Il rumore del lutto 2019

Presto in scena la XIII edizione dell’iniziativa culturale che per prima nel nostro Paese e in Europa propone una ricerca interdisciplinare sul tema della morte.

Anche quest’anno Parma ospiterà la manifestazione Il Rumore del Lutto, giunta alla sua XIII edizione. Un appuntamento fisso che si svolge con cadenza annuale nel periodo tradizionalmente dedicato alla commemorazione dei defunti: 6 giornate (dal 30 ottobre al 4 novembre) con 4 anteprime (12, 19, 26 e 27 ottobre) che richiameranno un vasto pubblico di ogni età, proveniente numeroso anche da fuori città.

Alla vigilia della presentazione ufficiale dell’edizione 2019 abbiamo incontrato Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice, giornalista e autrice di diverse pubblicazioni, tra cui il volume Ritualità del Silenzio, una guida che contribuisce alla formazione del cerimoniere funebre, una nuova figura professionale sempre più richiesta. Ideatrice e curatrice con Marco Pipitone, critico musicale, fotografo e dj, dell’oramai storica rassegna, le abbiamo rivolto alcune domande.

Ci può spiegare brevemente che cos’è il Rumore del Lutto?

Il Rumore del Lutto è un progetto culturale che intende suscitare una riflessione sulla vita e sulla morte attraverso modalità alternative – ci racconta Maria Angela Gelati. - Un approccio che coinvolge tutte le discipline e le arti in diversi ambiti: dalla musica all’architettura, dall’arte al teatro, dalla letteratura al cinema, dalla psicologia alla medicina.    quasi tutti ad ingresso gratuito, che si tengono anche contemporaneamente in più punti della città: mostre, convegni, concerti, pièce teatrali, proiezioni, eventi interattivi, dibatti, presentazione di libri e tanto altro ancora per condividere pensieri profondi: una sorta di rito collettivo per infrangere il tabù della morte e superare ataviche paure”.
Com’è nata l’idea?
Era il 2007 e stavo passeggiando per la città nell’imminenza della ricorrenza dei defunti. Nello specifico stavo attraversando un ponte, struttura che mette in comunicazione due terre altrimenti separate e, metaforicamente parlando, simbolo di unione di due diverse dimensioni. Proprio riflettendo su ciò e sul fatto che, nonostante nella nostra cultura esista un giorno dedicato al ricordo dei defunti questo venga vissuto solo nel privato, abbiamo avuto l’idea di dare vita a un qualche cosa che coinvolgesse la comunità, affinché al pari delle altre festività civili o religiose, anche quella dei morti avesse una sua dimensione pubblica”.
Come è stata accolta?
Quell’anno organizzammo un unico evento, anche perché i tempi non ci permisero di fare di più. Di conseguenza anche la partecipazione fu ristretta ad un gruppo selezionato, ma la strada era oramai aperta e non ci volle molto a catalizzare l’interesse della gente tanto che ogni anno le iniziative e le giornate dedicate si sono moltiplicate in maniera esponenziale”.
E le Istituzioni?
Da diverse edizioni Il Rumore del Lutto si svolge con il patrocinio del Comune di Parma a cui si è presto aggiunto anche quello dell’Università degli Studi di Parma e da quest’anno anche del Master Death Studies and the End of Life dell’Università di Padova. La manifestazione è stata ora inserita tra le iniziative del programma di Parma Capitale della Cultura 2020, e la cosa non può che riempirci di orgoglio.”.
  Quali le novità del 2019?
Saranno circa 40 gli eventi in calendario, ora in via di definizione. Come ogni anno si svilupperanno attorno ad un tema guida. ‘Passaggi’ è il concetto che ispirerà le varie performance perché il lutto porta con sé profondi mutamenti, capaci di cambiare per sempre le persone che dovranno affrontarlo. Molte culture tendono a considerarlo un rito di passaggio, da una fase di vita ad un’altra, non solo per il defunto ma anche per chi rimane”.
Qualcos’altro da aggiungere?
Volevo ricordare e ringraziane l’associazione sociale Segnali di Vita che si occupa della promozione della manifestazione e i tanti sostenitori pubblici e privati che non ci fanno mai mancare il loro appoggio e che, grazie all’aiuto concreto e alla fiducia riposta, ci danno i giusti stimoli a continuare con entusiasmo su questo percorso”.
  Per chi desiderasse saperne di più e visionare il programma delle giornate può consultare il sito www.ilrumoredellutto.com.

 
Raffaella Segantin


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