Alla scoperta della Federazione Russa

Analisi e statistiche riguardanti le pratiche funerarie in Russia.

Affrontare il tema russo non è cosa da poco se si pensa a quello che è il Paese ed alle innumerevoli sfaccettature che presenta. La Russia è la più grande nazione del mondo che con i suoi 17.125.191 di km² occupa l’11,5% della superficie terrestre precedendo di gran lunga, nell’ordine, Canada, USA e Cina rispettivamente con 9.984.670, 9.692.091 e 9.598.095 km² (tanto per dare un’idea, l’Italia con i suoi 301.336 km² si situa al 72° posto su 200) e rappresenta la cinquantasettesima parte di quell’immenso territorio che, estendendosi a cavallo degli Urali per più di 9.000 km., copre ben 11 fusi orari. In altri termini, quando a Kalinigrad (l’ex Königsberg dove nacque Emmanuel Kant e che oggi è un’enclave russa tra Polonia e Lituania) sono le 12 a Vladivostok, nell’ Estremo Oriente russo,  manca un’ora a mezzanotte.
La Russia europea occupa meno di un quarto della superficie nazionale ma accoglie più dei 2/3 della popolazione: 106 milioni di russi (dei 146,3 milioni totali) vivono al di qua degli Urali.

Popolazione e mortalità

Occorre notare che la popolazione della Federazione Russa ricomincia ad aumentare sia per l’arrivo di flussi provenienti dagli stati della CSI (ex membri dell’URSS, soprattutto del Caucaso e dei Paesi turcofoni dell’Asia centrale) che per un leggero aumento della natalità grazie alle misure di Putin per favorire le nascite e soprattutto per una diminuzione della mortalità. Nel 1989, ultimo censimento dell’Unione Sovietica, i russi erano 148 milioni su 289 milioni di sovietici. In breve tempo si è giunti, nel 2010, a 143 milioni.
La dissoluzione dell’URSS (1991) diede avvio al fallimento dell’economia e della società sovietica. Il passaggio da un’economia di pianificazione centralizzata ad un’economia di mercato ha determinato un tracollo delle condizioni di vita ed in particolare del sistema sanitario e pensionistico. Questa disastrosa situazione ha comportato un aumento della mortalità infantile e degli anziani, colpiti da malattie ormai debellate nella maggior parte del globo: tifo, colera, TBC senza trascurare l’AIDS e tutte le patologie legate alla piaga dell’alcolismo estremamente diffuso: ad un certo punto il numero di bottiglie di vodka da 0,5 litri consumato in una giornata corrispondeva al numero degli abitanti, neonati inclusi (!). All’aumento della mortalità seguì una repentina diminuzione del tasso di natalità con saldi naturali (differenza tra nascite e morti annuali) fortemente negativi, amplificati dalla crisi finanziaria del 1998 che piegò ulteriormente l’economia russa. Saldi naturali solo parzialmente compensati dai 7 milioni di individui che, dal 1992 al 2010, ottennero o recuperarono la cittadinanza russa.
Il secondo mandato di Putin (2005-2010) ha comportato, grazie alla stabilità della situazione politica ed economica, una maggiore attenzione del governo sulla questione demografica attraverso strumenti (incentivi economici alla nascita del secondo e terzo figlio, crediti immobiliari alle coppie di neo sposi,
riforma generale del sistema sanitario nazionale etc.) che segnarono, nel 2010, la fine del calo demografico. I risultati sono eloquenti: il tasso di mortalità che si attestava su valori elevatissimi (16,4‰!) è sceso oggi sotto il 13‰. Allo stesso tempo l’aspettativa di vita media è aumentata: per gli uomini è attualmente leggermente al di sopra dei 65 anni (erano 57 negli anni ‘90) e per le donne di 77 anni (72 negli anni ‘90).
La situazione demografica russa è sempre stata fortemente influenzata dalle vicissitudini storiche: la prima guerra mondiale e la rivoluzione d’Ottobre (3,5 milioni di morti), il terrore staliniano (20 milioni), la seconda guerra mondiale con una trentina di milioni tra militari e civili, per finire con la caduta dell’Unione Sovietica negli anni ‘90 del secolo scorso.
Oggi le cose stanno cambiando ed aumenta la speranza, ragionevolmente fondata, che quel Paese dalle risorse naturali illimitate e dal potenziale enorme possa ritrovare il rango che gli compete anche per il contributo dato all’umanità dai suoi artisti e scienziati.

Religione

Gli sconvolgimenti successivi al crollo del comunismo hanno avuto anche ripercussioni sul piano religioso. Il sentimento religioso ha infatti sempre rivestito molta importanza per il popolo russo malgrado tutti i tentativi della dittatura di sradicarlo (si pensi alla demolizione, ad  opera di Stalin, di chiese come la Cattedrale moscovita del Cristo Salvatore recentemente ricostruita). Anche nei tempi più bui del regime una religiosità è rimasta latente nell’intimo di gran parte della gente. Oggi il 55% si dichiara ortodosso, il 31% non religioso o ateo, l’8% musulmano ed il rimanente 6% suddiviso tra varie altre confessioni (cattolici, protestanti, ebrei etc.). Il ritorno della fede alla luce del giorno si traduce anche nella natura dei funerali un terzo dei quali si svolge con funzione religiosa.

Cimiteri

I cimiteri sono tutti statali, per legge è vietata ogni possibilità di proprietà privata. Secondo alcune fonti ve ne sono 13.000, secondo altre 60.000,  a cui vanno ad aggiungersi diverse migliaia che si trovano nei piccoli villaggi e che sfuggono ai vari censimenti. La capitale ne conta più di 20 (che abbiamo personalmente visitato uno per uno) tra i quali quello monumentale e stupendo di Novodievitchi, attiguo al suggestivo convento omonimo del 16° secolo, dove riposano Bulgakov, Chekhov, Gogol, Mayakowski, Prokofiev, Shostakovitch, Krushev, Oistrah, Tupolev, Raissa Gorbaciova… o quello, enorme, di Vagankovskoye.
In passato la gestione finanziaria dei cimiteri rappresentava una voce importante dei conti pubblici, ma nel 1918 il governo bolscevico nazionalizzò cimiteri e fabbricanti di cofani per “annientare ogni distinzione di rango riguardo al luogo di sepoltura od allo stile del servizio funebre”. Il prezzo era lo stesso per tutti e le imprese erano unicamente pubbliche. Sostanzialmente le cose rimasero invariate fino agli anni ‘90 del secolo scorso.
L’inumazione è per legge l’unica destinazione delle bare. La tumulazione è quindi inesistente. Non è raro incontrare grandi monumenti, spesso commissionati da familiari di boss mafiosi o di magnati del business (spesso le due cose coincidono!) ad indicare la loro “grandezza” anche dopo la scomparsa. Le tombe si trovano su delle parcelle cimiteriali fornite dallo Stato gratuitamente e senza limiti temporali. L’unica prestazione pagante è la preparazione della fossa. È evidente che in tali condizioni i governanti estendano continuamente i cimiteri o ne creino di nuovi. La tomba è circondata da una recinzione di ferro battuto spesso ornata con soggetti floreali o religiosi, una tradizione che ha origine da una carenza legislativa che, salvo in alcuni cimiteri, non specifica le dimensioni delle parcelle e così tali barriere definiscono  i limiti della parcella stessa.

Cremazione

Nel 1919 venne creato un “Comitato per la Cremazione” e le prime cremazioni (di morti non identificati) vennero eseguite a San Pietroburgo nel 1920. Il primo crematorio a pieno titolo fu aperto a Mosca nel 1927. Oggi la cremazione è in costante aumento, soprattutto nelle grandi città dove i problemi di spazio sono gli stessi che si incontrano da noi.
L’amico Dimitry Evsikov, braccio destro di Serguey Yakushin, ci ha fornito una foto precisa ed aggiornatissima della cremazione in Russia: sono oggi in funzione 26 centri di cremazione in 23 città della Federazione Russa. La metà di essi è equipaggiata con forni della ceca Tabo. Quindici sono privati, due misti (Yekaterinburg e Novosibirsk 2), ed i rimanenti pubblici.
Le percentuali della cremazione sono estremamente variabili. Dai numeri elevati delle grandi città (Novokuznetsk 70%, San Pietroburgo 67%, Vladivostok 55%, Mosca 51% …) si passa alle percentuali del 5% di Kaliningrad e Yuzhno-Sakhalinsk. Attualmente vengono eseguite circa 140.000 cremazioni su 1.900.000 decessi il che dà una percentuale leggermente superiore al 7%. Le urne vengono poste in colombari o inumate.

Funerali

Il prezzo medio di un funerale si aggira tra i 500 ed i 700 euro per le prestazioni dell’impresa funebre (ve ne sono 3.500 repertoriate al giorno d’oggi) a cui vanno aggiunti dai 500 ai 1200 euro per il cimitero. Facendo una media si arriva ai 1.350 euro che corrispondono a due mesi di salario medio a Mosca ed a quattro nelle regioni più distanti.
Lo svolgimento dei funerali differisce enormemente tra la provincia e le grandi città. In quest’ultime la famiglia, dopo il decesso, chiama il medico o un’ambulanza. Lo staff medico certifica la morte e a sua volta chiama la polizia che, in assenza di problemi, rilascia un certificato d’ispezione cui segue il trasporto all’obitorio (tutti i servizi statali di anatomia patologica e di medicina legale ne possiedono uno). Terminati gli esami, il corpo viene trattenuto per la preparazione che in nessun caso viene eseguita dell’impresa funebre. Tale preparazione consiste in un trattamento di tanatoestetica o di conservazione temporanea. La tanatoprassi è praticata molto raramente solo nei grandi centri, tanto che non esistono dati statistici, e per effettuarla non sono richiesti diplomi o autorizzazioni.
Successivamente la famiglia o l’impresario che organizzerà il funerale si reca all’obitorio per consegnare gli abiti e definire i dettagli per la cerimonia funebre. L’impresa si limita a gestire il funerale provvedendo alla raccolta dei documenti, alla fornitura del cofano, dei fiori ed altri articoli funerari, alla messa a disposizione dei necrofori e del carro funebre, nonché all’organizzazione del servizio di inumazione o cremazione, e, se necessario, all’espletamento delle pratiche di rimpatrio.
Il giorno delle esequie parenti ed amici si riuniscono in una sala per il servizio officiato, nel caso di un funerale religioso, dal prete ortodosso. Quindi tutti si recano al cimitero su dei minibus per una ventina di persone (uno è attrezzato per accogliere la bara); solo da poco incominciano a circolare i veicoli che siamo abituati a vedere nei nostri Paesi. Alla cerimonia segue un banchetto che non dovrebbe proporre alcolici. Questo è quanto succede nelle grandi città. Nelle regioni lontane persistono antiche e suggestive tradizioni funerarie a cui dedicheremo presto un articolo dettagliato.

Materiali usati, previdenza funeraria

La maggioranza dei cofani sono di legno, ben imbottiti e con il coperchio decorato. Ai tempi della nazionalizzazione erano tutti dello stesso stile in tre misure, a prezzo fisso ed essenzialmente di colore nero, che ancora oggi predomina per bare e monumenti, anche se qualcosa sta cambiando e vi è una domanda crescente di cofani più moderni. Non mancano i modelli di lusso di costi elevati. Possiamo testimoniarlo quando un giorno, conversando con il direttore di una delle imprese più rinomate della capitale, assistemmo alla visita di due signori con una valigetta piena di mazzette di dollari, per un totale di oltre 20.000, destinati al pagamento cash di una cassa di una famosa azienda statunitense!
La tradizione sovietica prevede l’uso di corone di fiori artificiali anche se la richiesta di composizioni di fiori freschi aumenta, in particolare nelle grandi città e si incomincia anche a considerare quelli che erano i gusti del defunto (fiori, foto di famiglia, colori preferiti etc.). Una curiosità: caso unico in tutta la vita sociale russa, i fiori nei funerali devono essere in numero pari!
L’impresa fornisce anche una croce lignea con una placca metallica con il nome del defunto da porre sul luogo dell’inumazione per segnalare la sepoltura in attesa che vengano montate le pietre tombali. Ciò avviene circa un anno dal decesso poiché a causa dell’importante escursione termica il suolo ha bisogno di un certo periodo di assestamento onde evitare che il monumento in seguito possa affondare.
Un ultimo dettaglio sulla previdenza funeraria. È abbastanza diffusa nelle grandi città. I piani previdenziali vengono proposti solo dalle case funerarie, private o pubbliche che siano. Per il momento le compagnie assicurative sono completamente assenti (come in Italia, del resto!).

Uno sguardo panoramico come questo, seppur succinto ed incompleto data la vastità e la complessità della Russia, non dovrebbe tralasciare di mettere in evidenza l’artefice del rinnovo funerario di quel Paese: Serguey Borisovitch Yakushin. Creatore di un museo funerario di grande interesse a Novosibirsk (la terza città russa), ha capito, primo fra tutti, che il rinnovamento di quel mondo passava attraverso l’apertura verso gli altri Paesi.Più di venticinque anni fa organizzò, proprio nella capitale della Siberia, la prima edizione di Necropolis alla quale partecipammo. Da allora molto è cambiato. A suggellare la perfetta intesa con la nostra organizzazione l’evento è diventato Necropolis-Tanexpo World Russia la cui prossima edizione si terrà a Mosca dal 25 al 27 Ottobre e vedrà tra i protagonisti anche le italiane BSZ Technical Ceramics e Ciroldi.
Auspicando una larga partecipazione dei nostri connazionali ci auguriamo di incontrarvi presto all’ombra della Cattedrale di San Basilio dove scoprirete una città affascinante e un nuovo mondo!
 
Il Viaggiatore


  • Nazione: Federazione Russa
  • Numero abitanti: 146.300.000
  • Decessi nel 2015: 1.900.000
  • Tasso mortalità: 13‰
  • Religione: 55% Ortodossi,8% Musulmani,6% altre religioni, 31% non religiosi o atei
  • Inumazione: 93%
  • Tumulazione: inesistente
  • Cremazione: 7%
  • Funerali con funzione religiosa: 30%
  • Funerali con funzione laica: 70%
  • Prezzo medio di un funerale: 1.000/1.500 euro
  • Imprese funebri: 3.500
  • Tanatoprassi: Molto poco diffusa e solo nelle grandi città. Praticabile senza diplomi
  • Cimiteri: 13.000 o 60.000 a seconda delle diverse fonti, oltre a diverse migliaia non repertoriati presenti nei villaggi. Tutti pubblici.
  • Prevenzione funeraria: diffusa nelle grandi città e proposta dalle case funerarie. Compagnie assicurative non interessate.


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