Cosa può fare l'amore

Nicolò Verga ha una bella storia da raccontare. Ha sedici anni ed è dotato di una enorme curiosità che, tempo addietro, lo ha portato a scoprire la morte e ad approcciarsi alla stessa con una iniziativa singolare creando la prima, e forse ancora unica in Italia, Agenzia di Onoranze Funebri per animali.
Ho sempre avuto paura della morte, da quando anni addietro ne ho sentito parlare per la prima volta in chiesa. Non riuscivo a comprendere come potesse esistere al mondo un male così grave. Ho iniziato a riflettere su come avvicinarmi ad essa, su come imparare a conoscerla, su come tentare di esorcizzarla. Poi, nel 2006, è morto il criceto del mio vicino di casa. Io amo gli animali, ed ebbi l’idea di dare a quella creatura un funerale decoroso. Da lì iniziò tutto! Compresi quali difficoltà si incontrano ogni qual volta un piccolo compagno di vita viene a mancare e quanto sia difficile rendergli un breve omaggio e dargli una decorosa sepoltura. Nacque così la P.F.A., Pompe Funebri Animali, con l’obiettivo di sviluppare un percorso completo per i dolenti, i padroni dei piccoli animali, e di proporre una soluzione alternativa alla classica e dolorosa scelta di eliminare la propria bestiola come un qualsiasi rifiuto”.
È un servizio al quale possono accedere solamente i proprietari di animali di piccolissima taglia.
Ho svolto cerimonie funebri e dato sepoltura a criceti, uccelli, tartarughe, topolini, pesci, lucertole e furetti… Non mi è possibile occuparmi di cani e di gatti in quanto occorrono speciali autorizzazioni da parte delle Asl e competenze veterinarie specifiche. Ma questa potrebbe essere una buona opportunità di espansione per il futuro. Al momento sono in contatto con alcuni canili e gattili della mia zona ai quali dirotto i familiari che mi chiedono indicazioni e ai quali ho fornito qualche delucidazione su come dare corso ad un piccolo rito funebre”.
Grazie all’aiuto dei nonni, nella cui mansarda è ospitata l’attività e nel cui giardino hanno luogo le sepolture, Nicolò e i suoi due giovani collaboratori, Nicholas Ricci e Marco Guindani, offrono un servizio completo.
Prima del funerale vero e proprio è possibile rendere omaggio al “defunto” in una sala allestita con simboli religiosi (immagini e poesie di San Francesco, simbolicamente patrono degli animali) o con una connotazione laica. Dopo un periodo di osservazione di 24 o 48 ore (siamo dotati anche di mini frigoriferi per il periodo estivo), l’animale viene composto in una piccola bara. Ne esistono di diverse dimensioni e di diversi modelli. Quelli più prestigiosi sono decorati con la tecnica del decoupage e sono personalizzabili su richiesta. A volte, ma raramente, ci siamo occupati anche dei fiori. Ogni bara viene trattata con specifici materiali per tingere il legno, con l’interno foderato di stagnola e con un altro strato di carta su cui, a mo’ di imbottitura, viene adagiato il corpicino. Poi, prima della cerimonia, il tutto viene sigillato con uno strato di colla a caldo per evitare sgradevoli fuoriuscite. Per coloro i quali ci chiedono di provvedere anche alla sepoltura, disponiamo di un terreno atto ad ospitare una sessantina di inumazioni, tutte rigorosamente annotate in un apposito registro che consente di identificare ogni singola posizione. Tre pietre allineate, una vicina all’altra, contraddistinguono ogni tomba che reca anche una targhetta plastificata con inciso il nome della piccola creatura. I nostri contratti prevedono per quanto tempo la salma dovrà restare sotto terra (di norma sedici mesi): alla scadenza informiamo i proprietari con una telefonata per sapere se dobbiamo provvedere allo smaltimento o se dobbiamo comporre i resti riesumati in una nuova cassettina sigillata da consegnare alle famiglie”.
Una qualità di servizio che nulla ha da invidiare alle più organizzate imprese funebri. E da impresari scrupolosi si comportano Nicolò e i suoi assistenti: un codice deontologico interno obbliga tutti ad essere presentabili e decorosi, per garantire rispetto ai piccoli amici defunti e ai loro padroni, e ad utilizzare precauzioni ed accorgimenti (tute, guanti e mascherine) a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. I numeri danno loro ragione: 200 funerali nel 2009 e quasi trecento quest’anno, in netta controtendenza rispetto alla crisi lamentata dai colleghi “tradizionali”. In più l’attenzione dei media (TG regionali, Repubblica, il Giorno) ed il riconoscimento di Socio Onorario Federcofit quale imprenditore più giovane e più innovativo del comparto.
 
Gaia Lucrezia Zaffarano

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