Le nuove frontiere della cremazione degli animali

Continua il nostro focus sul funeral pet con la disamina di alcuni aspetti tecnici e l’intervista a Matteo Sciarra, responsabile del nuovo crematorio per animali di Torino.

“Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”.

Così il legislatore italiano - già anni fa con la L 14/08/1991 n. 281 - ha ritenuto di occuparsi degli animali di affezione.
Tuttavia, nel nostro ordinamento, vi è una sostanziale impossibilità di classificare gli animali quali soggetti aventi diritti perché, seguendo l’impostazione classica del diritto romano, essi vengono considerati ancora una “res”, ossia una cosa inanimata. Di conseguenza, l’unica possibilità per tutelarli è non tanto quella di riconoscere loro dei diritti, quanto prevedere dei doveri in capo all’uomo. Questa scelta ha prodotto i suoi effetti in moltissimi ambiti, a partire dall’intervento nelle cause di separazioni tra coniugi e nelle relative discussioni sull’affidamento degli animali.

Più recentemente è arrivata la regolamentazione, frastagliata e differente nelle singole Regioni, sulla sepoltura di animali di affezione, che prevede una disciplina ad hoc per l’eventuale collocazione delle ceneri nelle immediate vicinanze (se non addirittura unitamente) a quelle del proprietario. In questi casi è generalmente esclusa ogni ipotesi di collocazione all’interno della fossa in cui è posato il feretro. Ecco le possibilità:
  • per le tombe su campo di età decennale, si acconsente che il contenitore delle ceneri dell’animale possa essere fissato con colle o assicurato al terreno sottostante, con accorgimenti che ne impediscano l’accidentale asportazione;
  • per le cellette ossario e cinerario, l’urna può essere fissata alla relativa lapide di copertura;
  • per il colombaro, il contenitore delle ceneri trova molte volte posto sulla lapide relativa, sempre ben fissato, o, in alternativa, può essere collocato anche nello spazio residuale posto tra la muratura di chiusura del loculo e la lapide esterna, qualora il volume sia sufficiente per consentirne la collocazione;
  • per le tombe di famiglia, infine, l’urna viene fissata sul monumento, previa espressa previsione del medesimo nel progetto approvato dalle commissioni competenti a esprimere parere.

In alcuni regolamenti, vengono, poi, esplicitamente indicati i materiali dei recipienti contenenti le ceneri degli animali d’affezione (metallici o in materiale lapideo, completamente chiusi con coperchio inamovibile, privi di bordi taglienti…).
La normativa è quindi varia, a macchia di leopardo, ma l’esigenza di avere vicino a sé i propri animali domestici anche post mortem è ormai diffusa tra la maggioranza della popolazione, così che anche in Italia il “pet parenthood”, che diversi studiosi traducono come processo di “parentizzazione”, è diventato un fenomeno sociale.

Per comprendere meglio la realtà di oggi, abbiamo chiesto la propria opinione al dott. Matteo Sciarra che gestisce il Tempio Crematorio per Animali Tyche Pet in Torino.
Negli ultimi anni si sta insinuando nel pensare comune l’idea che gli animali siano ormai parte integrante dei nostri nuclei familiari e quindi che necessitino di maggiori diritti e attenzioni da parte delle istituzioni (cosa che già avviene in diversi Paesi Europei). Le relazioni affettive con i nostri animali da compagnia sono, inutile nasconderlo, profonde e durature. La loro morte si caratterizza come un evento doloroso che lascia strascichi emotivi molto pesanti. Nasce perciò l’esigenza di un saluto dignitoso e consapevole.
Ed è per questo motivo che abbiamo avviato, come SoCrem Torino, una proficua collaborazione con la Matthews International un gruppo americano che vanta oltre 150 anni di esperienza nel settore funerario e ne rappresenta un’eccellenza assoluta. L’idea che ci ha guidato è stata quella di voler dare maggiore dignità alla cremazione degli animali d’affezione, garantendo un livello di servizio che si possa avvicinare quanto più possibile a quello dedicato agli esseri umani. Da questo percorso è nata la Tyche Spa, società con la quale abbiamo realizzato il primo crematorio per animali da compagnia nel cuore di Torino, inaugurato lo scorso aprile”.
Come avviene l’addio all’animale?
Venendo incontro ai desideri dei soci SoCrem e di tutta la cittadinanza - continua il dott. Matteo Sciarra - abbiamo previsto una cerimonia di commiato, a cura dello staff della Tyche, per poter assistere anche emotivamente i proprietari dell’animale deceduto, nel momento dell’estremo saluto. Agli stessi, se lo vogliono, è consentito anche di assistere al processo di cremazione tramite uno schermo TV.
In questi primi mesi di esperienza abbiamo così conosciuto le forme toccanti e commoventi in cui questo lutto si manifesta; ci è stato chiesto di poter pubblicare una foto con un saluto o una citazione, di “personalizzare” il ricordo dell’animale anche mediante speciali box ricordo che permettano di eseguire il calco della zampa da unire alle foto. Il tutto all’insegna di una partecipazione emotiva che ci ha colpito e che ci induce a rafforzare ulteriormente la dignità e la consapevolezza che ispirano il nostro servizio”.
 
Avv. Alice Merletti & Avv. Elena Alfero

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