Trovare l’alba dentro l’imbrunire

Intellettuale della musica e sperimentatore, Battiato se n’è andato tra i colori della sua Sicilia portando con sé la genialità della sua arte.

Il 18 maggio è scomparso nella sua casa di Milo ai piedi dell’Etna, Franco Battiato, musicista, compositore e artista completo.

Ritenuto un intellettuale della musica, nel corso della sua carriera Battiato ha esplorato numerose strade che lo hanno portato ad attraversare l’arte sotto molteplici forme: dalla musica, appunto, al cinema; dal teatro alla pittura. Battiato è stato un artista votato al suo lavoro, schivo nel privato, amante della sua terra e delle sue radici ma in continua evoluzione nei tanti modi in cui ha esternato la sua arte. La continua ricerca di nuove sonorità e di nuovi mezzi espressivi hanno caratterizzato un percorso poliedrico e mai banale che lo ha consacrato come uno degli ultimi geni della musica moderna.

La musica

Franco Battiato inizia la sua carriera a metà anni ’60 e prosegue sperimentando suoni e armonie negli anni ’70. Dopo un periodo di musica “colta” e intellettuale, è negli anni ’80 che arriva il grande successo con l’album La voce del Padrone (1981). Con un mix di pop/elettronica/sperimentazione rock questo lavoro porta Battiato in cima alle classifiche. Canzoni come Bandiera bianca, L’era del cinghiale bianco e Cuccuruccucù diventano inni di una generazione di giovani che si muove tra la depressione degli anni di piombo, la paura di una possibile fine imminente legata all’atomica e il terrore degli anni delle stragi più cruente della storia italiana. Ma è sempre in questi anni che si cominciano ad affacciare le prime rivoluzioni tecnologiche nella vita quotidiana e nell’arte, innovazioni che sono tangibili nei lavori di Battiato.

La musica del cantautore siciliano fa breccia in un pubblico attento e impegnato grazie anche ai testi, a tratti poetici e a volte sintetici, su argomenti inusuali. È difficile collocare Battiato all’interno di uno schema, di un genere musicale o di una definizione: la sua musica e i suoi testi spaziano tra concetti e sonorità.
Lo stile Battiato è questo: sperimentazione, rarefazione, intellettualità.

Le collaborazioni

Negli anni la musica e l’arte di Battiato si evolvono seguendo un percorso di sperimentazione, ritorno al pop, incursioni rock. Il cantautore siciliano stringe numerose collaborazioni con artisti e musicisti a lui simili; personaggi che contribuiscono alla sua crescita artistica. Storica la sua collaborazione con il musicista e violinista Giusto Pio, iniziata negli anni ’70, con cui realizza brani importanti e significativi e che contribuisce alla creazione del sound di Battiato.

Un’altra collaborazione importante nella sua storia artistica è quella con Alice, cantante intellettuale, con cui scrive brani come Il vento caldo dell’estate e che porterà la giovane artista a vincere il Festival di Sanremo con Per Elisa (1981). Storica l’esibizione in coppia all’Eurofestival nel 1984 dove i due musicisti arrivano quinti con il brano I Treni di Tozeur.
Con Alice la collaborazione si sviluppa e prosegue sia nell’arte che nella vita privata: l’amicizia tra i due artisti e la loro intesa spirituale durerà per tutta la vita.

Nel corso della sua carriera Battiato scrive canzoni per numerose altre artiste: Giuni Russo raggiunge il successo con Un’estate al Mare, scritta proprio dal cantautore catanese; Milva si esibisce sui palchi di tutto il mondo cantando Alexanderplatz, brano di Battiato che dipinge uno spaccato di vita della Berlino Est prima della caduta del muro.

Ma è l’incontro con il poeta Manlio Sgalambro che dà una svolta alla discografia di Battiato. Quella con Sgalambro è una delle collaborazioni che influisce maggiormente sulla sua evoluzione musicale. I due scrivono i testi dell’album L’ombrello e la macchina da cucire (1995) e da lì proseguono in un sodalizio che dura fino al 2014, anno in cui il poeta di Lentini si spegne a 89 anni.

Il ricordo

Battiato è stato un maestro della musica e della poesia, uno sperimentatore delle sonorità che vanno dal pop al rock, modello e fonte di ispirazione per centinaia di artisti, musicisti e personaggi dello spettacolo. Testimonianze di cordoglio per la sua scomparsa sono arrivate da musicisti, autori e cantanti del mondo della musica, dello spettacolo e dell’arte.

Raffaella Carrà ha affidato il suo saluto a un tweet dal suo profilo ufficiale: “Sto provando un grande dolore e ti accompagno con le mie preghiere”; Vasco Rossi ha voluto citare le parole di Le sacre sinfonie del Tempo: “Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo con una idea: che siamo esseri immortali caduti nelle tenebre, destinati a errare nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione...Addio al Maestro Franco Battiato...Wiva Franco Battiato”; Claudio Baglioni gli ha dedicato parole toccanti: “ll suo gioco fu un’altalena tra miscredenza e misticismo. Un mistero di bellezza e poesia. Fai buon viaggio Franco”; Ligabue gli ha scritto da fan e da collega: “Ciao Franco. Con ‘Patriots’ mi hai salvato dalla depressione durante l’anno in Artiglieria. Con ‘La voce del padrone’ hai cambiato il mainstream in Italia. Con tutto il resto ti sei dimostrato troppo grande e unico per essere accostato a qualcuno. Ti dobbiamo tutti qualcosa. Ti dobbiamo tutti tanto”.

Quando a mancare sono artisti di caratura nazionale o internazionale, al dolore per la perdita dell’essere umano si aggiunge quello per la perdita di nuove opere e pagine artistiche per tutti gli amanti della musica e della cultura. Di Franco Battiato, artista unico e geniale, ci rimangono le canzoni, le parole, le opere. Ci rimane il suo genio in musica, in poesia, in pittura. Ci mancheranno le nuove sonorità e i nuovi testi su cui riflettere e da cantare. A colmare questa mancanza, arriverà la sua musica immortale che "ci solleverà dagli sbalzi d’umore" e ci aiuterà "a non invecchiare".
 
Tanja Pinzauti

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