L'ossario di Sedlec

Settecento anni di storia funeraria

A Sedlec, piccola frazione di Kutná Hora, cittadina che sorge a poca distanza da Praga, è possibile visitare quello che probabilmente è il più suggestivo ossario dell'Europa centro-orientale. Si tratta della cripta della Chiesa di Ognissanti, situata all'interno del cimitero, nella quale sono conservati più di 40.000 scheletri umani le cui ossa, nella seconda metà del XIX secolo, furono utilizzate per la realizzazione dell'intera decorazione. La secolare storia dell'ossario di Sedlec ebbe inizio alla fine del secolo XI, quando l'abate del Monastero di cui la Chiesa di Ognissanti faceva parte fu inviato in Terra Santa dal re Ottocaro II di Boemia. Durante il suo pellegrinaggio, l'abate si recò anche sul Golgota, la collina sulla quale era stato crocifisso Gesù, e ne raccolse della terra. La portò fino a Sedlec e la fece spargere nel cimitero. L'eco di questo gesto si diffuse in tutta Europa, insieme alla credenza che facendo seppellire i propri cari in quel cimitero essi avrebbero acquistato la vita eterna.
Col trascorrere degli anni e dei secoli, col susseguirsi di calamità naturali come la peste del ‘300, le sepolture si accumularono diventando talmente tante che, nel corso del XV secolo, i frati, già impegnati nella costruzione di una nuova chiesa in stile gotico all'interno del cimitero, dovettero prevedere anche un ossario nella cripta in modo da accogliervi i resti umani più antichi e da liberare l'area cimiteriale, rendendola in grado di accogliere nuovi defunti. Molte ossa riesumate furono tuttavia accantonate in un magazzino della chiesa e fu lì che, intorno al 1870, le trovò Frantisek Rint, l'intagliatore che le utilizzò per realizzare l'intera decorazione della cripta. Rint ornò le pareti e la volta con diversi motivi decorativi e compose, mediante l'incastro di teschi, femori, tibie ed omeri, un enorme candeliere che rappresenta tutt'ora il pezzo più pregiato e più celebre. Infine, sempre ricorrendo all'incastonamento di ossa, realizzò l'enorme stemma del casato dei duchi di Schwarzenberg, al servizio dei quali si trovava a lavorare.
L'effetto emotivo che può suscitare in noi, oggi, l'apparato decorativo dell'Ossario di Sedlec è alquanto macabro, proprio per via del "materiale" utilizzato; l'intento, però, molto probabilmente era quello di comunicare ai vivi un messaggio preciso e profondamente religioso. Il corpo è solo materia che temporaneamente serve a contenere l'anima, funzione che certamente lo nobilita, ma che in seguito alla morte torna ad essere ciò per cui, in fondo, è stato creato, ossia un semplice oggetto, anzi, ancora meno: materiale del quale si può fare un uso qualsiasi, esattamente come il legno, la pietra, il ferro. Questo è, ad esempio, il monito che vollero dare a se stessi e ai fedeli in genere i frati cappuccini della Chiesa di Santa Maria Immacolata a Roma i quali decorarono, sempre nella seconda metà del 1800, le pareti della cripta con le ossa donate dai confratelli defunti nei secoli precedenti. Pare dunque che la scelta fatta da Rint per assolvere l'incarico ufficiale di provvedere alla decorazione artistica della cripta di Sedlec rientrasse in un discorso iconografico che, alla fine del XIX secolo, interessò diverse parti d'Europa.
Oggi l'Ossario di Sedlec è una meta turistica che compare praticamente su tutte le guide di Praga; fa parte della serie di escursioni che vengono proposte ai turisti in visita nella capitale della Repubblica Ceca che desiderano conoscerne anche i dintorni. La città di Kutná Hora, divenuta nel Medioevo un importante centro del Regno di Boemia per via della presenza di un giacimento d'argento, si trova ad un'ora di tragitto da Praga e oltre all'Ossario è possibile visitare la Cattedrale di Santa Barbara e l'Antica Zecca Reale.
 
Daniela Argiropulos

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