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Il Tempio Crematorio di Milano

È stato il primo forno in Italia, realizzato grazie alla generosità dell’industriale Keller. La salma del filantropo fu la prima ad esservi cremata.

In questo articolo, che conclude il nostro percorso tra i luoghi di cremazione europei, parleremo del Tempio Crematorio del Cimitero Monumentale di Milano.
Realizzato nel 1875 e ampliato negli anni seguenti, è tra i più importanti d’Italia per la sua storicità e per il fatto che è stato il primo ad essere eretto nel nostro Paese. Per capire come è stato progettato e creato, facciamo un passo indietro nella storia della cremazione in Italia.

Breve storia della cremazione in Italia

Quella della cremazione è una pratica antichissima che lega culturalmente popoli molto lontani tra loro, sia dal punto di vista geografico che da quello temporale. Con ogni probabilità, uno dei primi popoli che aveva incominciato a servirsi della cremazione dei defunti come pratica rituale fu quello dei Sumeri della bassa Mesopotamia. Questa pratica si diffuse notevolmente, passando da privilegio dei sacerdoti a consuetudine per il popolo: prima per le classi dei nobili e successivamente per gran parte della popolazione.
Da sempre la cremazione ha unito l’aspetto legato al carattere rituale, in cui il fuoco era simbolo di purificazione, all’aspetto igienico sanitario.
Per questo motivo infatti il popolo dei romani, che se ne serviva ampiamente considerandola pratica comune, ne vietava spesso l’uso all’interno delle mura delle città.
L’avvento delle religioni monoteiste però cambiò l’ottica delle popolazioni nei confronti della pratica della cremazione. Soprattutto la religione cristiana, forte della sua concezione di resurrezione della carne, influì molto sull’abitudine dei popoli di abbandonare la cremazione in favore dell’inumazione, pratica approvata perché non intaccava il corpo dei defunti. L’inumazione era all’epoca considerata l’unica pratica in linea con i valori religiosi cristiani.

Per tornare a parlare di cremazione si deve arrivare a un passato recente: la fine dell’800. Il reale dibattito sul tema era quello tra i fautori di uno stato liberale e laico che vedevano la cremazione come una pratica igienica e illuminata e la chiesa cattolica, che la vietava categoricamente considerandola un’usanza barbara. La religione cristiana aveva dato sacralità al corpo che sarebbe risorto insieme all’anima dopo il Giudizio Universale; per questo motivo aveva iniziato i propri discepoli al culto della morte tramite la pratica dell’inumazione.
Il timore più grande della Chiesa era che con la cremazione si avviasse un processo di laicizzazione della morte.
Non a caso il 12 maggio del 1886, con il decreto della Congregazione del Santo Ufficio, era stato posto il divieto assoluto alla cremazione. Tale proibizione era stata confermata anche successivamente da Papa Leone XIII.

Il bisogno di edificare un crematorio però non era solo legato all’aspetto ideologico e politico. In un momento storico in cui le città aumentavano la loro popolazione in modo repentino e il rischio di pandemia era sempre in agguato, la cremazione risultava essere una pratica coscienziosa per scongiurare possibili epidemie o situazioni di inquinamento delle falde acquifere delle grandi città.
In un clima di grandi cambiamenti politici, religiosi e sociali, il 6 febbraio del 1874 era stata convocata la prima grande conferenza a carattere scientifico sulla cremazione. A seguito di questo importante incontro, qualche anno dopo, nel 1888 con la Legge Crispina si era stabilito l’obbligo per i comuni italiani a cedere gratuitamente uno spazio rivolto alla costruzione di strutture crematorie. Un grande passo avanti per il popolo laico, non approvato dalla chiesa che mantenne la sua linea fino al 1963, anno in cui una parte della sua posizione in merito cambiò, vietando la pratica esclusivamente se usata come atto offensivo dei confronti della religione.

Il Tempio Crematorio di Milano

Sullo sfondo di un’epoca di importante trasformazione, l’Italia lottò in prima linea ospitando nella città di Milano il primo crematorio italiano. Questa significativa testimonianza fu la rappresentazione tangibile del positivismo ottocentesco. Il crematorio innestato all’interno del Cimitero Monumentale prese il nome di Tempio. Non a caso c’era il bisogno di sottolineare un legame con le culture classiche in cui la cremazione era pratica normalmente usata.
La struttura, progettata dall’Architetto Carlo Maciachini, fu realizzata grazie alla preziosissima generosità dell’industriale Alberto Keller (1800-1874). Keller, liberale di origine svizzera, si era battuto da sempre per normalizzare la pratica della cremazione ed aveva finanziato la costruzione del Tempio nel Cimitero Monumentale di Milano.
La prima cremazione nel Tempio fu proprio la sua a due anni dalla morte, il 22 gennaio 1876. La cerimonia ebbe una grande rilevanza anche per la stampa dell’epoca. La cremazione di Keller avvenne con l’uso di un forno a gas progettato da Giovanni Polli e Clemente Clericetti.

Strutturalmente il crematorio era posizionato su un piano rialzato alla fine dell’asse principale del cimitero. Il progetto originario del 1875 fu ampliato più volte e modificato nel corso degli anni fino alla forma attuale. Inizialmente era costituito da un vestibolo delimitato da sei colonne doriche, affacciato su una scalinata d’accesso. Nel 1882, anno del primo ampliamento, si decise di utilizzare il vestibolo come spazio pubblico e di costruire un tempio centrale a pianta quadrata sul retro del vestibolo. Inoltre, nello stesso anno, furono realizzate due gallerie cinerarie, un archivio e un locale tecnico. Il terzo ampliamento del 1896 aggiunse una sala di cremazione, uno spazio di preparazione della salma e un altro forno.

Il crematorio è una struttura imponente e solida che rimane oggi come rappresentazione tangibile del simbolo del progresso dell’uomo dall’ideale laico. L’altissimo soffitto dell’area centrale, che arriva a 9,60 metri, è coronato da una cupola a quattro vele ribassate decorate a motivi geometrici, che ha lo scopo di rendere percettivamente ancor più maestoso lo spazio che sormonta.
All’interno, il Tempio ospita e custodisce urne e lapidi dei suoi fautori affinché le generazioni future non dimentichino il loro impegno per una società liberale.

Il crematorio oggi non è più funzionante ma rimane simbolo e memoria di un momento storico importante per l’evoluzione della nostra società.

Alberto Keller

Alberto Keller (1800 – 1874), nacque a Roma da una famiglia di origine svizzera, ma si trasferì a venti anni a Milano. Si occupava di industria e commercio della seta, era protestante e un grande sostenitore della cremazione. Fu infatti Keller a finanziare la costruzione del primo forno crematorio nel cimitero Monumentale di Milano, forno che venne inaugurato con la cremazione della sua salma nel 1876. Fino ad allora le sue spoglie erano state custodite nella cappella di famiglia. L’edicola a lui dedicata si trova al centro del Riparto nel lato sud-occidentale dove un tempo erano sepolti i cristiani acattolici ed è stata realizzata dal progettista dello stesso cimitero, Carlo Maciachini. È una costruzione neorinascimentale con un portico davanti alla facciata, arricchita da epigrafi e da decorazioni candelabre.
 
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