Alla Certosa di Bologna

Recuperate nella chiesa di San Girolamo le reliquie dell'altare maggiore

Da marzo a luglio 2006, grazie ad una collaborazione tra la Curia, il Comune e il Corso di laurea in etno-antropologia dell'Università di Bologna, è stato possibile realizzare un lavoro di recupero delle reliquie custodite nell'altare maggiore della chiesa di San Girolamo della Certosa di Bologna.
Cosa sono precisamente le reliquie? Sono oggetti straordinari dotati di forti connotazioni che offrono interessanti campi di indagine agli studiosi di antropologia. Le reliquie di santi possono consistere nell'intero corpo o in parti di esso (cranio, ossa, denti), oppure possono essere considerati reliquie i materiali che in qualche modo furono a contatto con i corpi dei santi e che, per tale motivo, sono divenuti degni di venerazione. Inoltre la reliquia può consistere in un oggetto composito nato dall'integrazione di vari elementi: resti, reliquiari e accessori.
Questi particolari oggetti richiamano alla memoria tematiche importanti legate alla morte, al culto dei santi, ai miracoli, ai pellegrinaggi e alle relazioni sociali così come si sono determinate nel corso della storia.
Al culto delle reliquie i monaci certosini hanno da sempre dedicato una particolare cura: essi, infatti, non potendo peregrinare fuori dal monastero, tendevano ad accumulare nelle proprie chiese varie reliquie di santi e di martiri per poter regolare il culto all'interno delle Certose. Ciò comportò la creazione di preziosi reliquiari, ma anche la destinazione di una specifica zona della chiesa alla custodia e alla venerazione dei resti: è la "cappella delle reliquie" che si trova in molte Certose, compresa quella di Bologna.
Il monastero della Certosa di San Girolamo fu fondato nel 1334 e venne soppresso da Napoleone nel 1797. A distanza di pochi anni, nel 1801, si decise di trasformarlo in cimitero comunale. Nel contesto di questa "città dei morti" si trova la gotica chiesa di san Girolamo, di grande importanza storica ed artistica per la città di Bologna. Il suo interno è arricchito dalla presenza di varie reliquie: nella elencazione presente in un documento del 1934 redatto dal canonico Augusto Bastelli se ne contano circa 700. Questi resti sono custoditi negli altari di due delle tre cappelle laterali, in cassette poste all'interno di nicchie nella sagrestia e in grandiosi reliquiari dell'altare maggiore.
Proprio su questi ultimi si è concentrato il lavoro sul campo, finalizzato al recupero. È bene precisare che gli otto reliquiari dell'altare maggiore sono incastonati in nicchie, realizzate su misura, sei delle quali si trovano nei dadi delle due colonne che poggiano sull'altare e le altre due incastonate nel muro ai lati del ciborio. In pochi sono a conoscenza della loro presenza in quanto esse sono chiuse da sportelli che coprono e proteggono i reliquiari. Questi ultimi si trovavano abbandonati da moltissimo tempo, in una condizione quasi nascosta, e attraverso questo lavoro hanno ripreso visibilità in un contesto sociale e religioso.
Lo storico Peter Brown ha scritto: "Una reliquia non acclamata semplicemente non è una reliquia". A questo punto si può affermare che la localizzazione influenza l'oggetto: le reliquie posizionate in un certo modo e in un certo spazio possono essere valorizzate e venerate, mentre così non è per quelle dimenticate e lasciate andare alla polvere. La loro funzione può essere rimessa in gioco da un rito oppure da alcune pratiche di sistemazione e di cura mediante le quali viene conferito all'oggetto un nuovo status. Dunque, è stato necessario estrarre i reliquiari dalle loro nicchie, pulirli, restaurarli, catalogare i resti al loro interno, cercare di scoprire il più possibile riguardo la loro storia per tentare di riportarli ad una nuova visibilità. Per attuare concretamente questo lavoro sono state svolte quelle che possiamo chiamare "pratiche materiali", consistenti nella pulizia interna ed esterna e nel restauro. Inoltre sono state elaborate schede di catalogazione e, quindi, un esame accurato dei resti. Da una dettagliata analisi di questi oggetti è emerso che gli otto reliquiari dell'altare maggiore presentano tutti una struttura simile, ma differiscono per dimensioni e contenuti. Tutte le teche sono di forma quadrangolare e consistono in una scatola piatta abbastanza pesante. Sulla faccia superiore si possono notare quattro sigilli in cera lacca rossa e nastrini di raso posti agli angoli. I sei reliquiari incastonati nelle nicchie delle colonne sono di dimensioni simili e contengono in media 33 resti costituiti da frammenti ossei o da sacchetti di stoffa a forma di cuscino contenenti piccoli resti; tutti questi oggetti sono affiancati da targhette identificative in pergamena, scritte in latino, con indicato il nome del santo a cui viene attribuito il resto. Diversamente, i due reliquiari posti nelle nicchie a muro sono molto più grandi e contengono ciascuno 72 presunti frammenti ossei sprovvisti di targhetta identificativa singola: ve ne è soltanto una, in latino e più grande delle altre, che li comprende tutti.
In parallelo all'attività pratica, sono state condotte ricerche d'archivio per tentare di rispondere ad alcune domande. Da quanto tempo i reliquiari si trovano all'interno della chiesa? Da chi sono stati posti in questo luogo e da dove provengono? In altre parole qual è l'entità della loro continuità storica? Il lavoro ha portato in evidenza alcune tematiche relative all'autenticità in relazione ai sigilli di cera posti sui reliquiari stessi. All'Archivio di Stato sono emersi i sei documenti di autentica datati 1789 e attribuiti ai resti contenuti nei reliquiari dell'altare maggiore. Questa risulta essere, al momento, l'unica informazione storica precisa emersa durante le ricerche.
Dopo aver terminato la sistemazione, il restauro e la catalogazione a fine luglio 2006 il Cancelliere Arcivescovile ha posto nuovi sigilli ai lati di ogni reliquiario ed ha certificato il lavoro svolto. Le teche sono state risistemate con un nuovo aspetto all'interno delle nicchie e successivamente, in occasione della festa di Ognissanti, a novembre 2006, è avvenuta l'ostensione delle reliquie dell'altare maggiore accompagnata da una serie di eventi e di incontri culturali: concerti, conferenze, visite guidate.
È stata così avviata una "patrimonializzazione" dei resti conservati nell'altare maggiore della chiesa di San Girolamo, da intendersi come un processo di riconoscimento di eccezionalità attribuita ad alcuni oggetti considerati degni di essere preservati per le generazioni future.
 
Cecilia Degiovanni

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