Nostra sorella ritrovata

Osservo un muro, ascolto un pianto.
Non Quel Muro, non Quel Pianto.
Così superficialmente simili, eppure così lontani e profondamente diversi.

Questo muro grigio, marrone e giallo è segnato da crepe e macchie, stanchezze simili a quelle che si possono vedere su Quel Muro. Sono, queste crepe e macchie, le immagini sedimentate di innumerevoli volti di uomini che quei muri hanno sfiorato. Una umanità evaporata nell'esplosione del Tempo, l'ombra della quale è rimasta impressa su questo come su Quel Muro.
E questo pianto dà la sensazione di riunire in sé la potenza, se non di tutti, di molti pianti. Come Quel Pianto riunisce in sé. Diversamente da Quello, però, questo è sì un pianto di dolore, ma di un dolore colmo di una solitudine infinita, dovuta all'assenza di una preghiera.

"Non so pregare!" mi dice la persona che, singhiozzando, mi sta di fronte accanto al muro.
Da quanto tempo ho iniziato a vederla?
Riconosco in lei, nel suo corpo in continua mutazione nella forma e nel sesso, quella Nostra Sorella Dimenticata, svanita tempo fa al di là di un muro simile a questo.
Nostra Sorella Ritrovata.
Noi umani le abbiamo offerto un sesso almeno nel nome.
"Ho ascoltato molte preghiere, ma proprio non riesco a dirle, o meglio per dirle le dico, ma non riesco ad andare oltre", sussurra ancora.
È che per pregare occorre fare riferimento a un dio o ad una persona, non fosse altro che se stessi, almeno ad un animale, una pianta, un monte, un fiume, un idolo, insomma! Ma la creatura, e definirla così sfiora il paradosso, non esistendo in sé e per sé, manca di un qualsiasi punto di riferimento.

Proprio la mancanza della preghiera è ora la maggiore differenza tra questo muro e pianto e Quel Muro e Pianto. Una energia di fede che qui sembra da sempre inesistente o morta con l'inizio del Tempo e lì, invece, vibra fortemente con il Muro stesso.
L'inizio del Tempo, ironia della sorte, definendola Vita ha relegato la Morte nella non esistenza.

Eppure lei è qui, di fronte a me, visibilmente e umanamente disperata, travolta da un pensiero, da una emozione, che sta tra l'essere e il non essere, travolta dall'assurda coscienza di non essere e destinata a uccidere chi, con il proprio pensiero, le dona la vita.

Guardandomi, il suo pianto è ora più sommesso, indica il suo ventre rattrappito, privato della gonfia e femminile gioia di un figlio, privato del piacere di una pene-trazione e azione di maschio potente. Questo fatto, forse, è un bene, perché troppi figli di questa nostra Sorella estinguerebbero in breve tempo la vita.
Nell'indicarmi il suo ventre, per un attimo il suo volto e tutto il suo corpo diventano decisamente femminili e la sua espressione dolorosa di madre mancata mi provoca il desiderio di abbracciarla teneramente. Ma l'alone freddo che la circonda mi sfiora, bloccandomi nel porre in atto l'impulso consolatorio, e in questa sospensione a lei ravvicinata osservo con più attenzione il suo volto. Nelle sue veloci trasformazioni piange, ma sembra non partecipare al suo stesso pianto. È come se osservasse se stessa piangere, stupendosi della sua emozione.
A ben guardarla, mi accorgo che non solo di sesso sono fatte le sue veloci trasformazioni, ma ogni mutamento corrisponde ad un volto diverso di uomo o di donna, di diverse etnia ed età. Ed osservando ancor meglio, mi rendo conto che il suo volto si ritrasforma anche nelle fisionomie di animali e di altre entità che non sono in grado di definire.

Mi sento travolgere da questa marea di sembianze e quando mi pare di scorgere in lei, in un infinitesimo infinito di secondo, il formarsi del mio volto, urlo e fuggo lontano a calmare il mio respiro ed il mio cuore.
 
Gianni Maria Tessari
Gianni Maria Tessari nasce a Carmignano di Brenta (PD) il 4 settembre 1949. Vive e lavora tra Torino e Bassano del Grappa. Già musicista ed ora pittore ha esposto sia in Italia che all'estero. Si interessa allo studio della psicologia della percezione. Nel 1998 pubblica, con la Casa Editrice Com'Media di Torino, il suo libro d'artista Città Quadro. Può essere contattato tramite internet (http://digilander.libero.it/gtessari) o per e-mail (gianni.tessari@libero.it).

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