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La riforma dell’imposta sulle successioni

La riforma del Governo punta a una semplificazione delle procedure: vediamo cosa potrebbe cambiare.

Programmare il post mortem, organizzare ciò che avverrà dopo di noi e chi erediterà i nostri beni: tutto ciò quanto costerà?

Queste sono le tematiche che si trovano ad affrontare quotidianamente gli operatori che svolgono la propria attività nell’ambito dei servizi di successione. Proprio in questo campo, recentemente, si sono accesi i riflettori dopo le modifiche legislative che hanno interessato il settore. Il Governo infatti sta operando una riforma al fine di snellire la burocrazia che si trovano ad affrontare eredi ed imprese e facilitare le procedure attraverso un modello di dichiarazione precompilato.
La riforma è pensata anche per agevolare la stabilità delle imprese a conduzione familiare in modo da semplificare le transazioni genitore/figli, semplificando la gestione delle pratiche, per mantenere l’azienda attiva durante il processo di successione.

L’intervento – a detta del nostro legislatore – avrà un obiettivo importante e impattante anche per i privati: semplificare il complesso delle attività che occorre porre in essere al fine di procedere con le pratiche ereditarie e modificare gli oneri amministrativi esistenti. Vari, in realtà, sono i temi oggetto della riforma, dall’autodichiarazione, che adesso consentirebbe al contribuente di calcolare in autonomia il tributo di successione utilizzando un metodo già impiegato per altre tasse indirette come quelle relative a registri, catasto e marche, alla semplificazione istruttoria. Ma andiamo per ordine, che cosa è il tributo di successione?
Quando una persona eredita beni immobiliari e diritti reali, deve presentare una dichiarazione ereditaria entro dodici mesi dalla morte e saldare il tributo di successione. Questo si applica al valore imponibile dei beni, superata una franchigia determinata dalla relazione di parentela tra il defunto e il beneficiario.
Sulla base di ciò si può comprendere, dunque, che risulta impattante sulle tasche del cittadino, là dove la riforma intenda aggiornare le tariffe e le franchigie del tributo, escludendo dal calcolo imponibile il donatum (insieme dei beni assegnati in vita per donazione) dal relictum (patrimonio ereditario trasferibile agli eredi).

Vediamo insieme i singoli punti, quindi, della riforma:
  • aggiornamenti sul tributo di successione: si introduce una nuova modalità di presentazione digitale della dichiarazione ereditaria. Per coloro che non risiedono nel Paese, la dichiarazione può essere inviata anche tramite raccomandata o altro mezzo equivalente.
  • Ricalibrazione delle tariffe: le tariffe del tributo su eredità e donazioni sono riviste, variando a seconda del legame di parentela del beneficiario con il defunto.
Ma la riforma non si fermerebbe qui.
Viene, altresì, rimosso il riferimento all'istituto di affiliazione e chiarito che anche gli affilianti e gli affiliati sono considerati parenti in linea diretta.

Una delle novità per la dichiarazione ereditaria è, poi, la semplificazione delle informazioni e dei documenti da allegare, insieme all'obbligo di invio digitale del modulo entro i 12 mesi successivi all'apertura dell'eredità (generalmente coincidente con la data di decesso). Da questo punto di vista, la semplificazione vorrebbe coadiuvare il cittadino verso una modalità di trasmissione esclusivamente digitale, proponendo già un modulo di dichiarazione precompilata. Per i residenti all'estero, comunque, permane la possibilità di inviare la dichiarazione tramite raccomandata o altri metodi di spedizione, purché sia documentata la data di invio.

In conclusione, la riforma del tributo sulle successioni e donazioni rappresenterebbe un passo significativo verso la semplificazione e l'efficienza del sistema fiscale italiano. Con l'introduzione di modalità digitali per la presentazione delle dichiarazioni e il principio di autoliquidazione, il governo mira a ridurre gli oneri burocratici per i cittadini, facilitando al contempo una gestione più trasparente e celere delle pratiche ereditarie. Queste modifiche dovrebbero alleggerire il carico amministrativo sui contribuenti, ma promettono anche di rendere il processo di successione più diretto e accessibile, evitando le complessità che spesso rallentano la gestione della successione.

Mentre viene steso questo articolo, la riforma procede attraverso le varie fasi di approvazione e attuazione, sarà cruciale monitorare il percorso legislativo di riforma.
 
Avv. Alice Merletti & Avv. Elena Alfero

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