Ricordando Virna Lisi

Signorilità e bellezza

 Il 2014 è stato un anno esigente per il mondo dello spettacolo. Certe malattie, che colpiscono a tradimento, arrivano, guastano e riscuotono senza favoritismi per la classe, lo stile e la bellezza. Virna Lisi se ne è andata così, in un 18 del mese di dicembre, reclamata da un male che si è fatto annunciare forse con benevolo ritardo, lasciando solo un mese per abituare l’anima alla chiusura del sipario. Il figlio Corrado ipotizza che l’attrice si sia lasciata andare dopo la morte del marito Franco Pesci, sopraggiunta nel 2013, abbassando così le proprie difese immunitarie. Son solo ipotesi, ma nient’affatto da scartare: accade spesso che, quando si spalanca un vuoto dentro al cuore, il corpo ed il pensiero non bastino per poterlo colmare. Misteri quasi animali, racchiusi nei meandri dei più intimi sentimenti. L’unica certezza è che il mondo ha perduto una diva italiana con la sindrome da antidiva, una donna bella come nessuna, un’attrice professionale quanto stupenda. Il suo viso perfetto è legato al tempo del bianco e nero, ma le tante sfumature di grigio ci hanno sempre riportato una figura incantevole, tanto nel cinema quanto negli sceneggiati Rai e nella pubblicità. È impossibile dedicarle un omaggio senza soffermarsi su quella frase in voga ancora adesso: “Con quella bocca può dire ciò che vuole!”. Sembrerebbe a prima vista di appropriarsi di un ricordo fin troppo ricorrente; invece no. Qualche genio pubblicitario, con una manciata di parole, aveva saputo immortalare la sua essenza.
Di lei si erano accorti anche la magia del suono stereofonico, il colore del 70 mm, i divi americani e la frivola seduzione di Hollywood in cerca di una nuova bambola in grado di sostituire la compianta Marylin Monroe. Sappiamo come è andata a finire: rifiutare certe offerte vuol dire aver carattere per scegliere e l’Italia è stata ben lieta di vederla tornare. Nel corso della prima parte della carriera Virna Lisi ha ricoperto ruoli brillanti e drammatici recitando accanto ai migliori attori degli anni ‘60 e ‘70, diradando man mano l’impegno artistico per dedicarsi alla famiglia. Il volto sempre bello e più maturo, intatto nel suo fascino privo di frivoli interventi di chirurgia plastica, è ritornato sul grande e soprattutto sul piccolo schermo negli anni ‘90 e 2000, facendosi amare in fiction di grande successo. A sua volta, il mondo dello spettacolo ha saputo ripagarla con molteplici riconoscimenti, dal David di Donatello al Festival di Cannes, dal Nastro d’Argento al Globo d’Oro e ad altri festival, fino alla carica di Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana nel 1995.
È bello ricordare una donna così diversa dallo stereotipo “vamp”, così caro a certi vip. Si può essere grandi artisti anche senza scivolare in una mondanità sovente puerile, vuota e talvolta grottesca. Ultimamente ci eravamo abituati alla sua recitazione in alcune miniserie per la tv: ci mancherà di certo, anche se si mormora di una serie postuma per il 2015 poiché già registrata. Non so cosa saprà suscitare, di certo commozione. Racconta il figlio che Virna Lisi abbia abbandonato questo mondo scivolando nel sonno. Bello è immaginarla risollevarsi su un altro e misterioso palcoscenico dove certamente non mancherà un ruolo per un angelo in più.
 
Carlo Mariano Sartoris


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