NINO LEANZA, IL PATRON DI TANEXPO

UN SUCCESSO costruito nel tempo

Incontrare Nino Leanza per un paio d'ore e sperare di non essere continuamente interrotti dagli squilli di uno dei telefoni o dall'incessante via vai di collaboratori a caccia di un consiglio o di una approvazione è pura utopia. Eppure noi ci siamo riusciti, ed è stata l'occasione per farci raccontare, finalmente dalla viva voce del protagonista, la storia di TANEXPO, con i suoi piccoli e grandi segreti, per tracciare un bilancio del passato, per vivere le ansie della vigilia e le certezze del presente, per proiettarci, con la concretezza di sempre, su sogni e programmi per il futuro.

"Quando, nel 1984, fui chiamato dal Cavalier Parenti, allora Presidente della FENIOF, ad organizzare un Convegno per la Federazione, mai avrei immaginato che questo avrebbe dato una svolta significativa alla mia vita professionale.
Lavorammo con impegno e serietà ed i buoni risultati raggiunti ci permisero di guadagnarci la stima e la fiducia della Federazione che, dopo qualche mese, ci propose la gestione editoriale de L'INFORMATORE che, in quel momento, non produceva risultati economici soddisfacenti. Accettai, con quel pizzico di coraggio e di incoscienza che fanno parte del mio carattere, ed anche in questo caso, con tanto lavoro ed un po' di fortuna, raggiungemmo brillantemente gli obiettivi prefissati.
La Federazione, verificando i buoni risultati, anche e soprattutto economici, che andava raccogliendo grazie al nostro operato, ci propose di organizzare a Verona, nel 1987, TH.EXPOM, già realizzata nel 1982 a Roma, garantendoci un consistente contributo in termini di partecipazione di espositori.
Non fu assolutamente così ed i miei espositori me li dovetti andare a cercare uno ad uno, riuscendo però, con molta fatica, a mettere in piedi una buona edizione.
Negli anni successivi il mio rapporto con FENIOF si ampliò, così come si ampliarono i contributi economici che, grazie al lavoro da noi svolto nel settore, affluivano nelle casse della Federazione che vedeva soddisfatte richieste sempre maggiori. Nel 1992 realizzai a Modena una nuova edizione di TH.EXPOM, cambiandone la denominazione in TH.EXPO, ed ebbi rilevante successo.
Ma, memore dell'insufficiente influenza sul mondo produttivo esercitata dalla Federazione in occasione della precedente edizione, mi organizzai autonomamente, grazie anche al patrocinio ottenuto, oltre che dalla FENIOF, da FEDERLEGNO, nella quale erano consociate, in un gruppo appositamente costituito, le più importanti aziende produttrici di cofani.
Una fiera non può essere immaginata senza il sostegno di chi rappresenta, in ogni aspetto merceologico, il mondo imprenditoriale e produttivo. Il visitatore è protagonista assoluto, ma non può diventare tale se alle spalle non esiste sinergia di intenti con chi deve proporgli gli strumenti per lavorare.
In vista dell'edizione successiva la FENIOF, con la presuntuosa arroganza che ancora oggi la contraddistingue, non volle minimamente prendere in considerazione le giuste esigenze del comparto produttivo, che io andavo evidenziando, e indifferente, direi quasi ostile, mi chiese un ulteriore incremento di un contributo economico già consistente.
Rifiutai, non tanto per l'esosità quanto perché rappresentava una inaccettabile ingerenza nei contenuti della mia attività imprenditoriale, e, in conseguenza di ciò, iniziò a guastarsi quel rapporto leale che si era instaurato fra noi. Quando, nel 1996, la FENIOF, disattendendo platealmente il vincolo contrattuale che ci legava su rivista e fiera, propose autonomamente e realizzò con altri l'edizione di TH.EXPO di Firenze, fui costretto a ricorrere ad un lodo arbitrale che si risolse in mio favore, riconoscendomi un consistente risarcimento.
Accettai, e non poteva che essere così, una proposta del Presidente Miazzolo che, oltre a rinnovarmi fino al 2000 la gestione editoriale de L'INFORMATORE, mi lasciava totale autonomia organizzativa sulla fiera, garantendomi, a fronte della non onerosità relativa alla partecipazione della Federazione, il patrocinio di FENIOF ed una ampia collaborazione a livello di contenuti.
Nel 1998, quindi, nasce TANEXPO, nella sua formula attuale, come espressione di una iniziativa imprenditoriale privata che si avvale di una fiducia sempre maggiore del mondo produttivo e commerciale e del contributo di idee di chi, questo mondo, dovrebbe rappresentare adeguatamente.
L'atteggiamento di FENIOF, nonostante il buon gettito economico che le proveniva dalla mia attività, diventò sempre più polemico ed ostile, inaridendo un rapporto di collaborazione che, a quelle condizioni, non aveva più senso di esistere e che, a fine 2000, alla naturale scadenza del contratto, spinse la Federazione a voler dividere le nostre strade, con l'impegno reciproco, però, ad interagire comunque, ciascuno per quanto di propria competenza, nell'interesse di tutte le categorie del settore funerario e cimiteriale. Per questo, oggi, siamo molto rammaricati per il comportamento e la posizione della FENIOF che, credo, sia dovuta più agli umori di alcuni personaggi, pochi per la verità, che ad una unanimità di intenti e che ci ha privati della possibilità di un confronto su temi che, davvero, rappresentano il futuro della categoria, creando azioni di disturbo che non porteranno risultato alcuno se non quello di infastidire l'operatività del mondo commerciale e produttivo".


Ha parlato quasi senza prendere fiato, Leanza, forse perché, per la prima volta, ha potuto ricostruire pubblicamente il suo quasi ventennale rapporto con la FENIOF.
Ma perché è così difficile dialogare serenamente con questa Federazione?
"Ormai dovresti averlo compreso anche tu, che pure da solo un anno ti stai occupando di questo settore. Forse hanno mai risposto alle diverse iniziative alle quali sono stati invitati da OLTRE MAGAZINE? Forse non sei stato anche tu testimone delle magre figure cui si sono esposti, all'estero, nell'ambito di FUNEXEUROPE della quale, unici responsabili, hanno provocato la disgregazione? E che dire delle ultime perle, la richiesta di azzerare gli eventi collaterali di TANEXPO, di cui non condividevano gli argomenti trattati, ed il recentissimo INFORMASOCI nel quale invitavano, sottilmente, a boicottare la nostra manifestazione? Da parte mia, e del mondo produttivo di cui mi onoro di godere stima e fiducia, molti importanti segnali di apertura ci sono stati.
Ma quali risultati abbiamo portato a casa? Soltanto una perdita di tempo, la sensazione disarmante di avere di fronte un interlocutore arrogante che, per nascondere la sua impreparazione ad affrontare un mercato che si evolve continuamente, preferisce arroccarsi in una posizione di difesa, vacua, sterile e sostenuta da quei pochi che, come loro, vivono drammaticamente la propria inadeguatezza".
Basta parlare di FENIOF. Veniamo a temi certo più interessanti. Questa TANEXPO 2002 è davvero la manifestazione più importante d'Europa?
"Lascio altri ad esprimersi sull'argomento. Ma sarei ipocrita, o cadrei in una retorica che non mi appartiene, se non manifestassi pubblicamente il mio orgoglio e la mia soddisfazione per il lavoro svolto in questi anni e per i risultati brillanti che abbiamo conseguito a Modena.
Più di ventunomila metri quadrati di superficie espositiva, 180 espositori, di cui 24 stranieri, che hanno coperto tutti i settori merceologici dell'industria funeraria e cimiteriale proponendo i prodotti più nuovi ed i servizi più innovativi, oltre 12.000 visitatori, un record storico per noi, con delegazioni provenienti da ben undici Paesi europei ed extraeuropei.
A parte questi dati numerici, ciò di cui vado veramente fiero è la fiducia che il mondo imprenditoriale continua ad accordarmi in misura sempre maggiore. E non è un atteggiamento di comodo. E' la riprova che lavoriamo seriamente, che garantiamo ai nostri espositori risultati brillanti, che la nostra azione di promozione nel mondo del made in Italy è una operazione vincente. Dietro tutto ciò ci sono grandi sacrifici e cospicui investimenti.
Ma la strada intrapresa è quella giusta ed i consensi che raccogliamo ovunque ne sono testimonianza attendibile".


Hai fortemente voluto, in questi anni, impegnarti a voler proporre un modello italiano di Casa Funeraria. Perché?
"L'Italia è l'ultimo dei Paesi leader a dotarsi di questo istituto. E' inutile che io mi dilunghi a spiegare cosa significhi perché sulle pagine di OLTRE MAGAZINE, da mesi, avete combattuto con noi questa battaglia.
Credo ormai di conoscere bene il mondo commerciale delle Onoranze Funebri e so che la maggior parte degli impresari sono persone per bene, molto attente a crescere professionalmente ed a dotarsi di tutti quegli strumenti che permettono il massimo livello qualitativo delle prestazioni. L'ormai imminente approvazione (speriamo sia davvero la volta buona!) del nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria disciplinerà tutta la materia e permetterà, anche nel nostro Paese, la realizzazione di Case Funerarie. Ecco perché TANEXPO non poteva mancare l'appuntamento. Ed anche in questo caso, credo, possiamo vantare un ampio consenso da parte degli operatori".


Hai sempre detto di avere delle perplessità sul fatto di realizzare eventi collaterali di tipo convegnistico. Che opinione ti sei fatto, a posteriori?
"Chi viene in fiera dedica essenzialmente il proprio tempo a scoprire l'ampia gamma di prodotti e di servizi proposti dagli espositori. Convegni e dibattiti rischiano, spesso, di essere disertati. Eppure questa volta non è stato così. L'intelligente filo conduttore che legava in sequenza gli incontri, l'autorevolezza ed il prestigio dei relatori, l'importanza degli argomenti trattati mi pare siano stati comunque premiati.
Credo che in futuro, se se ne presenteranno le condizioni, ripeteremo questa formula. E, anche nei prossimi mesi, dedicheremo grande attenzione a sostenere eventi di formazione indispensabili ad una reale crescita della categoria".


Dobbiamo chiudere. Quali sono i propositi per l'avvenire?
"Proseguire nella direzione intrapresa. Grazie soprattutto alla fiducia del mondo produttivo ed al contributo di idee di una Federazione giovane, brillante ed efficiente, la FEDERCOFIT. Con il Presidente, Maurizio Zaffarano, e con il Segretario Generale, Giovanni Caciolli, stiamo sviluppando progetti comuni, su più fronti, soprattutto su quello della formazione professionale. Ma di questo parleremo in altra occasione.
Inoltre, non abbandono la speranza di intravvedere possibilità di apertura da parte della FENIOF, con la quale desidero riprendere a dialogare in maniera intelligente e costruttiva. Da parte mia un impegno. Potenziare lavoro ed investimenti per consolidare quella immagine vincente che oggi appartiene, legittimamente, a TANEXPO".

 
Carmelo Pezzino

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Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022