Viaggio nell'imprenditoria femminile nel comparto funerario (Parte 2 di 2)

Intervista a Raffaella Bianchin, titolare dell'azienda 3B - R.B. e ad Alessandra Pellegrini, titolare dell'impresa di onoranze funebri Pellegrini

Intervista ad Alessandra Pellegrini, Onoranze Funebri Pellegrini

Ci spostiamo ora a Vignola, in provincia di Modena, per incontrare Alessandra Pellegrini, una giovane donna che non ha esitato a lasciare nel cassetto una laurea in lingue e letterature straniere conseguita a pieni voti presso l’Università di Bologna, per continuare, assieme alla sorella Valentina, l’attività iniziata dal nonno e gestita con successo per anni dal padre. Una scelta importante e per certi aspetti inusuale…
Sono nata in questa realtà. Inizialmente vi lavoravo durante l’estate, occupandomi della contabilità, per racimolare qualche soldo per pagarmi le vacanze: mio padre è sempre stato dell’idea che ogni cosa andasse meritata! Un po’ alla volta mi sono fatta coinvolgere da questo mestiere che ho imparato ad apprezzare. È poi arrivato il giorno in cui ho trattato il primo funerale… un vero e proprio esame a cui mio padre mi aveva sottoposta e superato, a suo avviso, brillantemente. Era molto soddisfatto nel poter affermare che questo lavoro mi calzava a pennello, che secondo lui avevo la dote di saper trattare con naturalezza instaurando con le famiglie un rapporto di fiducia ed empatia. Così, anche se avevo intrapreso un percorso di studi che poteva condurmi in ben altre direzioni, ho scelto di lavorare nell’azienda di famiglia. L’ingresso di mia sorella è avvenuto, invece, con dinamiche un po’ diverse. La decisione è maturata dopo la prematura scomparsa di nostro padre, un po’ per necessità, un po’ per rispetto nei suoi confronti ma, soprattutto, per l’affetto e la sintonia che ci unisce.
Com’è nata la “Onoranze Funebri Pellegrini”?
La nostra impresa è stata costituita nel 1977 a Fanano da un’idea di mio nonno al tempo stagnino, una scelta che all’epoca destò grande stupore. Cominciò con un piccolo ufficio situato nella piazza del paese. Successivamente aprì una sede secondaria a Vignola dove lavorava assieme a mio padre e dove tuttora operiamo io e mia sorella con i nostri rispettivi mariti. Oggi possiamo vantare anche una nuova sede inaugurata un anno fa a Spilamberto e da qualche mese abbiamo ampliato l’attività introducendo anche la vendita di lapidi e marmi, mai trattata direttamente in precedenza.
Da quando lei e sua sorella avete rilevato l’azienda avete apportato dei cambiamenti, conferendo un’impronta personale?
Valentina ed io ci impegniamo costantemente a perfezionare gli insegnamenti di nostro padre. Importante è stato partecipare ad un corso di formazione specialistico di tanatoestetica. In questa occasione oltre ad apprendere tecniche innovative per la preparazione delle salme, il docente ci ha insegnato quello che lui stesso ha definito ‘l’onore di svolgere questo lavoro’. È un valore di cui siamo ben consapevoli: siamo le ultime persone di contatto tra i defunti e le loro famiglie e cerchiamo con ogni mezzo possibile di aiutarle nel momento del distacco,  accompagnandole in ogni scelta riguardante il funerale, l’allestimento della camera ardente, l’espletamento delle pratiche amministrative e soprattutto curando l’aspetto della salma. Nulla è lasciato al caso, lavoriamo tributando massimo il rispetto alla persona scomparsa e al dolore di chi resta, cercando di lasciare in loro un ricordo sereno del proprio caro.
Pensa che l’essere donna faciliti questi compiti?
Sono convinta che una donna sia dotata di una maggiore sensibilità ed intuizione grazie alle quali può comprendere più profondamente l’animo umano, riuscendo così a prevenire e soddisfare le esigenze delle famiglie in questo delicato frangente. L’essere madre, poi, mi porta ad immedesimarsi nella tragedia in una mamma che perde il figlio, senz’ombra di dubbio uno dei lati più duri da affrontare nel mio lavoro. Questo ci permette di offrire un servizio funebre personalizzato, ogni volta diverso, perché ogni persona e ogni storia sono uniche.
Si è mai trovata in difficoltà nei rapporti con le famiglie per il fatto di essere donna?
Mi è capitato a volte di notare l’espressione contrariata di alcuni clienti che vedendo arrivare una ragazza a casa nel cuore della notte allungavano lo sguardo per vedere se alle mie spalle ci fosse qualcun altro. La competenza e la professionalità hanno avuto sempre la meglio sui pregiudizi, tanto che quelle stesse famiglie, all’inizio diffidenti, mi hanno poi  affidato i propri cari senza ulteriori esitazioni. Posso inoltre vantare la collaborazione di uno staff attento e preparato, disposto ad accettare turni di lavoro estenuanti, facendo così in modo che sia io che mia sorella, entrambe con bimbi piccoli, riusciamo a conciliare il nostro ruolo di madri con quello di imprenditrici di onoranze funebri.
Nella sobrietà che contraddistingue questa professione c’è spazio anche per un sorriso?
A volte è necessario sdrammatizzare un po’ senza però mai mancare di rispetto. Ricordo i racconti di mio nonno che si presentava in chiesa per sorvegliare l’operato dei suoi dipendenti e cercava di provocarli chiamandoli nascosto nel confessionale. Era conosciuto da tutti per il suo modo positivo di commentare ogni cosa con ‘molto bene’… Ricordo mio padre arrivare sotto casa col carro funebre e il prete pur di rispettare una promessa fatta a mia sorella…
Mia nonna ha sempre sentenziato che era destino che facessi questo lavoro, fin da quando da bambina ho insistito per seppellire un gattino investito sulla strada. Ed ora guardo divertita mio figlio che impara a leggere sulle lapidi della mostra invece che sui libri di scuola! Noi siamo cresciute così, con la consapevolezza che la vita è imprevedibile ma non per questo meno bella. Siamo riconoscenti per quello che nostro padre ci ha lasciato seppure con l’amarezza di non averlo potuto condividere con lui.
Il sorriso Alessandra lo sfodera anche in risposta alle facce esterrefatte dei suoi colleghi uomini mentre si occupa della preparazione delle salme, perché sono ancora in molti a ritenerlo un lavoro di esclusiva competenza maschile. Per fortuna le cose cambiano!
 
Raffaella Segantin


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