Addio al compositore da Oscar

Grande commozione per la perdita di uno dei più grandi e prolifici musicisti del nostro tempo.


Ennio Morricone, uno dei più grandi geni musicali del nostro tempo se n’è andato. In punta dei piedi, “senza voler disturbare”, come ha scritto pochi giorni prima in un messaggio di addio alla famiglia, in cui ha riservato un saluto speciale alla moglie Maria. Ed è già leggenda.

Difficile sintetizzare una lunga e prolifica carriera in poche righe. Se solo guardiamo i numeri, le cifre sono impressionanti: più di 500 composizioni per colonne sonore di film e serie TV, oltre a numerosi brani classici e arrangiamenti di canzoni di successo, una trentina di importanti riconoscimenti tra cui 2 Premi Oscar (Oscar alla carriera nel 2007 e come migliore colonna sonora dell’anno per il film The Hateful Eight di Quentin Tarantino nel 2016) ,70 milioni di album venduti.

È stato un compositore a tutto tondo, anche se la sua fama a livello mondiale la si deve soprattutto agli accompagnamenti musicali dei film. Ha collaborato con i registi più famosi e si è cimentato nei generi più disparati - dai film d’autore a quelli di cassetta - con la medesima serietà e dedizione. La sua sensibilità nell’intuire il pensiero dell’autore, unita alla fine capacità di interpretare le storie e di cogliere gli aspetti più nascosti dei caratteri dei personaggi, ha contribuito in modo sapiente ed originale a dare spessore al racconto. Un perfetto adattamento della musica alla scena per segnare in modo preciso i passaggi più significativi, definire al meglio la psicologia dei personaggi e regalare al pubblico emozioni indimenticabili. Avrebbero avuto lo stesso successo i film di Sergio Leone senza le colonne sonore di Morricone? Impossibile dirlo, ma sicuramente non sarebbero stati la stessa cosa.

Componeva chiuso nel suo studio, scrivendo le note direttamente a matita sul pentagramma senza nemmeno l’aiuto del pianoforte. Personaggio semplice che non amava la notorietà, artista intransigente e rigoroso, tutto “genio e regolatezza” come lo ha definito Roberto Benigni, era sempre alla ricerca della perfezione. La sua musica è stata un’esperienza collettiva capace di arrivare a tutti e di toccare quelle corde che sanno far affiorare emozioni, sentimenti, ricordi e rimpianti.

Il mondo intero si è commosso per la sua scomparsa, poiché quando se ne va un personaggio di tale levatura, è un pezzo della nostra storia pubblica, ed anche privata, a venire meno. Ecco come lo ha ricordato il presidente Sergio Mattarella. “La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un'impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell'Italia nel mondo".

Come da suo volere la cerimonia funebre si è svolta in forma privata, scandita dalle note di Mission, colonna sonora dell'omonimo film del 1986 di Roland Joffé, una delle musiche più struggenti che abbia composto. Ora, mentre il suo nome è andato ad aggiungersi al gotha dei grandi musicisti di tutti i tempi, rimane un grande vuoto pressoché incolmabile, perché come ha dichiarato Paolo Zampini, direttore del conservatorio di Firenze “Abbiamo perso la colonna sonora della nostra vita”.
 
Alessandra Natalini


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