L’addio a Mirella Freni

Ha calcato i palcoscenici per mezzo secolo incantando con le sue esibizioni cultori e appassionati d’opera in tutto il mondo. L’interprete di Mimì, il popolarre personaggio de La bohème,ci ha ora lasciato per sempre.

La città di Modena ha recentemente pianto la scomparsa di una illustre cittadina. Stiamo parlando di Mirella Freni, soprano di fama mondiale che si è spenta all’ombra della Ghirlandina il 9 febbraio scorso, pochi giorni prima del suo ottantacinquesimo compleanno, dopo una lunga malattia.

Fin dalla nascita, il 27 febbraio 1935, il destino di Mirella Freni sembrava segnato. C’era infatti mancato veramente poco perché venisse al mondo nel Teatro Comunale in quanto sua mamma non intese rinunciare ad uno spettacolo, nonostante il lieto evento fosse oramai imminente  (partorì non appena arrivata a casa!). E poi, un’altra curiosa coincidenza: aveva condiviso la stessa balia con il grande Luciano Pavarotti, che amava scherzosamente definire “il mio fratello di latte”.

Fin da bambina aveva amato la musica e preso lezioni di canto, tanto che all’età di 10 anni ottenne il suo primo riconoscimento vincendo un concorso che le valse l’appellativo di enfant prodige. Il suo debutto, dopo anni di studio sotto la guida di grandi maestri, avvenne nel 1955, a 19 anni, nel Teatro Comunale di Modena dove interpretò il ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet. Un esordio fortunato che la portò a scegliere il nome di Micaela per la propria figlia, nata l’anno successivo dall’unione con il maestro Leone Magiera, suo preparatore musicale per oltre venticinque anni.

Dopo un’interruzione di qualche anno dovuta alla maternità, la sua carriera riprese senza esitazioni  e nel 1962 fece il suo ingresso alla Scala di Milano con una parte nell’opera Falstaff di Giuseppe Verdi. La sua consacrazione al teatro scaligero avvenne però l’anno dopo quando interpretò Mimì nella celebre edizione de La bohème diretta dal maestro Herbert von Karajan, di cui divenne una delle sue cantanti preferite. Nello stesso anno debuttò anche a Vienna, ancora come Mimì, che diventò il suo personaggio prediletto. Da quel momento in poi si esibì in tutti i più grandi teatri del mondo, senza mai dimenticare quello della sua Modena.

Grazie allo studio costante, sia della tecnica vocale che dell'interpretazione scenica, il suo percorso artistico fu sempre in continua evoluzione. Dopo i ruoli di genere sentimentale e poetico-giocoso, negli anni 70 cominciò ad affrontare personaggi che richiedevano una vocalità più intensa, in particolare quelli dell'universo verdiano, come Desdemona in Otello, Elisabetta in Don Carlo, Amelia in Simon Boccanegra fino ad Aida. Gli anni 90 segnarono quella che possiamo definire la terza fase della sua carriera dedicandosi alle opere russe, come la trilogia di Ciajkovskij.

L’ultima opera di cui è stata protagonista risale al 2005, a Washington. Nello stesso anno il Metropolitan di New York, in occasione del quarantesimo anniversario dell'esordio in quel teatro, le dedicò la speciale serata "Mirella Freni Gala Anniversary Concert", la sua ultima apparizione pubblica. Mirella Freni, pur avendo calcato i palcoscenici più famosi del mondo misurandosi con le massime personalità della musica colta, non ha mai ceduto ad atteggiamenti di divismo, rimanendo sempre fedele a se stessa e dedicando parte della sua vita all’insegnamento per trasmettere ai giovani talenti il prezioso bagaglio di conoscenze acquisite in tanti anni di studio e di esperienza.

Non solo la comunità modenese è stata scossa dalla notizia della sua morte, ma è stato l’intero mondo della lirica a subire un grande lutto. Per lei sono giunti a renderle omaggio amici e personaggi, più o meno noti, da ogni parte del mondo. “É la dimostrazione che mia madre qualcosa di bello lo ha fatto - ha affermato la figlia Michela Magiera in una intervista rilasciata al quotidiano Il Resto del Carlino - Non era così scontato, in quanto era da un anno che non usciva, ma evidentemente la sua carriera è rimasta nel cuore di tanti (…) Intorno sentiamo un affetto incredibile".

Il funerale è stato curato dall’impresa Gianni Gibellini - Terracielo Modena che ha accolto la salma dell’artista nella casa funeraria Terracielo per il saluto dei parenti e degli amici più intimi, prima che il feretro fosse trasferito nel foyer del Teatro Comunale, il luogo che più ha amato, per l’ultimo saluto da parte di conoscenti, degli estimatori del bel canto e di tanti cittadini comuni.

Le esequie sono state celebrate dal vescovo Erio Castellucci nella cattedrale di Modena alla presenza delle autorità cittadine e di migliaia di persone. Una cerimonia toccante scandita dalle musiche di Mozart, Bach, Schubert e Perosi per lo più interpretate dai numerosi ex allievi di Mimì, come veniva spesso affettuosamente chiamata per il suo attaccamento al celebre personaggio pucciniano. Presente anche la Corale Rossini che ha eseguito il Requiem di Puccini e altre musiche sacre per terminare con l’Ave Maria di Schubert.
È stato un onore me e per tutta la mia squadra accompagnare Mirella Freni nel ultimo viaggio afferma Gianni Gibellini, ancora visibilmente emozionato.- Durante la permanenza nella Casa Funeraria Terracielo le abbiamo riservato una delle nostre sale più belle, mentre i monitor trasmettevano immagini e filmati dei momenti salienti della sua incredibile carriera. Questo funerale ci ha fatto rivivere sensazioni provate durante l’addio a Luciano Pavarotti, quando, come ora, era palpabile lo stupore, l’affetto e il calore di un’intera comunità”.
 
Raffaella Segantin


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