Il funerale a casa e altre novità

Il bisogno di una cerimonia funebre che sia diversa e più individuale, vede il diffondersi di tante nuove idee, alcune forse un po’ bizzarre, ma sicuramente tutte molto interessanti.


Dopo aver esaminato nel numero scorso (n. 1/2021) le tendenze in merito alla cerimonia funebre nei Paesi anglosassoni, prendiamo ora in esame altri forme alternative per rendere l’ultimo omaggio ad un proprio caro scomparso.

Il leit motiv alla base di queste nuove proposte di funerale, rispetto a quelle tradizionali, è basato sull’affermazione che “il bisogno di lutto è lo stesso, ma è necessario trovare nuovi modi, più individuali e ad effetto, per far sì che si esprima compiutamente”.

Negli Stati Uniti

Sempre più spesso il funerale, specie negli USA ma anche in altri Paesi, si svolge al di fuori delle case funerarie o dei luoghi di culto, di solito in una residenza o in un ambiente speciale per il defunto ed è diretto dai familiari stessi, a partire dalla cura della salma, per arrivare in certi casi estremi anche alla costruzione del cofano. Per inciso va detto che l’acquisto di bare o urne online non ha preso particolarmente piede. Nel caso, sarebbe un grosso problema per le imprese funebri statunitensi che, secondo i dati della NFDA, ottengono un terzo dei loro profitti dalla vendita di prodotti e non dall’offerta di servizi.

Tra i fattori chiave che hanno guidato la crescita del “movimento funebre casalingo”, vanno evidenziati sia il desiderio di trovare alternative “verdi” ai funerali tradizionali, sia la sentita necessità di ridurre i costi. Le cerimonie funebri ecologiche sono più diffuse nelle aree rurali, rispetto alle zone urbane. Tuttavia un impresario americano, specializzato in “funerali green”, ha sottolineato che anche nelle grandi città: “Chi ha passato tutta la vita a riciclare ed a guidare una macchina elettrica, non vorrà poi certamente essere sepolto nel cemento, in una bara sigillata con la plastica, con il corpo pieno di sostanze chimiche”. Per non considerare il fatto che il legno usato in un anno negli Stati Uniti per le bare potrebbe essere impiegato per costruire duemila case o che solo per le sepolture si sono utilizzate 1,6 milioni di tonnellate di cemento.
Ma i funerali a casa non rappresentano solo un semplice risparmio di denaro. Offrono anche un modo per onorare la vita dei propri cari, rendendo l’intero processo assai più personale e dignitoso, rispettando appieno le ultime volontà del caro estinto.

L’industria funebre si è subito premurata di offrire sostegno a coloro che vogliono organizzare tali tipi di cerimonie, anche in considerazione del fatto che – in America – tutto questo è sì legale, ma regolamentato diversamente da Stato a Stato. Per esempio, alcuni governatori richiedono che per almeno una parte del processo via sia la presenza di un direttore funebre, in particolare nell’espletamento di alcuni servizi: dalla firma del certificato di morte, alla rimozione e al successivo trasporto del defunto.

In Giappone

In Giappone la personalizzazione dei servizi funebri è iniziata ancor prima. Fin dal 2015 uno speciale servizio online permetteva di prenotare direttamente un monaco buddhista per una cerimonia funebre a domicilio. Il numero di richieste è presto aumentato del 95% da un anno all’altro.

Altra invenzione introdotta è stata quella degli “itai hoteru”, conosciuti anche come “corpse hotels” speciali alberghi offerti come alternativa più economica ai funerali tradizionali, spesso molto costosi. Secondo l’associazione dei consumatori del Giappone, un funerale medio nel Paese costa 1,95 milioni di yen, ossia circa 16 mila euro. Il pacchetto più economico in questo tipo di strutture costa 185 mila yen, ovvero circa 1.500 euro ed include fiori, una stanza per la famiglia dove trascorrere la notte, un abito bianco tradizionale per i defunti, un cofano decorato, il trasporto della salma dall’ospedale e poi al crematorio e un’urna per raccogliere le ceneri.

In passato, specialmente durante il boom economico vissuto negli anni Ottanta, i funerali giapponesi si basavano principalmente sull’ostentazione nei confronti dell’esterno. Al giorno d’oggi la riservatezza e la limitazione dei rapporti sociali hanno invece preso il sopravvento. Queste stanze riservate al servizio funebre sono individuali ed aperte 24 ore, per cui è possibile visitare il defunto in qualsiasi istante. Si tratta di una rivisitazione, in chiave moderna, di un rituale tipico della tradizione giapponese, che prevedeva lo svolgimento della veglia funebre fra le mura domestiche, dopo aver prelevato il corpo dall’ospedale. Normalmente il defunto trascorreva poi una notte in casa ed il giorno seguente avveniva la cerimonia, seguita dal trasporto verso il crematorio.

Al posto del celebrante umano (dal costo di 240.000 yen) oggi viene anche proposto un robot umanoide, in grado di svolgere le funzioni di un sacerdote buddista nei funerali. Equipaggiato con una fotocamera e sensori, l’automa può reagire alle emozioni umane ed ha la capacità di imparare dalle conversazioni, sia in giapponese sia in inglese, al modico costo di 50.000 yen.
Sempre in Giappone un’agenzia di pompe funebri ha cominciato ad offrire un servizio di ricevimenti tramite un drive-in, che consente ai partecipanti di porgere le proprie condoglianze, senza dover scendere dell’auto, fermando la propria vettura davanti ad uno schermo predisposto, scrivendo il proprio nome e indirizzo su un tablet e consegnando la tradizionale offerta in denaro od offrendo una preghiera verso l’altare. I volti delle persone, che si recano in visita al drive-in, e le loro offerte sono poi riprodotti sugli schermi all’interno del ricevimento, per consentirne il riconoscimento.

Un’ultima curiosità che ci arriva dal Paese del Sol Levante: per coloro intenzionati a predisporre personalmente ed in anticipo il proprio funerale si è addirittura tenuto un festival dedicato, che spaziava dalla prova della bara, fino ad arrivare al dress code, senza dimenticare le opzioni di make-up funebre, altamente individuali.

In Europa

Nell’Europa continentale, i servizi funebri sono invece ancora in maggioranza tradizionali e con un basso tasso di personalizzazione. Sia l’ottica religiosa cattolica che quella protestante hanno in larga misura influito sulla convenzionalità e sul rigore intrinseco del servizio funebre.
Oggi qualcosa sta cambiando, ma in maniera più contenuta che altrove, anche se la globalizzazione e la diffusione di internet hanno profondamente mutato la percezione della morte, così come hanno radicalmente contribuito ad alterare quella della vita.
Questa nuova visione, a più livelli, permette, tra le altre cose, di ottenere informazioni, confrontare offerte, scoprire possibilità ed alternative, prima neanche lontanamente immaginabili.

In Germania i “funerali secolari”, noti anche come funerali civili per la mancanza di elementi religiosi, sono quelli tipicamente più personalizzati. Le famiglie possono cioè scegliere il luogo, la musica e le letture adattate al ricordo ed alla volontà del defunto. La capacità di personalizzare ogni aspetto è ciò che aiuta a rendere la cerimonia unica e significativa.

La cerimonia di dispersione delle ceneri è analogamente diventata un rituale più catartico e personale. Le ceneri possono così essere mescolate in un pacchetto di semi di fiori selvatici e poi disperse, per simboleggiare il ciclo della vita in un luogo naturale tranquillo, in cui tornare a commemorare il ricordo di una persona cara. Alcune aziende propongono addirittura la creazione di fuochi d’artificio o razzi personalizzati, che incorporano le ceneri della persona cara a cui riservare un tributo speciale, oppure la dispersione dall’alto tramite aereo, elicottero, mongolfiera o deltaplano.
Una compagnia si è persino specializzata nella costruzione di urne di rilascio che, in modo automatizzato, disperdono in aria le ceneri in una nuvola che permane sospesa per qualche minuto durante la cerimonia di commemorazione.

E da noi come stanno le cose? In Italia, fino a poco tempo fa, le famiglie si rivolgevano alla locale impresa di pompe funebri di riferimento, senza presentare particolari richieste ed accettando la gamma dei tradizionali servizi offerti. Oggi molti impresari funebri propongono sui propri siti web il “funerale su misura”, intendendo con ciò la messa a disposizione di un ampio ventaglio di servizi correlati all’organizzazione della cerimonia funebre, ed offrendo genericamente la capacità di personalizzare e definire ogni dettaglio secondo il volere della famiglia o secondo le disposizioni testamentarie del defunto.
Nello specifico, però, l’ambito rimane sempre piuttosto contenuto e tradizionale, limitandosi all’estetica moderatamente personalizzata degli accessori o della location, del rito - ad esempio con il ricorso all’utilizzo di un cerimoniere o prevedendo durante il funerale musiche e letture più aderenti alla personalità e al gusto dello scomparso.

Si è sicuramente affermata anche una certa apertura verso il mondo dei social e del virtuale in genere, per pubblicare messaggi, foto o video di ricordo in “cimiteri virtuali”. Il funerale in streaming è apparso, in pochi casi, solo in piena pandemia Covid.

Non va poi dimenticato che, nel nostro Paese, le normative in materia di ordinamento funerario sono piuttosto datate a livello nazionale, e fortemente disomogenee ove di competenza regionale, risultando particolarmente limitative nel grado di effettiva personalizzazione del funerale nella sua interezza, dalla cerimonia fino al raggiungimento della destinazione finale. L’adozione di diversi strumenti normativi ed operativi potrebbe rivelarsi un volano nell’affermazione di una mutata percezione della tradizionale elaborazione del lutto nel Bel Paese e conseguentemente di un’offerta ancora più diversificata nell’ambito del settore funebre, la cui filiera produttiva muove attualmente, in Italia, un giro d’affari che si avvicina ai 2 miliardi di euro.
 
Daniele Fogli e Manuela Pirani


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