori e scultori e diamo spazio a collezioni in Kauri millenario, Cedro Cipresso lavorati con tecnica giapponese Shou Sugi Ban 700, un’antica pratica di carbonizzazione della superficie del legno che valorizza ed impermeabilizza l’urna, decorata con accessori in ottone dorato realizzati da maestri orafi. Do ampio risalto alle urne per gli animali d’affezione, non solo per cani o gatti, ma su richiesta anche per quelli più insoliti, come cavalli o volatili».
Come si pone Paolo Imeri con Art Funeral Italy rispetto alla tutela dell’ambiente?
Rivolgiamo grande attenzione alla questione ambientale, adottando materiali e procedure eco-sostenibili. Usiamo legni massello o MDF ecologico ed ignifugo (marino), colle di origini animale o vegetale e abbiamo messo a punto delle speciali vernici a polimeri attivi, in grado di rigenerarsi se graffiate. Non siamo energivori, il nostro stabilimento è provvisto di un sistema fotovoltaico che alimenta in autonomia i macchinari, garanzia di consumo di energia pulita e rinnovabile.
Tengo infine a precisare che la nostra filiera è a km 0, ogni cosa viene eseguita in sede e persino gli utensili e la minuteria (fatta realizzare su nostre specifiche di colore e materiale) l’acquistiamo da fornitori italiani, per la precisione della nostra zona: in questo modo, oltre a generare indotto e premiare le attività del territorio, contribuiamo, anche se in piccola parte, ad una riduzione dell’inquinamento da traffico veicolare».
È vero che i vostri prodotti sono destinati ai VIP? Come vi posizionate sul mercato? Siete maggiormente presenti all’estero?
È fattuale che i nostri cofani hanno accompagnato nell’ultimo viaggio tanti personaggi famosi del mondo dell’imprenditoria (Giorgio Squinzi, Leonardo Del Vecchio, Guidalberto Guidi, Giuliani, Ducati, etc.), della finanza (Ennio Doris) o della politica (Silvio Berlusconi, Francesco Merloni), ma ciò non significa che siano destinati solo ad una ristretta élite anzi tengo molto a promuovere responsabilmente una strategia commerciale che possa accontentare tutti indistintamente. Stiamo assistendo ad un trend positivo anche in Italia, sempre più ricettiva al prodotto premium di alta gamma, seppure il mercato estero rappresenta una fetta rilevante del nostro fatturato ben propagato grazie ad un partner europeo che lavora in simbiosi con noi. I nostri articoli sono unici, come un’impronta digitale, ed è per questo che le mie collezioni rappresentano al meglio il cliente, ma per apprezzarle in tutto il loro valore devono essere spiegati con cognizione. E chi può farlo meglio di me che le progetto e ne seguo le fasi di realizzazione? Per questo ho scelto di non avere agenti, ma di relazionarmi con il cliente in prima persona, anzi ad personam.
Ho creato una figura denominata “Ambassador” per divulgare il senso della mia mission. L’intento è quello di far capire al cliente il pregio del manufatto in relazione al servizio a cui è destinato, spiegando e coinvolgendolo nell’idea progettuale in modo che possa acquisire la consapevolezza che dotarsi di pezzi esclusivi può diventare lo strumento per qualificare l’attività dell’impresario funebre, offrendo al dolente qualche cosa davvero speciale per celebrare il proprio caro, in netta contrapposizione con la tendenza del corredo al ribasso, o di quello di importazione».
Paolo Imeri con Art Funeral Italy è stato più volte al centro dell’attenzione di media italiani e stranieri.
Lo considero un risultato di cui vado molto fiero. Un settore come il nostro ha una grande necessità di uscire da certi stereotipi, di essere compreso e valorizzato. Credo fermamente nella comunicazione, sono sempre più presente sui social con video e reel che programmiamo per formare la clientela sulle prestazioni di ciò che acquistano, inviando i giusti messaggi e arredando egualmente le Funeral Home più esclusive o le abitazioni dei privati. Mi impegno ogni giorno in un’opera di sensibilizzazione, sia nei confronti dei clienti impresari che dell’opinione pubblica e ritengo di aver centrato l’obiettivo quando i media trattano il tema con rispetto e serietà, come ha fatto recentemente il quotidiano Il Giornale in un articolo dello scorso mese di marzo o Il Sole 24 Ore».
Con Art Funeral Italy si concretizza quel mix perfetto tra design, qualità, abilità tecnica e cultura. Siamo un passo avanti rispetto a ciò che può essere universalmente considerato bello e di buona fattura: qui possiamo parlare a pieno titolo di Arte Funeraria.
 
Raffaella Segantin

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