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Restauro alla Certosa di Bologna

La tomba del benefattore Pizzardi è stata riparata grazie all’intervento finanziato dall’Azienda USL bolognese.

A 100 anni dalla morte del benefattore Carlo Alberto Pizzardi, il 12 luglio presso il Pantheon del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna si è tenuta la presentazione del restauro della tomba monumentale di famiglia.
Carlo Alberto Pizzardi dedicò parte del suo patrimonio alla costruzione dell'Ospedale di Bentivoglio e contribuì ad avviare la costruzione dell'Ospedale Bellaria, grazie a una donazione a favore dei malati di tubercolosi. Senza alcun erede, scelse di devolvere progressivamente l'ingente patrimonio di famiglia agli Ospedali di Bologna. Così, venne designato erede universale l'Ospedale Maggiore di Bologna, a cui andarono tutte le proprietà, compreso il palazzo di via Castiglione, ultima residenza cittadina della famiglia Pizzardi, divenuta oggi sede legale dell'Azienda USL di Bologna.

In collaborazione con il Settore Musei Civici Bologna, la Direzione dell'Azienda USL ha visitato, insieme ai soci fondatori della neonata Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche, la tomba monumentale dedicata alla famiglia Pizzardi. La visita è stata guidata da Roberto Martorelli, Referente progetto valorizzazione Certosa per il Museo civico del Risorgimento Settore Musei Civici Bologna, consentendo ai presenti di apprezzarne il valore artistico-culturale.

Il monumento e l'intervento di restauro

Il monumento funebre della famiglia Pizzardi, realizzato dallo scultore Cincinnato Baruzzi, è datato al 1838-1841. La tomba è addossata alla parete di un arco della Loggia, a Levante della Certosa.
Una struttura lineare dal basamento modanato, con coronamento timpanato e orecchioni lisci, ha il ruolo di valorizzare la grande statua dell'Industria, ispirata all'antico, posta al centro sopra un alto basamento.
Il braccio sinistro alzato regge un'asta coronata da un globo alato, sormontato da una mano che reca al centro un occhio, emblemi consueti del Commercio. La mano destra della figura, lievemente sollevata, regge una pergamena arrotolata da cui fuoriesce un rametto di mirto. Ai piedi della figura si scorge la cornucopia, emblema dell'abbondanza.

Con parere favorevole della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, la pulizia e il restauro della tomba Pizzardi sono stati eseguiti nel mese di maggio da un team di restauratrici di beni culturali con competenze specifiche sul restauro di opere marmoree. I lavori di restauro, finanziati dall'Azienda USL di Bologna, sono stati supervisionati dall'Alta Sorveglianza del funzionario tecnico restauratore della Soprintendenza. Inizialmente l'opera si trovava in uno stato di conservazione mediocre, presentava del deposito superficiale coerente e incoerente ben adeso. Inoltre, si riscontravano mancanze di materia nella parte inferiore del basamento e nell'epigrafe funeraria.
L'intervento di restauro ha previsto la pulitura e il consolidamento della materia marmorea e della cornice decorativa in stucco, nonché la realizzazione di una leggera velatura per accordare il colore ormai andato perduto. L'imbotto dipinto è stato oggetto di un descialbo, deciso in seguito ad uno studio stratigrafico, per accordare allo stesso un colore omogeneo e rilevante con le tombe limitrofe. In aggiunta è stato effettuato un ritocco puntuale e un consolidamento della pellicola pittorica.

Numerose le personalità intervenute alla presentazione del restauro. Da Paolo Bordon, Direttore generale dell'Azienda USL di Bologna che ha dichiarato: “Nello sguardo altruista e generoso di Pizzardi ritroviamo le fondamenta dell'attuale sistema sanitario che tanto può continuare a crescere grazie alla partecipazione dei cittadini”, ad Elena Di Gioia, Delegata alla Cultura della Città metropolitana di Bologna che ha aggiunto: “Parlare di Carlo Alberto Pizzardi, a cento anni dalla nascita permette di incrociare due percorsi legati alla memoria: la figura di filantropo di Carlo Alberto e l'importanza dei monumenti funebri, come segni della storia di un territorio".
Per il sindaco di Bentivoglio Erika Ferranti “il centenario della morte di Pizzardi è l'occasione per rendere merito ad una persona che ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo del servizio sanitario Bolognese, oltre che nello sviluppo dell'abitato e del territorio di Bentivoglio e nella conservazione del patrimonio storico che ancora oggi ospita”. Roberto Martorelli, Referente progetto di valorizzazione della Certosa, ha invece precisato come “questo restauro riconsegni all'ammirazione della città un capolavoro della scultura bolognese del primo Ottocento. Il grande marmo scolpito da Cincinnato Baruzzi è uno dei primi tentativi di rappresentazione di un concetto del tutto nuovo per l'epoca: l'Industria. L'artista ci propone una divinità dall'aspetto classico che deve incarnare gli ideali di prosperità e ricchezza ottenuti attraverso il lavoro". Infine, Cinzia Barbieri, Amministratore delegato di Bologna Servizi Cimiteriali, ha concluso: "Siamo lieti di aver partecipato alla presentazione di questo importante restauro promosso dall'Azienda USL di Bologna. Si tratta di un intervento che accresce ulteriormente il valore del patrimonio storico-artistico della Certosa, che già oggi rappresenta una delle eccellenze in Italia e in Europa tra i Cimiteri Monumentali”.

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