nuovi modi di salutare il defunto

LA SALA DEL COMMIATO: CONTENITORE DEL CORDOGLIO E DELLE DIVERSITÀ

Come cambiano i riti dell'ultimo saluto, dalla Sala del Commiato italiana alla Casa Funeraria che l'estero ci propone. E la veglia funebre, oggi, esce dalle mura domestiche per entrare in uno spazio comune e appositamente adibito. Se ne è parlato a Bologna il 10 giugno scorso in occasione della tavola rotonda "La sala del commiato", all'interno del VI Congresso Internazionale IATS "La buona morte e il lutto". L'argomento è sempre di attualità, viste le prospettive che apre per l'avvenire.

Particolarmente interessante l'intervento di Maria Angela Gelati, che opera nel campo della formazione professionale degli operatori del settore ed è coautrice di un libro sull'argomento, "All'ombra dei dolenti". "Quando, durante i corsi, si pone la domanda su cosa sia la Sala del Commiato, ascoltiamo definizioni assai diverse. In effetti questo nuovo luogo dovrebbe essere identificato come contenitore del cordoglio per differenti identità. Dovremmo considerala un'area di frontiera, uno spazio neutro dove possano confluire tutte le fedi religiose. Parenti e amici lo potranno vivere secondo le proprie necessità".

 

 

FIRENZE E I SERVIZI AI CITTADINI

Laura Tacconi, in rappresentanza dell'Assessore Graziano Cioni, ha raccontato come "l'amministrazione comunale fiorentina ha avviato nel 1991 un decisivo rinnovamento, grazie anche alla realizzazione delle Cappelle del Commiato in un complesso, situato sulle colline di Firenze, che occupa una superficie complessiva di 7mila mq. Il rispetto assoluto dell'uomo e il desiderio di valorizzare la diverse identità e le differenti credenze hanno portato ad attuare numerose innovazioni per salvaguardare i diritti di tutti: credenti, non credenti e laici". Tutto questo per permettere di svolgere funerali coerenti con le idee della persona scomparsa, "in modo assolutamente dignitoso e disponendo di un luogo idoneo, capiente e funzionale. Nel 2003 il Comune di Firenze, a seguito di una convenzione con la locale azienda sanitaria, ha attivato anche la parte obitoriale, visto che prima il complesso funzionava solo come sala per l'esposizione delle salme". Attualmente la struttura offre ai dolenti la possibilità di usufruire di una vasta gamma di servizi, dalle procedure che seguono il decesso alla preparazione della salma, dalla veglia alla Cerimonia di Commiato. "Vogliamo una gestione di qualità per questi luoghi di rito e di cerimonia. L'accesso è consentito solo ad operatori funerari adeguatamente qualificati: per questo motivo l'amministrazione si è fortemente impegnata nella formazione degli addetti al settore funerario".

La struttura, che accoglie in un anno circa tremila salme, è dotata di due ingressi separati, uno per le sale di esposizione, l'altro per l'area obitoriale. Inizia così il percorso di separazione dalle spoglie della persona cara che si completa all'interno della struttura stessa. "C'è una sala destinata al riconoscimento e al deposito, una per la sorveglianza, una per gli espianti (attualmente consente quello delle cornee), una per attività di anatomia patologia. Le Sale del Commiato comprendono una reception per l'accoglienza dei familiari e per l'attesa della cerimonia, 24 camere ardenti, individuali, doppie o cumulative, e quattro Cappelle per le diverse cerimonie religiose o laiche (la Sala del Ricordo) e per i riti di etnie e culture ora presenti sul nostro territorio". Per operare nelle Cappelle del Commiato le imprese funebri devono essere accreditate. "Abbiamo scelto questo percorso anche grazie al progetto Ermes, una importante esperienza formativa di stampo prettamente europeo".

L'ESPERIENZA MULTIETNICA DI TRIESTE

Un aspetto culturale che caratterizza una città: la tendenza ormai antica a non tenere i defunti in casa per l'omaggio, ma a trasferirli nelle strutture ospedaliere e obitoriali. "Alla fine degli anni '80 l'amministrazione comunale ha definito il nuovo progetto per l'obitorio, visto che all'epoca la situazione era diventata insostenibile: tutte le persone decedute venivano fatte confluire in una struttura insufficiente del centro della città; e arrivavano più di tremila salme all'anno". L'Ing. Luigi Rovelli della Acegas racconta una esperienza di stampo mitteleuropeo. "Da qui l'esigenza di un obitorio attrezzato, anche con sale per l'esposizione della salma: il progetto ha tenuto conto della cultura multietnica di Trieste, città di frontiera. Si è pensato allora di concentrare in quel luogo le funzioni delle varie religioni, creando una Sala del Commiato dove, all'interno del cimitero di Sant'Anna, vengono svolte tutte le cerimonie. Obitorio e sala di osservazione, sale autoptiche e 24 camere ardenti, oggi ridotte a 20 perché allargate ed abbellite, con sale attigue per i familiari in attesa della cerimonia. Due cappelle, una per la funzione religiosa, l'altra per quella laica. Il tutto concentrato, quindi, nell'ambito del complesso cimiteriale. Ciò ha creato in città una consuetudine: i tremila funerali vengono svolti prevalentemente presso la struttura obitoriale e nella chiesa adiacente, a poche centinaia di metri dal luogo di sepoltura".

LA CASA FUNERARIA: SOSTITUTO DELLE PARETI DOMESTICHE

Una riflessione sulle differenze tra la Sala del Commiato italiana e la Casa Funeraria dei paesi anglosassoni è stata proposta da Arnaud de Clauzade della Ofisa di Firenze.

"In Europa, ad esempio in Francia, esiste da decenni l'esigenza di un luogo che sostituisca la casa nel momento del funerale. Nella moderna società il luogo della morte diventa l'ospedale, non più la casa. Da qui la necessità della Casa Funeraria come sostituto della abitazione privata nei momenti e nelle funzioni che seguono il decesso. C'è la camera ardente, con attigui salotti arredati in cui i familiari si sentono tra pareti domestiche. È un luogo che i dolenti possono vivere per alcuni giorni: ciò consente di organizzare meglio la cerimonia, permette a parenti e amici provenienti da varie parti del Paese di radunarsi, di stare assieme, di ricordare e di piangere il defunto magari attorno ad una bevanda calda o ad una cena. Da qui innovativi trattamenti del cadavere, attraverso la tanatoprassi, con procedimenti scientifici che danno un aspetto naturale alla salma. Questo è importante anche per l'approccio psicologico della famiglia, lasciando in chi amava la persona scomparsa una immagine positiva che dura nel tempo. E non dimentichiamo la possibilità di svolgere adeguatamente riti e cerimonie per tutte le credenze religiose".

 
Nadia Grillo


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