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Il settore funerario in Spagna

Analisi economica e statistica della funeraria nel Paese iberico.

Pubblicati i risultati dello studio realizzato da Panasef, Asociación Nacional de Servicios Funerarios, la principale organizzazione professionale indipendente in Spagna.

Fondata 26 anni fa, pubblica ogni anno la Radiografia del sector funerario con l’obbiettivo di migliorare l’immagine che la società ha del settore, offrendo un resoconto fedele e trasparente dell’andamento annuale.

Da sempre Panasef lavora con impegno per difendere gli interessi professionali delle imprese locali; non a caso, oltre il 70% dei servizi funerari del Paese è prestato da onoranze associate a Panasef. E proprio da un sondaggio proposto alle imprese associate si è partiti per ottenere dati utili alla realizzazione di questa analisi, condotta tra maggio e luglio 2022. Sono poi stati raccolti altri dati provenienti da fonti esterne secondarie per poter elaborare indicatori solidi e offrire così un’immagine completa del settore.

Vediamo allora alcuni dei punti analizzati nel report.

Andamento della mortalità

Nel 2021 sono stati registrati 450.687 decessi, il 9% in meno rispetto al 2020 e un 8% in più rispetto al 2019. Gli effetti della pandemia si notano in modo particolare nei mesi di gennaio e febbraio, anche se con minore intensità rispetto a quelli del 2020, con decessi tra il 20% (in gennaio) e il 10% (in febbraio) in più rispetto agli anni precedenti. Durante il resto del 2021, i decessi si stabilizzano intorno ai 35.000 al mese, cifre simili al 2019 tranne che per i mesi di agosto e dicembre, con i numeri più alti dell’ultimo triennio.
Nei primi due mesi del 2022 il numero dei decessi registrato è stato inferiore rispetto allo stesso periodo del 2021, allineando l’andamento a numeri più simili agli anni precedenti la pandemia. Unica eccezione i mesi di giugno e luglio, dove la curva dei decessi è stata nettamente superiore rispetto al 2021.
In generale, nei primi 7 mesi del 2022 i decessi sono aumentati del 4,6% rispetto all’anno precedente, dato questo inaspettato se si pensa al regredire della pandemia, ma motivato se si considerano le alte temperature della scorsa estate che hanno causato molteplici decessi.

Incidenza di genere

La percentuale di decessi continua ad essere più elevata tra gli uomini (51,53%) che tra le donne (48,65%).
Rispetto al 2020, la speranza di vita in Spagna torna a recuperare terreno portando l’età media da 82,33 anni nel 2020 a 83,06 nel 2021. Sono ancora le donne le più longeve, passando da una media di 85,06 anni nel 2020 a 85,83. Mentre gli uomini arrivano ad una media di 80,24 anni, superando di poco i 79,59 del 2020.

Quadro economico del mercato

Con un totale complessivo di 450.687 servizi, nel 2021 il fatturato ha raggiunto quota 1,63 miliardi di euro (70 milioni in meno rispetto al 2020). Un anno totalmente anomalo per il settore, anche se si mantiene al rialzo rispetto agli anni precedenti l’inizio della pandemia. Un giro d’affari pari allo 0,15% del PIL (-0,1% rispetto al 2020).

Costo del servizio

Secondo quanto riportato da Panasef, alcuni servizi influenzano maggiormente il costo totale di un funerale. In particolar modo, il prezzo del servizio è composto per un 56,7% dal costo del funerale in sé (cofano, trasporto della salma, installazione della camera ardente, assistenza 24 ore e coordinamento della cerimonia, catering, disbrigo pratiche burocratiche, preparazione della salma…). I servizi complementari, quali uso della chiesa, fiori e preparazione della lapide, ammontano all' 11,7% del costo totale. Il 16,5% è da ricollegare ai costi di destinazione finale (inumazione o cremazione), mentre il 15,1% del totale è da imputarsi ai costi dell’iva.

Destinazione finale

Nel 44,93% dei decessi si è optato per la cremazione, dato questo che si mantiene stabile rispetto al 2020. In generale, come accade anche in Italia, la cremazione sta subendo una forte impennata e, negli ultimi anni, in alcune aree come le province di Malaga e di Siviglia, la cremazione è stata scelta da oltre il 70% delle famiglie.

In un Paese fortemente cattolico come la Spagna, non stupisce che la cerimonia religiosa sia scelta dall' 88% delle famiglie. Dall’altro lato c’è la cerimonia laica, richiesta solo nel 12% dei casi, ma con una tendenza alla crescita costante.

Infrastrutture

La Spagna dispone di un totale di 487 forni crematori in grado di coprire fino a 1.663 cremazioni al giorno, numero ben al di sopra della domanda reale del Paese che si ferma a quota 554 al giorno.
Nonostante l’aumento dei decessi, anche le case funerarie e le camere mortuarie hanno potuto far fronte alle richieste del 2021. Si contano infatti 2.525 strutture (con una capacità di oltre 7.000 sale) per una domanda di 1.235 decessi al giorno.

Inoltre, il report ha registrato un totale di 17.682 cimiteri dislocati su 8.126 comuni. Per quanto riguarda le imprese funebri invece, in Spagna ve ne sono 1.076 distribuite tra la penisola, le isole Baleari, le Canarie e le città autonome di Ceuta e Melilla.

Occupazione e formazione professionale

Come in molti altri settori, anche in quello funerario si è registrato un calo del livello di occupazione nel 2021; nello specifico, sono andati persi 210 posti di lavoro, arrivando ad un conteggio totale di 12.290 lavoratori. Si mantiene stabile la percentuale di donne nel settore (31%).
Facendo un rapido conteggio del rapporto tra il numero dei lavoratori e i 1.235 decessi al giorno registrati nel 2021, il settore disponeva di 9,95 lavoratori per ogni decesso giornaliero.

Un dato interessante e che fa ben sperare riguarda l’aggiornamento professionale. La ricerca Panasef calcola che nel 2021 sono state aumentate le ore per lo sviluppo della preparazione del personale, raggiungendo livelli pre-pandemia e confermando l’attenzione sempre più costante verso la formazione di coloro che ogni giorno svolgono un ruolo fondamentale per la società.

Soddisfazione delle famiglie

Le famiglie spagnole apprezzano il servizio ricevuto dall’impresa. Così assicura un sondaggio telefonico condotto nel 2021 su 105.804 famiglie ricorse ad un’impresa funebre per la perdita di un loro caro. Si tratta di un servizio di controllo della soddisfazione del cliente utilizzato dalla maggior parte delle imprese spagnole.

Nel dettaglio, in una scala da 1 a 10 è emerso che il 79,77% degli intervistati ha valutato con 9 o addirittura 10 il servizio ricevuto, 7 o 8 è il voto dato da più del 17%, mentre solo il 2,82% ha espresso un giudizio inferiore. Un dato di cui essere certamente fieri considerando il forte coinvolgimento e impegno del settore negli ultimi anni!
 
Nicole Valeria Bisi

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