Rituali funebri islamici (I parte)

Un'esplorazione del mondo musulmano, sempre più presente nelle nostre comunità, e di come si pone nei confronti della morte e dei rituali che accompagnano il momento dell'addio.

Negli scorsi anni Oltre Magazine ha già ha abbordato il tema dei funerali musulmani.Tuttavia l'urgenza dell'attualità che concerne l'Islam merita che ci si soffermi ulteriormente sullo svolgimento delle esequie proprie di questa religione non foss'altro per evitare, ove possibile, che la feroce attitudine criminale di pochi trasmetta un'immagine negativa di un sentire religioso che pur diverso da quello cristiano rimane nondimeno, in particolare in tali frangenti, permeato di fiducia nella vita ultraterrena e improntato ad una sincera e toccante  pietà.

Frutto di un percorso storico e culturale diverso dal nostro, certe regole (che, come vedremo, riguardano particolarmente la donna) possono di primo acchito scioccare o quantomeno lasciarci perplessi. Non va tuttavia dimenticato che ancora oggi, in Italia, sono frequenti  i casi in cui  le donne vengono trattate indegnamente da uomini che ci riesce difficile non qualificare come animali. Per non parlare del "delitto d'onore" un'infamia tremenda, retriva ed umiliante la cui rilevanza penale fu abrogata solo nel 1981, e che veniva quasi considerato da alcuni come un atto di cui menar vanto di fronte ad una comunità che condivideva, ed in certi casi purtroppo ancora condivide, un sistema di "valori" sui generis,  che definire ignobili è poco. Conosciamo personalmente molti membri della comunità islamica e possiamo testimoniare che tutti rigettano le pratiche criminali di certi "pseudo religiosi" soffrendo intensamente per il rischio non così remoto (poiché purtroppo molti sono convinti che tutti i musulmani siano dei terroristi potenziali così come in altri Paesi gli stolti sono inequivocabilmente certi che tutti gli Italiani siano mafiosi) di venire accomunati a simili individui.

Tale premessa si è resa necessaria per consentirci di  ritrovare un comune sentire di fronte al grande mistero della morte e, per i credenti, al momento in cui essi si troveranno al cospetto di quell'entità di difficile definizione che nelle tre religioni monoteiste più note porta rispettivamente il nome di Dio, Allah, Yahveh. Il che non toglie che molte altre religioni, politeiste od animiste, presentino tratti riconducibili, in ultima analisi, a filosofie, teologie o teosofie comuni.

Il mondo musulmano conta oggi un miliardo e duecento milioni di fedeli contro i quasi due miliardi di cristiani (cattolici, protestanti, ortodossi, anglicani etc.) ed è in rapida espansione grazie all’emigrazione e verosimilmente ad ingenti fondi stanziati da ricchi produttori di petrolio della penisola arabica per finanziare campagne di proselitismo (e non solo purtroppo...), un po' come succedeva o succede ancora con i missionari delle varie confessioni cristiane. Un'attitudine opposta a quella del giudaismo che non solo non è assolutamente interessato ad acquisire nuovi fedeli ma che, nelle componenti più ortodosse, stenta a riconoscere l'ebraismo dei convertiti, soprattutto se si tratta di donne che in quanto tali non sarebbero eleggibili, anche se convertite, per validare l'appartenenza religiosa dei figli, visto che può essere trasmessa solo per via materna. Di che alimentare le animate discussioni tra le varie scuole rabbiniche!

L'Islam è uscito, nel corso dei secoli, dai suoi confini storici, ossia dall'Arabia, per propagarsi in Asia (dove si trovano i tre più grandi Paesi musulmani: Indonesia, Pakistan e Bangladesh) e nell’Africa Subsahariana. Anche in Europa, seppur in forma molto più blanda, la crescita è costante anche per effetto dell’emigrazione. Ciò significa che la maggioranza dei musulmani non è, contrariamente a quanto molti credono, prettamente araba. Tali differenze geografiche influiscono sulle pratiche funerarie che talvolta non sono conformi alle leggi del Paese dove si verifica il decesso e che portano a delle inevitabili concessioni. Le fonti di riferimento sono tanto il Corano quanto la  Sunnah, il codice di comportamento morale, giuridico e religioso che da esso deriva e a cui fanno riferimento i membri della comunità islamica (la Ummah). Un certo parallelismo sussiste con la religione ebraica in cui il Talmud costituisce il corollario indispensabile del libro sacro, la Torah. Non solo ma anche tra le due correnti principali della religione, la sciita e la sunnita, le disposizioni possono variare. Si tenterà quindi di fare una sintesi per offrire al lettore una visione generale senza scendere in dettagli che rischierebbero di creare confusione.
L'Islam vieta, la cremazione, la cosmetica e la tanatoprassi, nonché la sepoltura in un cofano. La salma, avvolta in un tessuto, dev'essere posta direttamente in terra. Che fare in quelle nazioni che, come l'Italia e pressoché tutti i Paesi occidentali, vietano la "sepoltura a nudo"? O si trasporta il defunto in un altro Stato, spesso quello d'origine, dove la sepoltura islamica può aver luogo (ma pratica apertamente condannata dalla Sharia, la legge islamica, che preconizza un funerale nel luogo del decesso senza che il corpo venga "spedito") oppure si beneficia di una dispensa esistente che permette l'uso di una cassa funebre di legno tenero. Una bara che sarà semplicissima e priva di decorazioni. La tradizione infatti, richiede funerali semplici, umili e molto rispettosi. È rifiutata l'ostentazione anche in cimitero per ciò che concerne le lapidi o/e i mausolei. Né si pongono foto o fiori sulla tomba, è di gran lunga preferibile che il denaro venga speso per i vivi piuttosto che per i defunti.Se ne parlava recentemente con un importante impresario marocchino. Nel suo Paese, che pure è piuttosto "ricco", un funerale completo vale un centinaio di euro! Le cose vanno diversamente con gli stranieri per i quali la spesa media si aggira attorno ai 2.500/3.000 euro.
Uno dei problemi nei Paesi non musulmani è l’assenza di cimiteri confessionali specifici. Ciò crea complicazioni ai praticanti visto che un fedele non può venire sepolto tra appartenenti ad altre religioni così come è vietato che tra i musulmani venga posto chi non lo è. È una problematica delicata e molto sentita e lo sarà sempre di più in futuro, vista la presenza di appartenenti alla fede islamica nelle società occidentali. A tale scopo molti Comuni si sono attrezzati per delimitare un'area apposita, all'interno dei cimiteri comunali, riservata ai musulmani in modo che questi non risultino mescolati ad altre persone di fede diversa.

Nel prossimo capitolo passeremo ad analizzare nel dettaglio tutte le fasi rituali che accompagnano la morte di una persona cara a cominciare dall’agonia, nel caso di un malato, per parlare poi dell’importante atto del  lavaggio rituale e dell'avvolgimento nel sudario. Ci soffermeremo quindi sul momento della preghiera nella moschea, a cui segue la processione funebre e l’inumazione, per finire con periodo del lutto.  [continua....]

 
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