in Emilia Romagna

Prosegue con qualche sorpresa l'iter del pdl in materia funeraria

La commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna, presieduta dalla vicepresidente Silvia Bartolini, in data 8 luglio 2004 ha licenziato per la discussione in Aula un progetto di legge relativo alla disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria. Il testo finale è scaturito dall'esame abbinato del progetto della Giunta, recante lo stesso titolo e assunto come testo base, e della proposta di iniziativa dei consiglieri diessini Lino Zanichelli e Silvia Bartolini, che interveniva nell'ambito specifico della cremazione, conservazione e dispersione delle ceneri. Quest'ultimo, già approdato in Consiglio, è stato rinviato in Commissione proprio per essere "coordinato - come ha detto in aula il relatore Zanichelli - con il provvedimento più organico di regolamentazione dell'intera materia, predisposto dalla Giunta e dichiarato urgente dal Consiglio". Hanno votato a favore dei sedici articoli che compongono la legge DS, PRC, SDI, indipendenti di sinistra; astenute MARGHERITA e FORZA ITALIA, quest'ultima contraria solo all'articolo relativo alle strutture di commiato. Il progetto, fra le altre cose, detta norme sui profili igienico-sanitari della cremazione e della dispersione delle ceneri, e regolamenta l'esercizio dell'attività funebre da parte di soggetti pubblici e privati. Con questo progetto di legge la Giunta si prefigge di "eliminare pratiche ormai superate sul piano igienico-sanitario e poco attente al rispetto del defunto (come le iniezioni conservative); sconfiggere le forme esistenti di abusivismo o di irregolarità; garantire riti di commiato anche per i cittadini di altre culture; consentire il pieno sviluppo della pratica della cremazione".

La discussione si è incentrata sul comma 1 dell'articolo 14 relativo alle strutture destinate al commiato, che è stato poi modificato. Originariamente si prevedeva la costruzione e la gestione, previa autorizzazione del Comune, da parte di soggetti pubblici e privati, di strutture nelle quali poter tenere riti di commiato. Grosse perplessità, al riguardo, ha sollevato Renato Delchiappo (PRC), che, paventando i rischi della privatizzazione, ha evidenziato i costi

elevati che ricadrebbero sulle famiglie rimarcando "la discriminazione che si creerebbe ancora una volta nei confronti di coloro che hanno meno disponibilità economiche". A suo parere, i luoghi deputati a tale scopo devono essere o le camere mortuarie degli ospedali, rese però più dignitose, o i cimiteri. Anche per Luigi Gilli (MARGHERITA) occorrono strutture pubbliche che possano garantire gli stessi diritti a tutti. Quindi, secondo il consigliere, si potrebbero assegnare ai Comuni contributi per la riqualificazione dei cimiteri, dove prevedere luoghi per svolgere i diversi riti di commiato, e utilizzare a questo scopo anche le cappelle mortuarie degli ospedali, prevedendo risorse per la loro riqualificazione e togliendo il vincolo, oggi esistente, del loro utilizzo solo per coloro che muoiono all'interno degli ospedali stessi. "Questa norma è importantissima per sancire una dignità a tutti i riti di commiato, anche non religiosi", ha detto l'assessore alle politiche sociali Gian Luca Borghi, aggiungendo che si potrebbero prevedere luoghi pubblici o il riadattamento di strutture esistenti per garantire tale dignità. Dello stesso parere anche Giovanni Ballarini (DS) che ha rimarcato la disparità di trattamento tra funerale civile e funerale religioso. "Questo articolo nasce da una richiesta forte da parte di chi opera nel settore delle cremazioni", ha sostenuto Lino Zanichelli (DS), replicando che non si tratta di una privatizzazione del rito funebre, ma di uno strumento per garantire la dignità e la solennità del commiato anche a chi non sceglie il rito cattolico.
L'assessore alla sanità Giovanni Bissoni, sostenendo che le camere mortuarie degli ospedali sono luoghi impropri per lo svolgimento dei riti di commiato e che la multietnicità porrebbe ulteriori problemi a questa ipotesi, si è impegnato a far sì che in tutti i progetti di ristrutturazione ospedaliera siano previsti interventi per renderle comunque dignitose e rispettose della loro funzione. Bissoni si è inoltre impegnato a togliere il vincolo per le cappelle ospedaliere ed ha condiviso, accogliendo le osservazioni emerse nel dibattito, l'obiettivo di creare appositi luoghi pubblici per lo svolgimento di riti di commiato. È stato quindi formalizzato e presentato da Silvia Bartolini (DS) un emendamento, accolto dalla commissione (sì di DS e PRC; astenute MARGHERITA e FORZA ITALIA), in base al quale sarà il Comune a promuovere la realizzazione ed il funzionamento delle strutture nelle quali svolgere riti di commiato e tali strutture, purché in possesso delle necessarie autorizzazioni di legge, potranno essere utilizzate anche per la custodia e l'esposizione delle salme. Sul progetto erano stati presentati anche 7 emendamenti a firma di Lino Zanichelli, tutti accolti. Fra questi, uno introduce la possibilità per le ceneri già custodite al momento dell'entrata in vigore della legge regionale di essere disperse secondo le modalità previste dalla legge stessa; un altro prevede che la Regione favorisca con appositi strumenti incentivanti una adeguata presenza sul territorio regionale di strutture per il commiato.
 
Roberta Balboni


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