PARIGI 2005

Dopo due anni siamo ritornati a Le Bourget per l'esposizione funeraria francese degli anni dispari. L'altra, come ben si sa, si tiene con la stessa frequenza a Lione negli anni pari. Purtroppo gli anni passano, ma gli inconvenienti non scompaiono.

Primo fra tutti la difficoltà di accesso (e soprattutto di uscita) dal sito fieristico. Situato in una "banlieue" già di per se stessa poco attraente a causa del forte tasso di industrializzazione e della vicinanza di quelle "cités" da dove sono partite le recenti sommosse che hanno scosso la Francia, il sito espositivo, ricavato destinando ad altro uso una parte della zona aeroportuale di quello che era stato in anni lontani il primo aeroporto della capitale, è ancora rudimentale, anche se i lavori in corso e la creazione di nuovi capannoni fanno pensare che l'amministrazione che se ne occupa sia intenzionata a vieppiù svilupparlo. Ci si domanda il perché di una tale decisione visto che già esistono a Parigi (porte de Versailles) e nelle vicinanze (Villepinte) centri prestigiosi e perfettamente funzionali sul piano logistico e tali da non condannare lo sfortunato espositore o visitatore a degli autentici "tour de force" per trovare un mezzo che gli consenta di raggiungere agevolmente il proprio albergo. Né si immagini che la scelta di un "esilio" (che tale diventa il soggiornare nei dintorni del Bourget) alberghiero nelle vicinanze risolva il problema. Anzi! Non si dimentichi che i taxi cercano le "corse" consistenti e che, contravvenendo alla legge, spesso al sentire che la destinazione è troppo vicina al punto di partenza trovano un pretesto per "sbarcare" (o piuttosto per non imbarcare) l'aspirante cliente. Precisiamo che tale comportamento oltre che insopportabile è assolutamente illegale. Si consiglia quindi a coloro che dovessero trovarsi in futuro in tale situazione di rivolgersi ad un vigile per segnalare il fatto con la conseguente sanzione per lo "chauffeur" troppo ingordo. In mancanza di vigili è opportuno raccogliere delle testimonianze ed inviare una nota circostanziata alle autorità perché le misure adeguate ed atte a ripristinare un certo ordine ed una certa serietà e correttezza professionale vengano prese. Del che si può essere abbastanza certi vista l'efficacia dell'amministrazione francese che, come si sa, è senza comune misura con la tradizionale inefficacia di quella nostrana. Anche se, rallegriamocene, pare che qualcosa stia cambiando anche da noi.

Ritornando alle ragioni che spingono gli organizzatori ad una scelta così poco confortevole per tutti, espositori e visitatori, non rimane da pensare che essa sia il prodotto della tradizionale "parsimonia", caratteristica nazionale dei nostri cugini d'oltralpe. Unica eccezione a tale oculatezza finanziaria la ristorazione nella quale non esistono limiti alle somme da spendere al punto che basta darsi alla lettura delle rubriche gastronomiche di alcuni giornali (quotidiani o settimanali) per allibire davanti a resoconti dove si tratta di locali dove ci si può arricchire, gastronomicamente parlando, impoverendosi dopo aver pagato il conto. Che dire infatti dei commenti ditirambici di certi critici culinari che esaltano tale o talaltro ristorante aggiungendo che il rapporto qualità/prezzo è eccellente per 200/300/600 Euro (senza vini, per i quali non vi sono limiti di prezzo). Non dimentichiamo che in Francia esiste quello che comunemente è chiamato lo "smic" e cioè il salario minimo che qualsiasi persona che lavori per il numero d'ore legale (35 alla settimana) e per qualsiasi mansione svolga deve percepire. Attualmente esso è di poco superiore ai mille euro al mese. Uno "smicard" (termine nello stesso tempo bonariamente dispregiativo e compassionevole) che, preso da un repentino accesso di follia, volesse celebrare con la consorte una ricorrenza (primo incontro, matrimonio, primo divorzio, …) o che, in un altro registro, volesse propiziarsi i favori di una creatura ambita ed a lungo sognata in situazioni più o meno "stuzzicanti", avrà tutto l'interesse di fare bene i propri conti per evitare di avere seri problemi con la propria banca che rischierebbero per il futuro di generare gravi ripercussioni psicologiche sul soggetto con tutte le conseguenze pratiche, malgrado i recenti ed indiscutibili progressi della chimica, a livello "relazionale". Tanto più che lo sventurato dovrebbe pasteggiare con l'acqua che i ristoratori sono tenuti a fornire per legge gratis ed in caraffa. Ma allora tutto lo "charme" della serata (anche se esistono gli amatori del mezzodì) andrebbe in fumo se ci si dovesse privare di un aperitivo adeguato (una coppa di champagne, ad esempio, che nella sua nuda semplicità rimane un classico di sicuro effetto in tali circostanze) ovvero di un beveraggio appropriato per accompagnare le deliziose e preziose pietanze elaborate dallo "chef" sottolineandone ogni nota gustativa in una armonia euforica foriera ed annunciatrice di altre armonie... . Chiusa la parentesi, torniamo alla nostra manifestazione. Essa si è svolta in un capannone nuovo di zecca e sufficientemente ampio per ospitare, quest'anno, anche i marmisti che da soli occupavano, ad occhio e croce, il 25/35 per cento della superficie espositiva.

Per il resto s'è osservata la presenza di qualche espositore straniero ed in particolare cinese (già pensiamo ai brividi che percorreranno le schiene di certi italici amici che non dormono la notte a causa del pericolo giallo), ma anche in provenienza dai nuovi Paesi dell'Europa o da quelli destinati a farne parte nel breve termine. Si vuol parlare di produttori, di cofani in particolare, giunti da Polonia, Croazia, Slovenia e via di seguito. Molti fiori. Veicoli da trasporto funebre conformi alla tendenza "sparagnina" del cliente locale, anche se i carrozzieri italiani (ELLENA, INTERCAR, EUROZINCHI) hanno presentato i propri prodotti con un successo di stima certo. Resta da vedere quali saranno le ricadute commerciali. Tra gli altri espositori nazionali AMEDIAMANT-LORENZI, BIONDAN, BOSISIO, CAGGIATI, FRACARO e VEZZANI per i bronzi, MELLONI e ROTASTYLE per i cofani, PAFC FOTOCERAMICA, POLISTAMPA e STILTECNO per le fotoceramiche, RADIV per gli arredi, PIERO CURATI e SIFFREDI per le urne, NEW ARTLEVA per gli accessori ed ATER per le candele votive.

Per quanto riguarda i visitatori esteri ci è parso di notare un calo rispetto alle edizioni precedenti. Infatti non sono arrivati molti africani o gli imprenditori in provenienza dai dom-tom (Dipartimenti e Territori d'Oltre Mare) francesi (Antille, Polinesia, Oceano Indiano) che tradizionalmente giungevano numerosi. Li vedremo certamente a Modena per TANEXPO, grazie anche ad iniziative intraprese da aziende italiane del settore e di cui vi terremo aggiornati in un prossimo futuro. Forse le turbolenze in alcune parti del Paese hanno contribuito a demotivare molti potenziali visitatori.

Nel panorama francese grande rilievo ha assunto la presenza di BERNIER-PROBIS che ha voluto celebrare l'acquisizione del 100% di PROBIS da parte di BERNIER con uno stand a tre livelli di grande effetto. Certamente uno dei più ammirati, assieme a quello di FACULTATIEVE TECHNOLOGIES che per l'occasione ha presentato, nella sua interezza, un forno completo. Chapeau!

Fra qualche giorno ci attende l'Austria. Poi Natale non sarà più lontano. Abbiatevi quindi i più cari auguri di Buone Feste.

 
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