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Il materassino assorbitutto di Benedetti

Vent'anni di storia vincente!

Chi non lo conosce? Unico e inimitabile, potrebbe tuttavia essere definito “il prodotto con in assoluto più tentativi di imitazione” del settore funerario: la crescita esponenziale delle vendite ne attesta l’indiscusso successo e giustifica quindi tanta popolarità. Il materassino assorbitutto di Benedetti festeggia quest’anno il suo ventesimo compleanno conservando e anzi incrementando il suo straordinario successo.
Ideato da Oscar Rossi nel 1990, diede concretamente una rivoluzionaria risposta a quanto richiesto dalle disposizioni del Regolamento di Polizia Mortuaria all’articolo 30, comma 2: “Nelle tumulazioni, tra le due casse, al fondo, deve essere riportato materiale assorbente quale torba, segatura o altro materiale biodegradabile...”. Il titolare di Benedetti inventò allora il primo Materassino Assorbitutto totalmente biodegradabile, grazie anche all’esperienza maturata sul campo gestendo per anni una impresa funebre e testando così in prima persona le numerose difficoltà igienico-sanitarie che un operatore si trova a dover affrontare quotidianamente prima e dopo le esequie.
Due anni dopo, era il 1992, si presentò timidamente al mercato internazionale in occasione di Tanexpo sorprendendo tutti; risale al ’93 la prima pacata campagna pubblicitaria; nel ’96 la seconda partecipazione in fiera catalizzò sul materassino un interesse tale da scatenare numerosi tentativi di emulazione: storicamente solo le idee vincenti sono oggetto di copiatura con risultati sterili e con imitazioni taroccate che con l’originale nulla hanno a che vedere. Il successo del prodotto non conobbe flessioni, anzi: nel 2005 arrivò a festeggiare 1 milione di materassini venduti, numero davvero straordinario che Oscar Rossi pensò bene di celebrare proponendo una speciale promozione.
Ma come spiegare tanto successo? I motivi vanno ricercati in diversi fattori: innanzitutto l’intuizione di un bisogno del mercato e la capacità di creare un prodotto davvero biodegradabile e impermeabile, in grado di assorbire, in quantità tre volte superiori rispetto a qualsiasi altro materiale, i liquidi generati dalla decomposizione cadaverica. In secondo luogo si è rivelata vincente la scelta della particolare forma prevista, capace di creare una sorta di vasca di contenimento assai efficace e molto più sicura anche nel malaugurato caso di scoppio della cassa nel loculo; il materiale utilizzato è infatti in grado di trattenere i liquidi fino alla cristallizzazione, senza possibilità di fuoriuscite pericolose dal punto di vista igienico-sanitario.
Dal 1992 ad oggi Benedetti presenta l’intera gamma della sua produzione in tutti i più prestigiosi appuntamenti fieristici internazionali, una scommessa vinta su tutti i fronti e, nel caso del “materassino”, arricchita dal fatto di aver creato un nome che si identifica con il prodotto stesso: è con un certo orgoglio infatti che Oscar Rossi, visitando i numerosi clienti e sentendoli dialogare tra loro parlando della preparazione del cofano con il materiale assorbente, rileva la tipica frase: “…hai messo il materassino?”. Un nome che è entrato a far parte del gergo usuale, un nome che racconta un prodotto rivoluzionario, un nome che identifica la capacità di precorrere i tempi propria di Benedetti.
 
Gaia Lucrezia Zaffarano

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