Misericordie, pubbliche assistenze, ed onoranze funebri

UN RAPPORTO DIFFICILE

Riesplode la polemica sui funerali nella regione Toscana. Questa volta a Pontedera, dove la locale Misericordia nega la cappella alla salma di un giovane morto dopo tre anni di coma per un incidente. L'impresario incaricato del servizio, Leonardo Magnani, riapre una riflessione mai conclusa. "Le Misericordie, le Pubbliche Assistenze e gli Enti Morali senza scopo di lucro, in base alla legge sul volontariato, non possono svolgere onoranze funebri, ovvero attività classificate come attività commerciali. Questi enti non possono essere titolari di autorizzazioni commerciali, né delle autorizzazioni per il disbrigo pratiche. I comuni e la Regione devono assolutamente intervenire".

"Federcofit - rileva il Presidente Piero Maurizio Zaffarano - vuole innanzitutto esprimere piena solidarietà al collega Magnani. Non è possibile accettare che le organizzazioni del volontariato, sostenute dal pubblico danaro con gli aiuti previsti dalle leggi, dedichino gran parte del loro operato, e in alcuni casi si tratta di quasi il 50% dell'intero fatturato annuale, a fare i commercianti di funerali. In Toscana circa il 70% del mercato delle Pompe Funebri è in mano alle organizzazioni di volontariato. Si tratta di una attività che nessuna persona di buon senso può considerare 'marginale' come imporrebbero le norme di legge".

"Ma, - aggiunge il Presidente, - non si può neppure accettare che nella regione Toscana si affermino consuetudini ed interpretazioni delle norme del tutto originali, e sempre a vantaggio delle organizzazioni onlus, che penalizzano l'imprenditoria funebre 'regolare' che paga le tasse e si sottopone al rispetto di tutte le leggi. In questo modo si favorisce solo una situazione di assurdi privilegi aziendali a svantaggio degli utenti e dei cittadini, come dimostrano i fatti di Pontedera".

"La Federazione è già intervenuta verso tutti i Comuni della Toscana contestando la concessione di Autorizzazioni Commerciali a strutture cui è inibita l'attività commerciale, pena la decadenza della natura 'volontaria' e di tutte le agevolazioni del caso. Federcofit ha iniziato da alcuni anni una azione costante per raggiungere il rispetto di condizioni che, senza penalizzare gli organismi del volontariato, riconquistino trasparenza nel settore e diano pieno rispetto alla dignità delle attività funerarie. Questo atteggiamento e questa disponibilità non sembrano essere presenti in tali organizzazioni la cui azione, in tutta la regione Toscana, è improntata alla massima aggressività commerciale contro i 'regolari' imprenditori funerari, con l'apertura di attività funebri in tutti i comuni e in tutte le frazioni".

"La Regione Toscana - conclude il Presidente - non può restare immobile a guardare, preoccupata per l'impatto elettorale che ogni intervento nel settore può provocare, lasciando che Misericordie e Pubbliche Assistenze, forti di questo rapporto che 'deve' restare ottimo, facciano ciò che vogliono. Si impongono scelte coerenti con il rispetto sostanziale, oltre che formale, delle leggi, per non appiattirsi sugli interessi delle organizzazioni del volontariato. Tutti devono sapere che operatori e Federazione, uniti, non desisteranno dal condurre azioni sempre più incisive a tutela del futuro professionale e della esistenza stessa delle nostra Aziende".
 
Francesca Maria Marcucci


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