un mondo di colori, fiori, contenuti positivi dalla terra all'aldilĂ 

un percorso sulle vie del cielo

Una pittura fatta di innesti culturali e di tonalità accese, con temi che vanno dalla tolleranza alla giustizia, dalla pazienza all'onestà, fino alla fiducia. Protagonista è la grafia araba, per illustrare le cose buone del mondo terreno da portare nell'aldilà. Un tema concretizzato nell'esposizione "Le Vie del Cielo", chiusa nel marzo scorso a Trento dall'artista Nadia Valentini. Mentre l'analisi dei significati emozionali, culturali e religiosi di 99 dei nomi di Allah si snoda, appunto, in 99 opere della pittrice nella mostra "Anela il petto", appena conclusasi a Torino.L'onestà è gialla, il pentimento è turchese, perché vuole evidenziare il senso del cammino trasparente che emerge dalla stilizzazione di una cancellata di ferro in cui la scrittura si snoda dando vita a fiori. La tolleranza è "femminile, speranzosa e azzurra". E ancora, lo sforzo è sui toni del rosso, mentre la giustizia è un misto di blu e dorato dove danzano le lettere islamiche calligrafate. La fratellanza è un abbraccio sul mondo. La pazienza è un tripudio di rosa e verde da cui nascono altri fiori, in primo piano anche nella sintesi della fede. Sono alcune delle cose "buone" che "dall'esistenza terrena ci si vorrebbe portare nel mondo dell'anima", in Paradiso, con un quadro a questo tema dedicato in apertura della mostra personale "Le Vie del Cielo" dell'artista Nadia Valentini. Le opere erano una ventina e sono state presentate tra il 28 febbraio e il 7 marzo al Centro Santa Chiara di Trento. Il titolo è nato da citazioni del Corano che parlano di Vie Celesti: come quella del sogno del profeta Maometto e del suo cammino verso le porte del Paradiso. Questa esposizione ha segnato uno spartiacque nell'opera della pittrice originaria di Tione, vicino a Trento. Lei stessa racconta di essere riuscita a dare una veste ancor più contemporanea e gestuale alla sua interpretazione della calligrafia araba.
"Per parte dell'anno vivo in Egitto, dal '94. - spiega la Valentini - E' qui che mi sono avvicinata al mondo arabo, per curiosità che poi è diventata necessità, anche come pittrice. Le artiste donne lì non sono molte. Le persone rimangono stupite da come una occidentale in poco tempo sia riuscita a capire e ad interpretare il cuore della cultura araba. Questo è ciò che mi dicono spesso, sia in Italia che all'estero". La calligrafia islamica non è infatti una cosa da poco. È stata dura per la Valentini studiare questa lingua e poi usarla nel suo lavoro in modo gestuale. L'artista trentina ha esposto in numerose personali sul territorio italiano. La sua prima mostra di arte islamica risale al '96 a Milano. Nell'aprile 2003, al Museo Civico di Crema, la pittrice ha partecipato alla collettiva "Conoscenza, strada per la pace", mostra di pittori mussulmani residenti in Italia, accanto a nomi come Gabriele Mandel, famoso pittore e docente, e al musicista Franco Battiato. Facendo un passo indietro nella storia di Valentini, i quadri da lei realizzati per la recente mostra "Anela il petto - i 99 nomi di Allah" sono stati eseguiti due anni fa, ma esposti adesso per la prima volta a Torino, al Centro Culturale Italo Arabo Dar al Hikma. Le opere sono il frutto di un imponente progetto creativo di otto mesi, realizzato in "tandem" con Hamza Roberto Piccardo, poeta originario di Imperia e studioso del Corano.
Questo progetto ha anche visto la pubblicazione nel 2002 del volume "Anela il petto", delle edizioni Al Hikma, di cui Piccardo è fondatore. Il libro di poesie porta in copertina il quadro di Valentini con calligrafato Al-Wasi, nome che significa "Colui che è largo nel contenere e nel dare". Ogni poesia dedicata ad uno dei 99 nomi di Allah ha quindi il suo quadro di riferimento. Secondo la tradizione 99 nomi sono noti ai fedeli e uno solo ai mistici. Ma per la religione islamica i nomi di Dio sono molti di più.
Rosa, arancio, verde fosforescente, azzurro intenso e tanti altri toni accesi che la pittura con gli acrilici può offrire: sono la caratteristica dell'artista trentina. Valentini ha la capacità quindi di "unire la tradizione antica della calligrafia araba con colori che regalano la freschezza della modernità", come ha spiegato alla presentazione della mostra torinese il giovane critico d'arte Ivan Quaroni. Per Quaroni, che collabora con Flash Art e ha lavorato anche con Mandel e Battiato, l'arte di ispirazione mussulmana che sta emergendo inizia ora a dialogare con l'arte contemporanea. In più le poesie di Piccardo hanno una caratteristica tecnologica: la loro brevità è legata alla scrittura con il cellulare, tramite sms.
Interessante risulta il nome As-Salam, che significa "La Pace". Questa è la poesia che il quadro illustra: "Lacrime d'amore come chicchi / in un campo di grano, /sospiri come granelli di sabbia nel Sahara…/e mille pezzi di cuore da ricucire./ Ya Salam!" Ar-Rafi, invece, significa "Colui Che eleva". Alcuni versi della poesia che accompagnano l'illustrazione di questo nome interpretano una emozione: "Sorge la luna/da un orizzonte fittizio di nuvole basse/e la sera s'illumina della pienezza./E' il segno di Colui Che eleva/ […]". Una meditazione sulla ricerca interiore e sulla multiculturalità.
 
Nadia Grillo


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