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L'operatore funerario e la relazione d’aiuto

Un libro di recente pubblicazione parla del ruolo dell’operatore funebre e delle modalità da mettere in atto per facilitare il processo dell’elaborazione del lutto.

È fresco di stampa l’ultimo lavoro della tanatologa ed esperta di death education Maria Angela Gelati.

È, infatti, da poco uscito per l’editore Mursia il volume La relazione d’aiuto - Come aiutare a gestire il percorso del lutto, dedicato ai professionisti del settore, ma anche a tutti coloro che vorrebbero poter arrecare sollievo ad una persona colpita dalla scomparsa di un proprio caro.

Le comunità umane si basano sulle relazioni. A differenza della comunicazione che ha il solo scopo di trasmettere informazioni, la relazione stabilisce un contatto empatico tra gli individui. Perché una relazione possa definirsi tale è indispensabile sapersi aprire verso l’altro e allo stesso tempo accogliere e comprendere ciò che arriva dall’altro. Uno scambio reciproco che contribuisce al benessere emotivo e alla crescita interiore di ogni individuo.

Ma che cos'è una relazione di aiuto? Si parla di relazione di aiuto quando nel rapporto tra due persone una di queste è in una situazione di debolezza o di particolare difficoltà, mentre l’altra possiede competenze ed esperienze in grado di alleviare le sue sofferenze o i suoi conflitti, cercando di abbattere gli ostacoli emotivi e ridonando fiducia, autostima e maggiore autonomia. L'attore determinante, ovvero colui o colei che in questo tipo di interscambio è capace di stimolare emozioni positive o di portare conforto, è solitamente un professionista, definito counselour (consulente). Esempi in questo senso sono i rapporti che intercorrono tra psicoterapeuta e paziente, tra insegnante e allievo, tra avvocato e assistito, tra sacerdote e fedele... Ed è ciò che gli operatori funebri, anche senza saperlo, mettono quotidianamente in atto diventando spesso per i dolenti vere e proprie figure di sostegno.

Questo libro vuole essere una guida per acquisire abilità di consulenza nel settore funerario e al contempo fornisce utili suggerimenti per individuare le modalità più idonee atte ad aiutare a superare il dolore della perdita. Per raggiungere questo obiettivo è necessario sviluppare un atteggiamento indirizzato alla comprensione e all’ascolto, passando anche per l’analisi delle proprie dinamiche interiori, nonché approfondire gli aspetti psicologici legati al lutto e alle varie fasi della sua elaborazione. Per sintonizzarsi al meglio con il nostro interlocutore, nel testo viene posta l’attenzione anche sull’importanza di saper cogliere ogni sfumatura della cosiddetta “comunicazione non verbale” che attiene alla gestualità, all’espressione del viso, allo sguardo, alla postura…, come pure della “comunicazione para-verbale” che si riferisce al ritmo del parlato, il tono della voce, le pause, i sospiri o i silenzi. Saper vedere ed interpretare questi segni è fondamentale per stabilire una relazione d’aiuto efficace.

C’è una differenza di ruolo tra l’impresario funebre e il cerimoniere funebre: mentre il primo si interfaccia con la dimensione soggettiva dei dolenti, accompagnandoli nel rituale percorso dal momento in cui viene decretato il decesso fino alla destinazione finale della salma, il secondo ha a che fare con l’aspetto collettivo che trova la sua espressione nella cerimonia di commiato.

Con la diffusione delle case funerarie, delle sale del commiato, dell’incremento della pratica della cremazione e del costante aumento della domanda di funerari laici, quella del cerimoniere funebre è una figura nuova e sempre più richiesta. Il suo compito principale è quello di stabilire insieme ai familiari i dettagli dell’ultimo saluto, attraverso una personalizzazione del rito funebre che rispecchi le esigenze dei congiunti guidandoli così nel delicato momento della separazione dalle spoglie del loro caro.

Per operare con successo nell’ambito funerario non sono più sufficienti capacità pratiche ed organizzative come avveniva fino a pochi decenni fa, ma sono necessarie competenze sempre più specifiche. Questo ultimo lavoro di Maria Angela Gelati, di facile e piacevole lettura, rappresenta un valido strumento per allargare le proprie vedute e aumentare il livello della propria formazione professionale.
 
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