Per la rinascita spirituale

OSTRICHE E PANIERI DI PERLE

Perle e conchiglie per un destino eccellente nell'aldilà. Nelle varie epoche storiche a pietre preziose e gusci di molluschi è stato collegato un ruolo particolarmente importante nei riti funebri: quello di aiutare il defunto a intraprendere il suo nuovo cammino di vita. Infatti, in molte culture la conchiglia ha rappresentato proprio la rinascita spirituale.
LA MAGIA DELLE CONCHIGLIE.
In parecchie località preistoriche, anche distanti tra loro, si sono trovati spesso depositi di conchiglie. Gusci di molluschi sono stati scoperti nella necropoli di Kouban, nel Caucaso settentrionale, risalente al XIV secolo a.C., altri in tombe attorno a Kiev, altri ancora in Francia, Inghilterra, Germania, soprattutto sulla costa baltica.
Una vera e propria conferma dell'importanza magica e religiosa che le conchiglie avevano presso le popolazioni più antiche della terra. Dai vari ritrovamenti, si è capito che l'usanza più diffusa era quella di ornare i defunti con collane di conchiglie.
Nella caverna di Langérie, nella valle della Vézère in Dordogna, gli scavi hanno portato alla luce conchiglie di numerose specie mediterranee.
In particolare, su uno scheletro le conchiglie erano poste simmetricamente a coppie: quattro sulla fronte, una su ogni mano, due su ciascun piede, quattro vicino alle ginocchia ed alle caviglie.
In una caverna inglese è stato invece trovato uno scheletro di donna, coperto interamente di conchiglie e in più corredato di una corona di gusci. Anche gli scavi a Creta hanno rilevato un abbondante uso di conchiglie: in una caverna risalente al periodo neolitico, intorno ad una raffigurazione femminile fatta con l'argilla, si sono trovate numerose conchiglie. Con ogni probabilità, erano l'augurio per la sua rinascita dopo la morte.

OSTRICHE E GIADA IN CINA.
Anticamente, in Cina si usavano grandi quantità d'oro e di giada. Secondo le norme della dinastia Han, insediata tra il II secolo a.C. e il 200 d.C., i principi e i signori dovevano essere sepolti con gli abiti adorni di grandi quantità di perle e giada che, nelle loro credenze, avevano la funzione di conservare il corpo. Descrizioni del tempo parlano di bare ornate di cinque file di conchiglie preziose e tavolette di giada. Gli usi funebri per i sovrani della stessa dinastia prevedevano che le loro bocche fossero riempite di riso, perle e giada: un costume già diffuso in tempi assai più remoti.
Il culto funerario cinese di quei secoli utilizzava anche ostriche e la più grande e fine delle cozze, shen. Cozze e conchiglie erano posate di solito sul fondo della tomba: l'abitudine più diffusa era quella di coprire di shen il fondo della tomba, prima di calare la bara. Una pratica che evitava il sorgere dell'umidità.

DALL'AFRICA ALLE AMERICHE, AMULETI E VASI COLMI DI PIETRE.
Nell'India antica si cospargeva di gusci di molluschi il sentiero che portava dalla casa del morto al cimitero. In certe regioni si mettevano perle nella bocca del defunto: una usanza molto praticata anche nel Borneo.
Presso molte popolazioni antiche d'Africa si stendeva nella tomba uno strato di conchiglie: molti i ritrovamenti in Egitto, prima ancora dell'avvento dei faraoni. Sono state poi le conchiglie del Mar Rosso a fornire per secoli amuleti agli Egiziani. Perle e conchiglie hanno rivestito un ruolo funerario di importanza decisiva anche tra i popoli delle due Americhe.
Gli Indiani della Florida decoravano di perle le tombe dei loro re. Le bare di legno, su cui erano deposti i loro scudi adorni dei pietre preziose, erano tumulate in grandi templi: accanto ai corpi, imbalsamati, venivano sistemati dei piccoli panieri pieni di perle.
L'antica cultura giapponese prevedeva poi un singolare rituale: il cadavere, dopo essere stato lavato e profumato, veniva ricoperto di polvere di conchiglie. Era il modo di assicurare al defunto la sua rinascita.
 
Gianna Boetti

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