I Tenenbaum

Una strampalata famiglia

“È l’ultima volta che pianti un coltello dentro di me!” Royal Tenenbaum
La ricerca estetica di Wes Anderson taglia il primo, importante traguardo: I Tenenbaum consacrano il talento manieristico di un regista che fa del perfezionismo stilistico la propria bandiera e si inseriscono nel filone delle commedie familiari portando una ventata di incoraggiante originalità. È con I Tenenbaum, infatti, che Anderson riesce a conciliare – e non è scontato – una precisione formale che quasi sfiora il religioso (accompagnamento musicale, fotografia, inquadrature) con un convincente apparato narrativo. Il risultato è un dramma corale dal raffinato gusto estetico, popolato da un carosello di personaggi grotteschi che mai scadono nel caricaturale e che interagiscono a fatica tra di loro creando però un amalgama leggero e delicato. Le vicende della famiglia Tenenbaum sono divise in capitoli, proprio come in un libro, e vengono narrate da una voce fuori campo che non si svela mai, ma che accompagna lo spettatore dal prologo all’epilogo. Il nucleo domestico è formato da cinque componenti, prototipi sociali depressi, fobici e paranoici: Royal Tenenbaum è patriarca anomalo della famiglia, assente e distaccato, a cui mai è importato dell’educazione della prole; Etheline Tenenbaum è madre giudiziosa e premurosa, ma non amorevole e poco sensibile ai problemi psicologici dei figli; i figli sono tre, piccoli enfants prodiges con un futuro radioso di fronte a sé (un mago della finanza, un campione di tennis e una drammaturga molto dotata), che però crescono senza un padre, senza affetti, e soffocano sogni, speranze e talento in un presente depresso e scoraggiante.
Per diciassette anni ognuno tira avanti con la propria esistenza, chi rimuginando sul proprio passato e chi accrescendo le proprie paranoie, fino a che non si ritrovano tutti insieme in occasione della malattia di Royal. Indulgendo infatti a un tipico cliché cinematografico – ma stavolta glielo si perdona – Anderson usa il presunto tumore di Royal per riunire l’intera famiglia sotto lo stesso tetto e per indagare le maglie psicologiche di una loro possibile riconciliazione: Royal sta morendo, chiama a raccolta moglie e figli, chiede perdono per le sue mancanze e tenta a modo suo un rinnovato riavvicinamento.
Si consuma così il secondo atto della commedia Tenenbaum in cui caratteri sociali disfunzionali e disturbati, che non sorridono mai e che indossano occhiali da sole anche nel letto per nascondere il viso, si affrontano e si confrontano con reticenze e difficoltà. Anderson non stila alcun tipo di gerarchia piramidale, ma dedica ad ognuno di loro il medesimo spazio e la medesima attenzione, costruendo con accortezza una struttura psicologica diversa per ciascuno. Ogni personaggio è quasi un dettagliato microcosmo a sé stante che si risolve e che si compie in se stesso, ma che trova, alla fine, una maniera per essere anche completato dagli altri.
Alla famiglia Tenenbaum dà volto un cast piuttosto eterogeneo, che vanta garanzie come Angelica Houston, Bill Murray o Gwyneth Paltrow, ma che abilita anche attori più da comic movie come Ben Stiller o Luke Wilson.
 
Laura Savarino

CURIOSITÁ

  • Il regista, nella caratterizzazione dei personaggi, ha ammesso di essersi ispirato ai protagonisti della striscia a fumetti Peanuts. Anche il cagnolino di Ben Stiller, un beagle, è un omaggio al cane Snoopy.
  • Durante tutto il film il personaggio interpretato da Gwyneth Paltrow fuma sigarette di marca Sweet Afton, in commercio solo in Irlanda.
  • Il personaggio interpretato da Danny Glover è ispirato, nelle fattezze, al segretario dell’Onu Kofi Annan. L’idea venne al regista dopo che Glover glielo presentò ad un ricevimento.
  • Il film è molto amato da Gabriele Salvatores, che lo ha omaggiato con qualche riferimento nel suo Happy Family.
  • Il video Hello del DJ Martin Solveig sembra ispirato alla scena della disastrosa partita di tennis di Richie Tenenbaum.

 

I TENENBAUM
(USA, 2001)
di Wes Anderson
Durata: 109 minuti
Cast: Denny Glover, Gene Hackman, Bill Murray, Gwyneth Paltrow, Ben Stiller, Luke Wilson, Owen Wilson, Angelica Houston



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