a chicago

NFDA 2005

Adagiata sulle rive dell'immenso lago Michigan (più di 500 chilometri di lunghezza da nord a sud) la bella Chicago è, senza alcun dubbio, la capitale dell'architettura statunitense. Basti pensare ad alcuni architetti che vi esercitarono i loro talenti: Sullivan, Mies van der Rohe e, soprattutto, l'inconfondibile Frank Lloyd Wright che ha lasciato (oltre al famosissimo "lumacone" del Museo Guggenheim di New York) numerose ed indelebili tracce del suo genio nel quartiere di Oak Park (dove visse e dove nacque, per inciso, Hemingway) che sono oggetto, oggi, di visite ammirate da parte dei numerosi turisti che affollano la città del vento ("the windy city"). Cosa, questa, estremamente apprezzata dai triestini avvezzi da sempre, come ben si sa, ai "refoli" (le raffiche) vivificanti della loro amata "bora", propedeutici a qualche sano bicchiere di grappa. Il nome di Chicago deriva da quello di certe cipolle selvatiche, "checagou", che gli indiani dettero al fiume che si trovava in quelle zone in altri tempi paludose e ricche del vegetale in questione.

La città rappresenta il secondo polo industriale degli Stati Uniti ed è un centro borsistico e d'affari di importanza mondiale, soprattutto per quanto riguarda i mercati a termine di alcune materie prime e dei cereali. Sede di industrie universalmente note come HARLEY DAVIDSON, MAC DONALD, E WRIGLEY'S (l'azienda produttrice di chewing-gum il cui "building" bianco, di più di un secolo, fa ancora bella mostra di sé all'inizio del "magnificent mile", il miglio magnifico, vero paradiso per lo shopping), essa conserva un fascino tranquillo tanto diverso dal frenetico agitarsi di New York.

Passati i tempi del proibizionismo e degli "speakeasy", i locali clandestini dove si vendeva l'alcol, con tutte le guerre tra gang che si battevano per il controllo di tanto lucrosa attività (memorabile la "notte di San Valentino" che permise ad Al Capone di affermare il suo primato), Chicago è ritornata ad essere la città operosa ed accogliente che oggi conosciamo. In essa convivono importantissime comunità ebraiche, polacche, tedesche ed italiane. Basta dare un'occhiata ai nomi della formazione di baseball dei White Sox (che attualmente stanno disputando i play-off; l'altra squadra locale, i Cubs, è ormai eliminata) per rendersi conto di tale presenza. Essa è stata inoltre la sede della scuola economica ultra liberale capeggiata da Milton Friedman e da cui uscirono i cosiddetti "Chicago boys" che tanto peso hanno avuto in un periodo recente della storia economica del Paese.

Città tollerante e di spirito aperto, essa è stata la prima ad eleggere una donna sindaco (1979) ed un sindaco nero (Harold Washington nel 1983) pur essendo la comunità afro-americana minoritaria (il 40%) in termini meramente numerici.

Un luogo, insomma, particolarmente adatto ad ospitare l'importante convenzione annuale della NFDA, tanto più che il centro espositivo, il McCormick Center, è davvero ammirevole per concezione e dimensione.

I nostri amici americani, capeggiati dalla iperattiva ed onnipresente Deborah Andres, hanno fatto come al solito le cose per bene. Purtroppo qualche nube si presenta sul loro futuro per il fatto che la convention dell'anno prossimo dovrebbe tenersi a New Orleans (quella del 2007 avrà luogo a Las Vegas). Oggi, come sappiamo, la città della Louisiana si trova ko dopo la catastrofe naturale e le infrastrutture sono inesistenti. Espositori e visitatori preferirebbero una sede diversa, ma poiché il contratto sottoscritto con il Centro Espositivo mette in gioco interessi di milioni di dollari, si sta negoziando per trovare una via d'uscita.

L'esposizione ci è parsa un po' meno grande che d'abitudine. Il gigantismo di certi stand sembra scomparire, se si eccettua quello di BATESVILLE, leader mondiale tra i costruttori di cofani. Tale supremazia rimane indiscutibile anche se MATTHEWS incomincia a tenere posizioni estremamente importanti su questo mercato. Infatti, dopo aver acquistato, anni addietro, la ben nota YORK, recentemente il gruppo di Pittsburgh ha rilevato, per molte decine di milioni di dollari, MILSO, la compagnia di Brooklyn già di proprietà dell'amico Harry Pontone e della sua famiglia. Bel colpo, che posiziona MATTHEWS come seconda realtà mondiale del settore cofani. E non parliamo dei bronzi! Ciò detto, il mercato statunitense delle bare è costituito essenzialmente da prodotti metallici (l'80%). Rimane una nicchia (appetitosa, vista la taglia del mercato!) per il legno, dove dispiace constatare la latitanza dei produttori italiani che pur avrebbero, a nostro modesto avviso, tante opportunità da cogliere presentando prodotti ben concepiti e ben definiti a livello di marketing. Poche le novità. Grande varietà di urne a conferma di una continua progressione della cremazione. Belle carrozzerie dei soliti produttori e strana, importante ed inconsueta presenza di espositori che poco o nulla hanno a che fare con il mondo ed i prodotti funerari. Venditori di gioielli, monili in oro ed argento, ombrelli, scarpe, sarti, camiciai e perfino uno stand dove si vendevano borse ed accessori "di note case di moda italiane e francesi" (!!!).

Il prodotto più interessante ed originale è stato, forse, quello di un'azienda che propone, in luogo della foto, uno schermino, resistente alle intemperie, dove si può presentare un video sonoro di 5/10 minuti realizzato a partire da foto o filmati del defunto, dalla nascita al decesso. Tali documenti, inseriti in un supporto ben realizzato dal punto di vista tecnico ed artistico, consentono la creazione di un prodotto toccante e suggestivo. Siamo curiosi di vedere, al prossimo appuntamento, come saranno andate le cose dopo il primo anno. Qualche bel monumento in vetro. Da segnalare anche la presenza di un fabbricante giapponese di prodotti da trattamento salme che dovrebbero, in tempi brevi, trovare un mercato di sicuro interesse nel nostro Paese.

Per il resto dobbiamo osservare l'inconsueta assenza di italiani, se si eccettua la famiglia Urciuoli, sempre più attiva sui mercati esteri. Personalmente crediamo che sia la buona scelta per assicurare la perennità aziendale. Come nel calcio, perlomeno quello che piace a noi (poi ci sono anche i "catenacciari", quelli che hanno paura dei cinesi!), pensiamo che la miglior difesa sia l'attacco!

Per la cronaca segnaleremo la presenza (a suon di dollari che andranno, precisiamolo, in beneficenza) di Sarah Ferguson, Duchessa di York, al pranzo di gala della NFDA.

A presto, dalla Russia con amore!

 

 
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