APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

IL NUOVO PIANO REGOLATORE DEI CIMITERI

L'Amministrazione ha così tenuto fede ad un impegno assunto dal Sindaco Iervolino nel programma per la città. L'Assessore alla Pianificazione delle Aree Cimiteriali Paride G. Caputi ci illustra i contenuti di un provvedimento atteso da quasi trent'anni.

È di questi giorni l'approvazione, da parte del Consiglio Comunale di Napoli, di un fondamentale atto di programmazione utile a definire, per gli anni a venire, l'assetto dei cimiteri del capoluogo campano. Artefice del provvedimento, fortemente voluto dall'attuale Amministrazione, è il Prof. Paride G. Caputi, Assessore alla Pianificazione delle Aree Cimiteriali, particolarmente orgoglioso di essere felicemente riuscito a realizzare una impresa di grande significato pratico e sociale.

"Il Piano Regolatore Cimiteriale della Città di Napoli tutela e valorizza gli impianti storici ed il grande valore artistico e culturale che essi esprimono. Ma, soprattutto, promuove l'ampliamento di tutti i cimiteri esistenti, soddisfacendo così il fabbisogno pregresso e futuro di sepoltura nel rispetto della dignità dei defunti e della sacralità dei luoghi della memoria. I cimiteri di Napoli hanno da molti anni esaurito le aree di inumazione ed edificazione. La mancanza di una pianificazione e di una programmazione di ampio respiro ha determinato nel corso degli anni un forte squilibrio fra domanda ed offerta, creando una situazione drammatica per i cittadini. L'approvazione del Piano riequilibra tale rapporto ed elimina uno dei fattori che più generano distorsione del mercato e malaffare".

Un provvedimento atteso da molti anni.

"Nel 1972 il Ministero, nell'approvare il piano regolatore generale di Napoli, accolse l'osservazione dell'Assessorato ai Cimiteri dell'epoca che rilevava l'insufficienza e la saturazione delle aree, e raccomandò di provvedere ai necessari ampliamenti attraverso una specifica variante.

Le Amministrazioni che si sono succedute, tra il 1978 e il 1986, scelsero invece di procedere con singole varianti per ciascun cimitero, inseguendo le emergenze di volta in volta affioranti e affaticando in tal modo la domanda con una offerta del tutto insufficiente: una decisione, quella di allora, che è all'origine delle difficoltà di oggi. La variante generale al P.R.G. del 2004 recepisce interamente gli studi di fattibilità - avviati nel 1999 dall'Assessore Tecce e conclusi sotto la mia responsabilità - e determina, così, per i Cimiteri di Napoli un nuovo e diverso quadro di previsioni che consente l'ampliamento sia del Cimitero di Poggioreale (in cui si concentra circa l'80% della superficie cimiteriale cittadina con un eccezionale patrimonio storico, artistico, architettonico e scultoreo) che dei cimiteri periferici".

Quali sono gli obiettivi da perseguire nell'immediato?

"Finalità generali sono la riqualificazione e la razionalizzazione dell'intero sistema cimiteriale di Napoli attraverso la conservazione e la valorizzazione dei manufatti e degli impianti di interesse storico artistico, la riqualificazione delle aree e dei manufatti e degli impianti di interesse storico artistico, l'ampliamento di tutti i cimiteri esistenti. Una scelta, quest'ultima, tesa a rafforzare il carattere policentrico del sistema cimiteriale napoletano che rappresenta una ricchezza per l'intera città oltre che per i singoli quartieri. Si prevede la realizzazione del Parco della collina di Poggioreale sull'intero versante meridionale, con la compresenza di funzioni specificatamente cimiteriali e di aree che, senza negare l'antica connotazione funeraria, sono valorizzate nel giusto ruolo monumentale: si pensi al cimitero di Santa Maria del Popolo - detto delle 366 fosse - straordinaria e innovativa opera del Fuga, a Santa Maria del Pianto, ai Colerici, ad alcune parti del Monumentale. Per i Cimiteri periferici si definiscono gli azzonamenti delle aree di espansione e si forniscono norme ed esemplificazioni per gli interventi sul patrimonio edilizio, esistente e di nuovo impianto, e sulle aree scoperte. Il P.R.C. prevede ampliamenti per complessivi 33 ettari (25 a Poggioreale, 8 nei cimiteri periferici), comprensivi delle aree sia di inumazione che di nuova edilizia cimiteriale".

A monte di tutto un grande lavoro di studio e di ricerca.

"Una accurata conoscenza dello stato di fatto ha costituito la base fondamentale per il sistema di pianificazione. Le indagini conoscitive sono state svolte attraverso l'elaborazione di una aggiornata cartografia numerica, ricognizioni fotografiche aeree e a terra, operazioni di rilievo e di restituzione grafica, studi specifici dell'evoluzione storica dei siti e della accessibilità, presente e programmata, dei trasporti. Il quadro storico - ricostruito per ogni cimitero a partire dalla analisi della documentazione bibliografica e cartografica - è stato arricchito da una sezione dedicata all'origine della regolamentazione normativa cimiteriale il cui primo periodo di sistemizzazione (1807/1892) coincide, infatti, con quello di fondazione della gran parte dei cimiteri napoletani. Il quadro urbanistico è stato ricostruito attraverso il confronto con il P.R.G. vigente, assicurando la coerenza del piano cimiteriale con le previsioni normative e programmatiche dello stesso".

Gli interventi immediati.

"Per gli impianti cimiteriali storici, quelli, cioè, antecedenti al 1943, il piano prevede il restauro degli edifici storici e del verde e il progressivo recupero degli assi originari ottocenteschi. I muri di cinta, segni significativi - con la cappella centrale ed il portale di ingresso - della originaria formazione degli impianti cimiteriali ed elementi strutturanti il paesaggio fino alla prima metà del secolo scorso, diventano generalmente nuovi elementi ordinatori degli ampliamenti. Su di essi la regola degli ordinamenti ortogonali dei viali interni richiede l'apertura di nuovi varchi e, quindi, la necessità di trasformarli, con accorti interventi, in diaframmi che partecipino alla formazione dei nuovi scenari. La nuova edificazione prevede diverse tipologie: tumulazione collettiva allo scoperto o al coperto; edifici isolati per sepoltura individuale, distinti per dimensione in cappella, edicola o monumento; edifici per servizi, tutti di semplice concezione, coerenti con gli ordinamenti degli impianti originari, compatibili con realistici programmi esecutivi e realizzabili anche per stralci. I campi inumativi sono pensati come manti erbosi omogenei, distribuiti da vialetti con siepi di bordo".

Il suo Assessorato si è particolarmente distinto anche per una articolata attività culturale.

"In questi ultimi due anni l'Amministrazione ha dato corso alla pubblicazione di tre libri: Il Giardino della Memoria, un percorso di visita al recinto degli Uomini Illustri nel Cimitero Monumentale di Poggioreale; Cimiteri di Napoli. Storia, arte e cultura; Museo a cielo aperto. Guida al Monumentale di Poggioreale, editato in venticinquemila copie e distribuito gratuitamente. Abbiamo promosso la conoscenza del grande patrimonio culturale e di memoria dei cimiteri storici di Napoli che, oggi, sono inclusi nella Guida ai Cimiteri Storici d'Europa, realizzata dall'ASCE in quattro lingue e diffusa a livello internazionale. Ma ciò di cui andiamo maggiormente fieri è di aver lavorato bene, davvero, per porre fine ad uno stato di cose che vede da troppi anni sommarsi alla sofferenza per la perdita di una persona cara un'altra sofferenza, questa sì ingiusta e vergognosa, che deriva dalla difficoltà di seppellirla e di commemorarla in dignità in uno qualunque dei cimiteri della nostra città".

 
Carmelo Pezzino


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