Parole dal silenzio

Con straordinario successo si è conclusa a Cavriago di Reggio Emilia, lo scorso 18 novembre, la mostra "Parole dal silenzio", esposizione di immagini, memorie e documenti dal Cimitero Napoleonico. L'iniziativa fa parte di un progetto culturale intitolato "Cantiere della memoria", ideato e promosso da Maria Angela Gelati in collaborazione con il Comune di Cavriago, e teso a comprendere il significato storico e artistico del Cimitero Napoleonico attraverso un ricco e innovativo programma di recupero e di valorizzazione.
"È un progetto caratterizzato da una reale e tangibile esigenza di creare lati innovativi, legati ad una corretta interpretazione tecnica, artistica e scientifica", afferma Maria Angela Gelati.
Proprio per questa forma di originalità, lo scorso settembre la giovane tanatologa è stata invitata ad intervenire, in Norvegia, ad un Convegno promosso da Asce, l'Associazione Europea dei Cimiteri Storici e Monumentali, per presentare il lavoro svolto come ambito di ricerca interdisciplinare fra Tanatologia, Storia, Arte, Architettura e Istituzioni.
L'obiettivo è che il vecchio cimitero, aperto nel 1810 e chiuso nel 1923, torni ad essere una presenza viva. "La conoscenza del Cimitero Napoleonico può essere condivisa, alla stregua di un museo o di un archivio - racconta la Gelati - per sperimentare itinerari didattici e per divenire un luogo privilegiato dove percorsi progettuali e operativi, appositamente elaborati per garantire agli utenti (e al pubblico scolastico in particolare) risorse adeguate di informazione, divengono strumenti fondamentali di trasmissione del sapere, di consapevolezza del patrimonio e di didattica della cultura".
In questo ambito si inserisce la mostra "Parole dal silenzio", tesa a mostrare le storie - individuali e collettive - a cui ci si sente legati e partecipi perché appartenenti alla nostra "identità". L'esposizione è stata il frutto del coinvolgimento e dell'attento lavoro dei volontari del Laboratorio delle Identità e delle Memorie che, in collaborazione con il Centro Culturale del Comune, hanno contribuito a promuovere il monumento storico avvicinando il cimitero alla comunità.
Presso la Sala Mostre comunale il percorso di conoscenza si è sviluppato su più piani: una prima sezione è stata dedicata alla storia del Cimitero, una seconda sezione agli aspetti artistici del luogo, attraverso la fotografia e la copia dal vero, una terza è stata incentrata sulle immagini e sulle testimonianze di alcune famiglie di Cavriago, interpretate e ricostruite secondo il criterio della verosimiglianza storica.
"Tuttavia, poiché il luogo della memoria dovrebbe mostrarsi accogliente, aperto, in qualche modo vivace o familiare - aggiunge la Gelati - superando quindi la caratteristica di spazio nel quale muoversi in rispettosa riservatezza, la mostra è stata in parte allestita all'interno del Cimitero Napoleonico, dove i defunti sono divenuti i protagonisti".
Alcuni specchi hanno rappresentato il mezzo attraverso cui ogni visitatore è stato invitato a "guardarsi dentro" e, al tempo stesso, a "vedersi al di là" all'interno del cimitero, assieme a coloro che rappresentano il nostro passato e la nostra storia. Un tentativo ideale ed emotivo di instaurare un rapporto con i defunti.
Le loro storie interpretate, ricostruite, proiettate e leggibili dentro lo specchio, unitamente all'immagine riflessa del visitatore, hanno voluto rappresentare quel legame esistente fra noi e il nostro passato: come trovarsi ad ascoltare più che a leggere le vicende, le tragedie, le fatiche, le ansie, le lotte, le contraddizioni, offrendo lo spaccato di una Cavriago ottocentesca. "È infatti a costoro che si deve quello che oggi Cavriago è, come comunità, e non si poteva non provare ad ascoltare quelle voci, le loro parole dal silenzio".
 
Claudia Grassi

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