Il Wiener Zentralfriedhof

Una passeggiata tra i ricordi

Agosto 2014, domenica mattina: in attesa di decidere il programma della giornata e dopo una abbondante “colazione viennese”, mi misi a parlare con il portiere dell’albergo, peraltro di origini italiane, raccontando con fervore e con piena soddisfazione i miei primi tre giorni nella capitale austriaca. Viste le mie esperienze nel mondo della musica, parlai della mia giornata precedente in visita ai principali Teatri di Vienna esternando una grande ammirazione e una grande considerazione per un pubblico che sostiene con grande passione la propria cultura artistico-musicale, come si evince inequivocabilmente visitando il Wiener Staatsoper. Il mio interlocutore, contagiato dal mio entusiasmo, mi suggerì con altrettanta enfasi la visita al Cimitero Centrale di Vienna (Wiener Zentralfriedhof) dove riposano i grandi artisti che hanno fatto la storia della musica classica mondiale. Persuaso dalla proposta e armato di macchina fotografica, intrapresi la mia giornata “turistica cimiteriale“ pur con un iniziale minimo pregiudizio “mediterraneo“ verso i luoghi dell’ultimo viaggio.
Con il tram 71 dalla piazza dell’Opera si arriva a questo sito di eterno riposo. Giungendo dal centro città si supera il Primo Portone, si accede all’antico settore israelitico, un campo di tombe di un verde rigoglioso con molti interessanti monumenti funebri (nel gruppo 6 sono sepolti anche Arthur Schnitzler e Friedrich Torberg), e si arriva, camminando lungo il muro del cimitero, all’ingresso principale (Secondo Portone), costruito nel 1905 da Max Hegele in stile Liberty. Una volta entrati si coglie immediatamente la sensazione di ritrovarsi in uno straordinario museo all’aperto, un grande libro dei ricordi di una intera comunità attraverso il quale è possibile tessere una rete di storie in cui ogni nodo della trama rappresenta lo snodo di un percorso e di un racconto. Le vicende di singoli uomini e di singole donne ricompongono sul piano delle vite vissute gli eventi dal Settecento al Novecento, le trasformazioni sociali e culturali, lo sviluppo degli stili letterari, artistici e architettonici degli ultimi due secoli.
Il Cimitero Centrale si presenta con viali alberati, con panchine lungo i viali, con erba molto curata e si possono incontrare scoiattoli saltellanti in una oasi di pace. Un enorme viale termina con un grande Mausoleo, la Chiesa di San Borromeo, coronata da una grande cupola: costruita anch’essa da Hegele fra il 1908 e il 1910, ospita le spoglie di Karl Lueger, che fu sindaco di Vienna dal 1897 al 1910. Ai lati del viale principale si trovano quello che probabilmente è il più grande complesso di tombe d’onore del mondo, dove sono sepolti tutti Presidenti della Repubblica Austriaca, e i diversi settori dedicati alle attività svolte dai defunti nella vita terrena (scrittori, letterati, medici, artisti di ogni genere, politici, …). Percorsi circa trecento metri, sulla sinistra vi è una piccola piazza in cui troviamo la Storia della Musica o buona parte di essa: al centro vi è il monumento funebre dedicato a Mozart, anche se seppellito in altro cimitero a Vienna, e intorno le solenni tombe di Beethoven, Brahms, Schubert, Strauss padre e figlio, Suppe, Gluck e di tantissimi direttori e cantanti; non nascondo la grande emozione provata nel trovarmi di fronte ai sepolcri di autentici geni, accompagnata da un sentimento di serenità nel ricordo dell’ultima pagina del libro di una grande vita!
Lo Zentralfriedhof si presta certamente ad essere meta di una gita, con i suoi oltre cento chilometri di strade per lo più alberate e con i pregevoli monumenti ricchi di testimonianze architettoniche, soprattutto dello “Jugendstil viennese”. Appagato della visita ai suoi tre milioni di taciturni “abitanti”, ho salutato con rispetto il luogo e ripreso il tram 71 alla volta del centro di Vienna.
 
Stefano Montaguti


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