dalla civiltá maya

NUOVO VOLTO PER IL RE

Alla fine, ha ritrovato i suoi veri lineamenti. Al più potente signore della civiltà messicana è stato restituito l'autentico ed aristocratico volto, quello che lo caratterizzò in vita proprio per la sua particolare fisionomia. Pacal, il più grande sovrano del regno di Palenque, il più celebre tra i signori Maya, si presenta ora al pubblico con l'esatto profilo, che mette in evidenza la deformazione cranica tipica dei nobili maya.
Tutto ciò avviene a tredici secoli dalla sua morte, sopraggiunta dopo sessantotto anni di regno, nel 683 dopo Cristo. È stato il lavoro certosino di archeologi e tecnici del mosaico che ha reso possibile riscoprire le reali fattezze: gli studiosi hanno infatti risistemato i frammenti di giada che adornavano e ricoprivano il suo volto nel letto funebre. Questa ricostruzione era già stata effettuata una sessantina d'anni fa, al momento della scoperta della tomba, ma i risultati non convincevano affatto gli attuali ricercatori.
La vicenda ha inizio nel 1952, quando l'archeologo messicano Alberto Ruz scopre il grande sarcofago di pietra, sul quale è tra l'altro raffigurato il momento della sua morte: il re precipita alla base dell'albero sacro e sta per essere inghiottito dal mostro della terra. Ovvero, sta entrando in quello che i Maya chiamano Inframondo. I resti del corpo di Pacal, salito al trono appena dodicenne, si trovano tutti dentro quel sarcofago, ma circa la metà delle duecento tessere di giada che coprono il suo volto si sono ormai staccate e sono sparse tra i gioielli e le ossa del re. L'archeologo provvede dunque ad una prima sommaria ricostruzione della maschera, che però non risponde alla fisionomia tipica della nobiltà maya. Il volto viene di nuovo ricostruito nel 1954, poi rifatto per almeno altre tre volte, sempre senza esiti soddisfacenti.
A questo punto, altri studiosi vogliono affrontare l'argomento. Una accurata analisi dei documenti di scavo e il minuzioso esame di ciascuna delle oltre duecento tessere che compongono la maschera del re dimostrano dunque che le fattezze del suo volto erano molto diverse. In più, nelle tomba di Pacal era stata trovata anche una testa di stucco, che si ritiene proprio una raffigurazione del sovrano. Smontata dunque la maschera precedentemente ricostruita, si passa all'esame di ognuna delle tessere di pietra: si tratta di frammenti di giada verde, provenienti anche da gioielli più antichi dell'epoca del sovrano. È però lo studio dei bordi delle tessere la carta vincente. Ogni tessera, infatti, è fatta in modo da incastrarsi perfettamente tra le altre già posizionate: così, ciascun frammento può essere sistemato in un preciso punto del mosaico e solo in quello. Scoperti questi segreti del "puzzle", i ricercatori messicani sono in grado di ricostruire, stavolta al meglio, il vero volto di Pacal. Il montaggio di questo singolare lavoro ad incastro viene dunque eseguito appoggiando le singole tessere su un modello di volto in plastilina, realizzato esattamente come il volto di stucco rinvenuto nella tomba.
Così, dopo aver mal rappresentato per quasi sessant'anni le fattezze del più potente dei regnanti maya, a causa di approssimativi smontaggi e rimontaggi, torna alla luce l'autentico e nobile volto. Finalmente Pacal può di nuovo essere visto proprio come lo veneravano i suoi sudditi.
 
Gianna Boetti


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