Urne: elementi d’arredo?

Sul mercato sono presenti urne di incredibile pregio artistico che potrebbero essere acquistate in vita prima del decesso per essere esposte in casa, come si augura Michael Demetz, dell’azienda Urna Concept.

Non sappiamo molto sul quando e perché nella storia dell’antichità ad un certo punto sia entrata in uso la pratica della cremazione che poco alla volta ha soppiantato l’inumazione tipica degli uomini cosiddetti “primitivi”.
In Occidente la cremazione risale almeno all'Età del Bronzo e nell’Italia centro-settentrionale sono molti i siti dove sono state rinvenute urne cinerarie, per lo più realizzate in terracotta o in bronzo per i personaggi di rango. Fin dall’antichità si è sempre sentita l’esigenza di conservare i resti delle persone amate e l’uso di urne è, quindi, altrettanto ancestrale: è infatti del VII millennio a.C. il primo reperto trovato in una necropoli cinese che documenta l’usanza di conservare le ceneri in appositi vasi. Con il progredire della civiltà si è di pari passo sviluppata una certa sensibilità estetica e quindi si è incominciato a prestare particolare attenzione alla loro forma e a decorarle con disegni o intarsi.

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un incremento esponenziale dovuto in primis ad un mutamento  della mentalità comune nonché ad un diverso atteggiamento della Chiesa che non la ostacola più. Determinanti anche le problematiche legate alla mancanza di spazi nei cimiteri, che con la cremazione vedono risolte molte criticità. Tutto ciò ha comportato l’immissione sul mercato di una offerta di urne sempre più ampia e variegata. Si tratta infatti di un oggetto che, a differenza del cofano funebre, ha stimolato in modo determinante la creatività di artigiani, artisti e designer. Se ne trovano di svariate fogge e di innumerevoli materiali. Alcune sono vere e proprie opere d’arte che meriterebbero di essere ammirate dal pubblico, come quelle create da Michael Demetz e dagli artigiani di Urna Concept.

In molti Paesi, dove la cremazione ha una tradizione più consolidata, non è raro che l’urna venga valutata per il suo valore estrinseco e non solo come contenitore delle ceneri dei propri cari, tanto che viene spesso acquistata per esporla nella propria abitazione quale complemento d’arredo, indipendentemente dal suo futuro utilizzo. È anche diffusa la tendenza di acquistare in anticipo l’urna che conterrà i propri resti. Ciò solleva i parenti dall’impaccio di dover scegliere un oggetto che sia in linea con i gusti e la personalità del defunto.

Una volta che racchiuderà le ceneri di cremazione sarà poi la famiglia a decidere se continuare a custodirla tra le mura domestiche oppure se trasferirla in un cimitero. Nel primo caso le caratteristiche estetiche dell’urna hanno un’importanza rilevante affinché non si venga a creare alcun tipo di trauma o di imbarazzo con le persone che frequentano la casa. (A questo proposito ricordiamo che anche in Italia con la legge 130/2001 è possibile conservare l’urna cineraria in un luogo diverso dal cimitero).

Ne abbiamo parlato con Michael Demetz, proprietario del marchio Urna Concept, divisione di uno dei più importanti atelier d’arte della Val Gardena che continua l’antica tradizione della scultura lignea.
Veniamo da una lunga storia di produzione di oggetti d’arte in legno - afferma il signor Demetz - e anche le nostre urne sono pensate come pezzi pregiati, rigorosamente in legno, forgiati dalle mani sapienti dei nostri maestri scultori. Ci basiamo sul concetto dell’unicità affinché ognuno possa trovare quella che meglio esprima la personalità o gli interessi che il defunto aveva in vita; per questo proponiamo tante  forme diverse: da quella fatta a cuore o che rappresenta una rosa a quella che riproduce un pallone o un casco da motociclista, fino alle forme più astratte o a quelle che ricordano le nostre amate montagne, come pigne, funghi o il cappello da alpino. Realizziamo anche soggetti su richiesta così da poter far fronte alle esigenze di tutti”.
Oggetti dunque che non rimandano al loro principale utilizzo…
Esattamente! A prima vista le nostre urne sono percepite come un oggetto d’arredo, il loro fine ultimo non è certo intuibile. Ci è già capitato che ci vengano richieste soprattutto per essere messe in mostra nella propria abitazione e per essere utilizzate solo in futuro per la conservazione delle ceneri. Ciò ha anche un risvolto psicologico positivo perché la persona che l’ha acquistata per sé, prende a poco a poco confidenza con l’oggetto che conterrà i suoi resti e ha tutto il tempo per metabolizzare l’idea della propria morte. Mi auguro che la tendenza in voga più che altro all’estero di acquistare l’urna non solo al momento del bisogno, si diffonda anche da noi. Sarebbe un grande stimolo per l’intero settore produttivo e motivo di gratificazione per i tanti artisti dalle cui mani escono opere di grande bellezza”.
Succede che vengano effettuati funerali con l’urna?
Non è raro che i funerali si celebrino direttamente con l’urna anziché con la bara. Una accelerazione in questo senso l’ha data sicuramente il Covid-19, soprattutto nella prima fase della pandemia, quando i defunti in molti casi sono stati avviati direttamente al crematorio dalle aziende ospedaliere. I familiari si sono trovati così solo con l’urna con cui poter organizzare la cerimonia commemorativa del proprio caro. È una tendenza che potrebbe diffondersi come alternativa al funerale con il cofano, dove l’urna acquisirebbe un valore maggiore, un motivo in più per sceglierla con cura anche in tempi non connessi ad un imminente decesso, tenendola nel frattempo nella propria abitazione come elemento d’arredo”.
Un auspicio interessante quello di Michael Demetz che renderebbe giustizia alle opere dei tanti artigiani che, come quelli di Urna Concept, si dedicano con impegno e passione a questo settore. Acquistare un’urna in anticipo e tenerla in casa significa, infatti, dare la giusta visibilità a manufatti esclusivi che, se destinati direttamente ad essere tumulati in cimitero, così come il cofano, verrebbero visti unicamente dai familiari del defunto. Un ruolo decisivo in questa fase lo potrebbero rivestire le imprese funebri, determinanti nel promuovere questa opportunità presso i propri clienti. Sarebbe l’inizio di un importante percorso per esaltare il prodotto di qualità contribuendo allo stesso tempo ad innescare un processo che porta ad una maggiore accettazione della fine della vita.
 
Raffaella Segantin


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