TRENTO ADOTTA IL PIANO REGOLATORE CIMITERIALE

Dopo una seduta dedicata alla sua illustrazione, il Consiglio comunale di Trento ha approvato, l'otto ottobre scorso, il primo Piano Regolatore Cimiteriale della città. Come ha avuto modo di sottolineare in sede di presentazione l'Assessore, Salvatore Panetta, al di là degli obblighi di carattere normativo, in realtà limitati alla conservazione ed all'aggiornamento delle mappe dei cimiteri esistenti, l'Amministrazione comunale ha sentita forte la necessità, da un lato di realizzare una mappatura dell'esistente in modo uniforme e tecnicamente avanzato e dall'altro di studiare in modo approfondito e su basi il più possibile scientifiche l'andamento demografico e della mortalità, per trarne indicazioni attendibili sul fabbisogno dei diversi tipi di sepolture nelle varie zone del territorio comunale e poter così programmare al meglio, nei prossimi decenni, la gestione degli spazi esistenti, il loro ampliamento o la realizzazione di nuove strutture.
Il piano riguarda tutti i 21 cimiteri comunali e ne pianifica l'utilizzo, l'evoluzione ed i relativi interventi di sistemazione o ampliamento nei prossimi 30 anni, oltre a prevedere la realizzazione di una nuova area cimiteriale per la costruzione del crematorio (scelta peraltro già fatta propria dal Consiglio comunale con l'approvazione di apposita variante urbanistica). Lo studio e le proposte di progetto si basano su una ampia ed articolata analisi dell'andamento demografico e della mortalità e sulle relative proiezioni nelle varie zone in cui si articola il territorio comunale (principalmente centro città e i 9 sobborghi), analisi resa possibile anche grazie al modello previsionale per l'ambito demografico (strudel 2000) utilizzato a livello provinciale e comunale e la disponibilità dei relativi dati storici. Le rilevazioni sul campo ed il recupero dei dati informatizzati sulle sepolture, almeno negli ultimi cinque anni, hanno consentito di completare il quadro con l'analisi della diversificazione delle scelte in ordine alla tipologia di sepoltura e di proiettarne l'evoluzione in relazione alle strutture cimiteriali esistenti e agli spazi disponibili.
Come richiesto dall'Amministrazione, le rilevazioni sono state effettuate con il sistema gis e si sta procedendo anche all'inserimento dei dati sulle sepolture esistenti; questa tecnologia renderà possibile l'utilizzo, attraverso il computer, della mappatura aggiornata con tali dati sia da parte degli operatori che, in prospettiva, da parte del pubblico; in buona sostanza l'obiettivo è quello di rendere così possibile una "navigazione" virtuale nei cimiteri, la ricerca di informazioni sulla localizzazione delle sepolture e sui percorsi per raggiungerle.
Non poche sono le specificità locali messe in luce nel prc. In primo luogo quella di carattere normativo derivante dall'autonomia speciale riconosciuta alla Provincia di Trento che, legiferando anche in materia urbanistica e cimiteriale, ha ampiamente recepito la disciplina nazionale, ma che ha anche fatte salve particolarità e tradizioni locali che vi possono derogare. Così, ad esempio, in materia di fasce di rispetto cimiteriale e relativa disciplina, per le quali si fa rinvio alle previsioni di p.r.g. di criteri di utilizzo delle fosse e periodo di rotazione, di dotazione infrastrutturale (acqua potabile e servizi igienici) e recinzione. Una seconda caratteristica evidente, oltre la numerosità dei cimiteri dovuta soprattutto alla tradizione dei sobborghi che fino agli anni venti erano costituiti in comuni autonomi, è la localizzazione dei cimiteri ed in particolare la loro contiguità con l'abitato. Per il cimitero centrale, di fatto inglobato nel centro città, si tratta addirittura di aderenza tra muro perimetrale del cimitero ed abitazioni. Tale situazione, che si giustifica anche con le caratteristiche di un territorio di montagna e con l'esiguità degli spazi disponibili, da un lato crea problemi per possibili ampliamenti, ma dall'altro testimonia anche di un rapporto positivo "tra la città dei vivi e la città dei morti", rapporto che quindi viene recuperato ed esaltato, soprattutto nel cimitero monumentale dove uno degli assi principali di collegamento con una importantissima zona di prossimo sviluppo urbanistico taglia a metà il cimitero. Terzo importante fattore di specificità è la propensione alla inumazione e alla cremazione. L'inumazione, soprattutto in campo comune, è infatti scelta dal 66% della popolazione, mentre per la cremazione già oggi, senza la disponibilità del crematorio in loco e nonostante il passaggio dalla gratuità totale alla onerosità, il 20% dei residenti di Trento preferisce questa pratica ed il trend si conferma in continua ascesa. Con questi presupposti la realizzazione del crematorio consentirà di raggiungere, nei 30 anni di previsione del prc, una percentuale del 50% di cremazioni e quindi una consistente diminuzione delle inumazioni, con i conseguenti notevoli riflessi in termini di fabbisogni di spazi per inumazione o fabbricati per tumulazione.
Essendo difficile sintetizzare efficacemente tutti i contenuti e le indicazioni del piano, se ne possono tuttavia sottolineare i passaggi e le scelte più significativi:
• l'analisi dell'andamento previsto per le singole tipologie di sepolture evidenzia in particolare uno spostamento progressivo dal cimitero centrale (che oggi accoglie il 63,85% delle sepolture) a quelli dei sobborghi (che passerebbero al 40,6%) ed una riduzione della inumazione (dal 65,6 % al 41,8%) e della tumulazione (dal 16,5% al 8,2%) in relazione invece al crescere della cremazione (fino al 50%). Le aree disponibili in campo comune e quelle destinate alle sepolture in concessione sono conseguentemente stimate come complessivamente sufficienti rispetto al fabbisogno legale, peraltro con necessità di alcuni ampliamenti, soprattutto nei cimiteri periferici; 6 sono infatti i cimiteri periferici che vengono ampliati mentre per il cimitero centrale l'ampliamento si limita di fatto alla acquisizione di un fabbricato, ora fatiscente, che con esso confina chiudendone un angolo;
• per il cimitero centrale sono previsti notevoli interventi soprattutto di riqualificazione della zona ovest. In estrema sintesi è previsto il recupero di un edificio storico ormai in rovina e la sua destinazione a sala del commiato e ufficio informazioni e rapporto con il pubblico, la realizzazione di campi comuni "sperimentali" a verde e cippi che facilitano anche l'accesso dei disabili, la chiusura degli edifici recenti dell'angolo sud-ovest con la realizzazione di loculi ed ossarietti e di quelli storici nell'angolo nord-est che ospiteranno anch'essi nicchie cinerarie ed un ascensore che faciliti l'accesso dei disabili al colonnato monumentale, la realizzazione di un'area verde per la dispersione delle ceneri nell'ambito della quale viene delineato un percorso delimitato da un sistema di nicchie cinerarie ipogee con lastre inclinate in pietra per le iscrizioni;
• il crematorio viene localizzato in una nuova area cimiteriale a ciò dedicata, fuori dal centro città e nel rispetto delle distanze dai centri abitati. Una prima bozza per l'organizzazione dell'area prevede la presenza delle dotazioni infrastrutturali tecniche necessarie ma anche di una sala del commiato, di locali per la gestione del rapporto con il pubblico o a servizio del pubblico, di possibili ulteriori nicchie cinerarie. In linea di massima comunque si pensa alla gestione in loco delle operazioni di cremazione, rimanendo nelle chiese o nel cimitero centrale i funerali o le cerimonie di commiato, ma soprattutto in quest'ultimo la cerimonia di consegna ceneri. Salvo richieste diverse quindi le salme dovrebbero essere eventualmente accompagnate al crematorio solo da un ristretto numero di congiunti, separando in buona sostanza i luoghi delle cerimonie da quelli della cremazione in senso stretto;
• il problema inconsunti, nonostante periodi di rotazione dei campi comuni che vanno dai 14 ai 25/30 anni, è presente qui come nella maggior parte delle città italiane, con la differenza che fino ad oggi il tradizionale sistema di esumazione (solo a domanda) ha consentito di fronteggiare la situazione. È tuttavia necessario che le esumazioni vengano progressivamente riorganizzate, soprattutto per evitare la completa saturazione del terreno. Il problema può essere affrontato con un sistema integrato che ricorra alle sostanze mineralizzanti anche per l'integrazione del terreno in fase di inumazione, all'allargamento dell'area inconsunti, al ricorso alla cremazione (soprattutto in presenza dell'impianto) per quanti non siano contrari;
• la prevista forte crescita della cremazione richiede la costruzione di un notevole numero (complessivamente ben 18389) di ossarietti e cellette per la conservazione delle ceneri (nono-
stante una prevedibile percentuale di dispersione) sia nel cimitero centrale che nei sobborghi;
• nell'anno a loro dedicato una attenzione particolare è riservata agli interventi finalizzati a consentire o facilitare la fruibilità dei cimiteri anche ai disabili, prevedendo rampe o servoscala laddove i cimiteri siano collocati su due livelli, ascensori per l'accesso al colonnato nel cimitero centrale e l'introduzione del campo comune a verde e cippi che sicuramente ne facilita la percorribilità per tutti rispetto ai tradizionali campi comuni;
• il piano contiene anche una proposta di normativa urbanistica che disciplina la fascia di rispetto cimiteriale (che per la totalità dei cimiteri è già stata ridotta a 50 o 100 metri rispetto ai 200 previsti) tenendo conto della nuova normativa nazionale e delle ipotesi di modifica di quella provinciale, intervenendo con un diverso regime, rigido, per la fascia dei 25 metri attorno al perimetro delle aree cimiteriali e più flessibile invece per la parte rimanente (fino ai 50 o 100 metri), nell'ambito della quale, tuttavia, la realizzazione di nuovi edifici è limitata a quelli destinati a servizi pubblici. La soluzione, che deriva proprio dalla particolare situazione di contiguità con l'abitato già illustrata, consente da un lato di tenere in considerazione le aspettative di carattere edilizio e dall'altra di rispettare le esigenze collegate al culto dei morti e salvaguardare future necessità dei cimiteri.
Il piano dovrà essere ora completato e reso operativo con l'adozione degli strumenti urbanistici e ne è prevista la revisione ed aggiornamento ogni 5 anni per consentirne la verifica e l'adeguamento in relazione al reale andamento del fabbisogno. Lo snodo più importante rimane sicuramente l'impegno a garantire il rispetto delle tappe pianificate per la realizzazione del crematorio, dal quale dipende la sostenibilità di tutte le altre scelte e progetti.
Chiara Morandini Direttore dei Servizi Demografici del Comune di Trento

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