La tanatologia

Quando chiesero a Goethe quale fosse il suo colore preferito, lui rispose: "Mi piacciono gli arcobaleni". Lo spettro dei colori, inteso metaforicamente come l'orizzonte culturale della morte, può regalare prospettive davvero interessanti fornendo flessibili strumenti di analisi della cultura. Ecco ciò che può meglio rappresentare "lo studio della morte" che oggi si chiama Tanatologia.
Tutte le culture elaborano una risposta alla morte. In ogni epoca la morte costituisce un fenomeno universale e irripetibile, un evento reale e tangibile che, da sempre, l'uomo si affanna a nascondere o a negare. Le differenti modalità culturali di intendere la morte ne fanno un campo di indagine ricco e complesso. Le reazioni umane di fronte ad essa sono da sempre troppo articolate per poter essere racchiuse con successo in una unica direzione.
L'arduo compito di confrontare l'uomo con la morte non ne ha abbattuto il tabù, probabilmente l'ultimo del nostro tempo. Il celebre saggio di Geoffrey Gorer "The Pornography of death", che è quasi certamente all'origine della teoria del "tabù della morte in Occidente", ha contribuito alla nascita e allo sviluppo della Tanatologia come materia di studio autonoma a partire dalla Seconda guerra mondiale.
In particolare la Tanatologia, come affermato da Louis-Vincent Thomas ed evidenziato da Jan Assmann, non è propriamente una scienza della morte, ma il raggruppamento di tutti i saperi, soprattutto scientifici, che hanno luogo intorno alla fine dell'uomo. Non si tratta di una disciplina, ma di un punto di vista sulla cultura in grado di rivelare aspetti imprevisti.
Tuttavia la voce "tanatologia" risulta quasi del tutto assente dai manuali e dai dizionari. L'etimologia della parola è greca: "thanatos" significa morte, "logos" discorso. Come termine compare per la prima volta nel 1795, attraverso il trattato medico "Thanatologia" di Solomon Anschel che indaga sulla morte e il morire. In seguito il vocabolo viene utilizzato dalla Medicina legale fino a rappresentare oggi un campo ben più vasto: quello spazio di dialogo dove è possibile una riflessione privilegiata sulla vita e sulla morte, attraverso il colloquio interdisciplinare e trasversale fra differenti discipline.
Espressioni di questa consapevolezza sono le Associazioni Internazionali di Tanatologia e i Centri di Ricerca e Documentazione sulla morte e il morire.
 
Maria Angela Gelati

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