Un provvedimento davvero indispensabile 1/2

Chiunque abbia consuetudine con le famiglie italiane colpite da un lutto (circa 600.000 ogni anno) sentirà spesso lamentare, soprattutto in un periodo difficile quale quello che stiamo attraversando, una scarsa attenzione da parte dello Stato che, in attesa che la così detta legge di stabilità attualmente in discussione “peggiori” forse la situazione, al momento consente di detrarre dalle dichiarazioni dei redditi solo il 19% di 1.549,37 euro per ciascun decesso. Non è certo l’unico aspetto da riformare, anzi! Tutti sappiamo che da anni il comparto attende una nuova e moderna legge quadro nazionale di riferimento che superi le criticità e le disomogeneità prodotte dalle diverse normative regionali e che disciplini in chiave innovativa un segmento della nostra economia che svolge una fondamentale funzione sociale.
In attesa che la classe politica decida finalmente di guardare con la giusta considerazione le tante questioni gravi che necessitano di soluzioni immediate (definizione dell’attività funebre, cimiteri e crematori privati, acquisizioni dei funerali, malaffare e quant’altro), un segnale positivo è venuto lo scorso mese di dicembre dall’iniziativa promossa dal Senatore Stefano Vaccari che ha presentato una proposta di Disegno di Legge, sottoscritta anche da altri 34 parlamentari, per innalzare il limite delle detrazioni fiscali sulle spese funebri e cimiteriali e per vincolare i Comuni ad una collaborazione con l’Agenzia delle Entrate che possa contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale sul “caro estinto” con maggiore efficacia rispetto a quanto accade oggi.
“Un provvedimento davvero indispensabile” – afferma Gianni Gibellini, Presidente di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana – “che giova all’economia delle famiglie e che è utile anche a rendere evidenti la contabilità sommersa e il lavoro nero che sono alla base di una concorrenza sleale che favorisce approfittatori e avventurieri a danno delle Imprese corrette ed oneste”.

Stefano Vaccari, giovane senatore al suo primo mandato parlamentare, vanta una lunga esperienza come amministratore locale. È stato sindaco di Nonantola per due mandati consecutivi e, dal 2004, è Consigliere ed Assessore della Provincia di Modena. Lo abbiamo raggiunto per manifestargli apprezzamento per la sua iniziativa legislativa e per raccogliere, in sintesi, le riflessioni che lo hanno portato a presentare un DdL che auspichiamo trovi al più presto concretezza e attuazione.
“L’Italia, lo sappiamo, è il Paese dell’Unione Europea con la maggiore percentuale di frodi fiscali rispetto al PIL; che il cittadino italiano sia, insomma, un “cultore” dell’evasione fiscale non è una novità: ma se lo fosse solo in vita sarebbe già un buon risultato perché, purtroppo, spesso lo è inconsapevolmente anche una volta deceduto! Infatti, uno dei settori dove si registrano elevati livelli di evasione è quello relativo ai servizi funerari, tanto che recenti indagini dimostrano che per 2 morti su 3 non si sosterrebbero spese funerarie. Se si pensa che in Italia vi sono circa 600.000 decessi all’anno e che il fatturato annuo del settore funebre si aggira solo sugli 850 milioni di euro, se ne deduce che un funerale costi al cittadino circa 1.500 euro. Ma la realtà è ben diversa e non si spende mai meno di 5.000 euro, considerati anche tutti quei servizi che gravitano attorno ad una sepoltura. Obiettivo del disegno di legge che ho presentato è quello di innalzare dagli attuali 1.549,37 a 10.000 euro il tetto per la detraibilità dalle dichiarazioni dei redditi delle spese funerarie. In questo modo si avrebbe un beneficio non solo per l’erario, ma anche per il cittadino contribuente che avrebbe tutta la convenienza a farsi fatturare l’intero importo pagato. Non solo. Ciò favorirebbe anche la qualificazione delle imprese che operano nel settore poiché oggi, nel nostro Paese, esistono circa 7.000 partite iva che prevedono, nel proprio oggetto sociale, di poter erogare servizi funebri: in molti casi, però, l’attività prevalente è di altro tipo (fiorai, marmisti, falegnami, …) e in tanti altri, purtroppo, si tratta di operatori improvvisati e non strutturati che agiscono ai limiti della legalità. Ritengo inoltre che il disegno di legge sia un primo passo utile in un momento di crisi per aprire un ragionamento più ampio sulla revisione stessa della legge di settore del 1990, una revisione che vada in direzione di una maggiore tutela della “parte sana” della categoria e che prevenga fenomeni di presenza sul mercato di imprese non qualificate”.


Clicca qui per visionare la Relazione di accompagnamento e il testo del Disegno di Legge presentato in Senato con il numero S. 1208 e la relazione introduttiva del Senatore Vaccari i cui contenuti ci sentiamo di condividete totalmente.
 
Carmelo Pezzino


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