La posa della prima pietra

Tanexpo 2006, ve lo abbiamo già annunciato, ha sancito l'avvio di una fase di dialogo e di confronto fra le due Federazioni, Feniof e Federcofit, per identificare obiettivi comuni e percorsi condivisi in vista della riproposizione di un testo di legge quadro nazionale e della definizione delle diverse Leggi Regionali. A questo ideale tavolo di lavoro sono invitati permanenti altri soggetti rappresentativi delle diverse realtà del comparto. Il 4 aprile 2006, presso la redazione di Oltre Magazine, a Bologna, ha avuto luogo una riunione alla quale hanno preso parte, insieme alle due Federazioni, i rappresentanti di Assocofani, Tanexport, Tanexpo e Oltre Magazine. È stato redatto un documento che, approvato dai Comitati Direttivi di Feniof e di Federcofit, costituisce il primo mattone sul quale, come è auspicio di tutti, si cercherà di costruire la capacità di "fare davvero sistema", per dare maggiore forza a tutte le categorie interessate e per imprimere nuovo slancio ad un concreto e reale sviluppo armonico dell'intero comparto.

Pubblichiamo qui di seguito il testo integrale del documento e vi esortiamo a non farci mancare il contributo delle vostre osservazioni e delle vostre proposte sui temi da sviluppare nelle prossime occasioni di incontro.

 

La mancata approvazione del DL 3310 quale legge quadro di riferimento per il settore funebre ripropone con evidenza un serio problema di uniformità normativa su tutto il territorio nazionale.

La delega alle Regioni sulle competenze in materia sanitaria, determinata dalla riforma del Titolo V della Costituzione, ha posto in capo ad esse la facoltà di regolamentare le attività funebri, necroscopiche e cimiteriali.

Potrebbe quindi non essere scongiurato il possibile scenario di differenti normative regionali sulla materia che porterebbero ulteriore confusione in un settore già carente di chiare definizioni e attribuzioni di competenze.

Al fine di rendere univoci gli aspetti fondamentali della propria realtà settoriale, le due Federazioni Nazionali, Feniof (Federazione Nazionale delle Imprese di Onoranze Funebri) e Federcofit (Federazione del Comparto Funerario Italiano), sostenute da Organismi rappresentativi del sistema produttivo italiano (Assocofani, Associazione Italiana Produttori Cofani Funebri, e Tanexport, Consorzio Italiano Produttori di Articoli Funerari e Cimiteriali) e da realtà specificatamente impegnate nella comunicazione (Tanexpo, Esposizione Internazionale di articoli funerari e cimiteriali, e Oltre Magazine, Periodico di Informazione dell'Imprenditoria Funeraria e Cimiteriale), concordano su alcuni principi inderogabili da promuovere collegialmente nelle diverse sedi legislative.

Tali principi possono essere così richiamati:

1. rappresentanza e tutela dell'imprenditoria funebre privata nel rispetto della libertà di impresa e di una corretta concorrenza;

2. promozione e sviluppo dell'imprenditoria funebre privata con la ricerca di nuove opportunità imprenditoriali e favorendo, anche attraverso la formazione professionale obbligatoria, la qualificazione e la riqualificazione degli addetti;

3. determinazione di regole univoche utili a:

a) impedire il costituirsi di "posizioni dominanti sul mercato" da parte di strutture pubbliche o private;

b) garantire la natura imprenditoriale dell'attività funebre contro ogni forma impropria di esercizio della stessa;

c) tutelare la specializzazione e la professionalità degli Operatori;

d) definire una netta separazione e l'incompatibilità fra attività istituzionali (cimiteriali, sanitarie, …) e sociali (assistenziali, di volontariato, di 118, …) ed attività imprenditoriali da gestire in regime di concorrenza;

e) semplificare e razionalizzare l'eccessiva burocratizzazione ed uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale;

f) favorire processi di aggregazione fra le imprese funebri private utili anche alla soluzione dei problemi legati all'utilizzo di mano d'opera.

I principi generali sopra esposti trovano rispondenza in alcuni punti del testo del DL 3310 che, condivisi ed accettati integralmente dalle Federazioni, vengono qui di seguito riportati.

1. La definizione di attività funebre.

Per attività funebre si intende un servizio che comprende e assicura in forma congiunta le seguenti prestazioni:

a) disbrigo, su mandato, delle pratiche amministrative pertinenti all'attività funebre, in qualità di agenzia d'affari di cui all'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;

b) fornitura di casse mortuarie e di altri articoli funebri, purché in occasione di un funerale;

c) trasporto di cadavere, di ceneri e di ossa umane.

L'attività funebre è svolta da imprese pubbliche o private che abbiano apposita autorizzazione rilasciata dal comune ove hanno la sede legale sulla base del possesso dei requisiti richiesti, secondo modalità fissate dalle regioni.

2. Il trasporto funebre.

Il trasporto funebre è esercitato da soggetti autorizzati alla attività funebre dal comune nel cui territorio ha sede l'impresa, secondo norme dettate dalle regioni. Nel caso di impresa con più sedi l'autorizzazione è rilasciata dal comune ove insiste la sede principale. Costituisce trasporto di cadavere il trasferimento della salma dal luogo di decesso all'obitorio, ai locali del servizio mortuario sanitario, ai servizi per il commiato, al luogo di onoranze, al cimitero o al crematorio, o dall'uno all'altro di questi luoghi, mediante l'utilizzo di mezzi idonei al tipo di trasferimento e del personale necessario, secondo le normative vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, previa identificazione della salma. È escluso dalla nozione di trasporto di cadavere il trasferimento interno al luogo di decesso quando questo è in una struttura sanitaria. Tale trasferimento viene svolto unicamente da personale, incaricato dalla direzione sanitaria, che a nessun titolo può essere collegato ad un esercente l'attività funebre. Nella nozione di trasporto di cadavere sono altresì compresi la sua raccolta e il collocamento nel feretro, il prelievo di quest'ultimo, con il relativo trasferimento e la consegna al personale incaricato della sepoltura o della cremazione. Il trasporto di cadaveri, di ceneri e di ossa umane è autorizzato dall'ufficiale di stato civile del comune di partenza, che ne dà avviso all'ufficiale di stato civile del luogo di destinazione o alla corrispondente autorità, se all'estero. L'addetto al trasporto di un cadavere riveste le funzioni di incaricato di pubblico servizio.

3. L'assenza di posizioni dominanti.

La gestione e manutenzione dei cimiteri possono essere affidate a soggetti pubblici, privati; qualora il gestore del cimitero svolga anche attività funebre è d'obbligo la separazione societaria, come stabilito dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato). Il servizio mortuario nelle strutture sanitarie di ricovero e cura pubbliche o private, nonché il servizio obitoriale, in tutto o in parte, non possono essere dati in gestione ad operatori pubblici o privati esercenti l'attività funebre. Il conferimento dell'incarico per il disbrigo delle pratiche amministrative, la vendita di casse ed altri articoli funebri e ogni altra attività connessa al funerale, si svolge unicamente nella sede autorizzata o, eccezionalmente, su richiesta degli interessati, in altra sede, purché non all'interno di strutture sanitarie di ricovero e cura pubbliche e private e locali di osservazione. L'autorizzazione allo svolgimento di attività funebre non può comprendere funzioni di natura pubblica quali la sorveglianza durante il periodo di osservazione in strutture sanitarie o l'accertamento di morte.

4. L'uniformità operativa.

Per garantire il libero trasporto dei feretri sul territorio nazionale, sono definite con decreto del Ministro della Salute, adottato d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le caratteristiche che devono avere le bare in relazione alla destinazione finale, sia essa l'inumazione, la tumulazione in loculo stagno o areato, la cremazione.

I mezzi destinati al trasporto dei cadaveri su strada devono essere rivestiti internamente, nel comparto destinato al feretro, nettamente separato dal posto di guida del conducente, da idoneo materiale impermeabile facilmente lavabile e disinfettabile e sono attrezzati in modo da impedire che il feretro si sposti durante il trasporto.

Casa Funeraria o Sala del Commiato. Previa autorizzazione comunale possono essere istituiti e gestiti da imprese pubbliche o private esercenti l'attività funebre, in apposite sale, propri servizi per il commiato. Presso le sale del commiato, su istanza degli "aventi titolo" del defunto, sono ricevute, custodite ed esposte le salme di persone decedute presso abitazioni private, luoghi pubblici, strutture sanitarie od ospedaliere. I servizi per il commiato, comunque gestiti da imprese pubbliche o private, sono fruibili da qualunque cittadino o esercente l'attività funebre, in condizioni di pari dignità. I servizi per il commiato possono essere altresì destinati alla celebrazione delle esequie civili o religiose per appartenenti a confessioni religiose che non dispongano di locali adatti a tale scopo. Le imprese esercenti le sale del commiato non possono essere convenzionate con strutture sanitarie pubbliche e private per lo svolgimento del servizio mortuario, come previsto dai requisiti stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario n. 37 alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997.

Le Federazioni si impegnano ad un rapporto di consultazione reciproca in merito alle relazioni con:

- Governo, Ministeri e Parlamento;

- Regioni;

- Comuni Capoluogo di Provincia;

- ASL;

- Organizzazioni di Categoria del Comparto, mondo produttivo, organizzatori di eventi del settore;

- Organizzazioni Sindacali.

Le Federazioni concordano inoltre di dare vita a Gruppi di Lavoro con la presenza dei rispettivi delegati nazionali e regionali per impostare prioritariamente il confronto su:

- legislazione nazionale, in previsione della nuova legislatura;

- legislazione regionale, per la definizione di una posizione condivisa da presentare alle Regioni che non hanno ancora legiferato sulla materia;

- contratto di lavoro e suo adeguamento (nuove forme contrattuali,…);

- realizzazione di comuni strumenti di intervento e di accordi operativi.


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Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022