La New York silenziosa

Per chi volesse visitare New York e ripercorrerne la storia lontano dalle luci al neon di Time Square, dai teatri di Broadway, dalle pittoresche Little Italy e Chinatown, dagli eccessi e da quella sensazione costante di trovarsi in un film, tra le tante meraviglie che questa città offre non sono da dimenticare i cimiteri, angoli ordinati di pace dislocati nei più bei quartieri della metropoli. Vi sono cimiteri cattolici come il Most Holy Trinity Cemetery e il St. James Churchyard, quelli costruiti da importanti e benestanti famiglie olandesi in epoca coloniale (il Schenck Family Cemetery, il Burial Ground e il Brinckerhoff Cemetery) e quelli che per rilevanza storico-culturale meritano di essere visti tanto quanto il Central Park. La rubrica Travel del New York Times ne consiglia tre costruiti nella metà del diciannovesimo secolo: il Woodlawn, nel Bronx, ricco di affascinanti monumenti, il Calvary, nel Queens, per le sue fantastiche vedute, e il Green-Wood, a Brooklyn, per la bellezza dei prati e dei viottoli.
Il Woodlawn si presenta come un vasto rifugio bucolico: gli elaborati mausolei colonnati, progettati da architetti famosi, fanno sentire il visitatore come se stesse vagando nell’antica Grecia o in Egitto. Qui le tombe di Duke Ellington e di Miles Davis si affacciano una di fronte all’altra separate da una stradina: quella del famoso musicista jazz risalta sull’altra grazie all’incisione sulla lapide di una tromba e dello spartito musicale del suo celebre pezzo Solar. Più di 300.000 persone sono seppellite qui e conta ogni anno più di 100.000 visitatori ai quali all’entrata viene consegnata una mappa per indicare la strada verso i suoi residenti più famosi. A dimostrare l’attenzione della città verso questa risorsa culturale, lo scorso 11 giugno è stato organizzato, dall’orchestra Jazz del Lincoln Centre, un concerto open air ad entrata libera per celebrare il centocinquantesimo anniversario della sua costituzione.
Il Cimitero Calvary a Long Island City, al contrario del precedente, non è attrezzato al turismo e non offre mappe gratuite che orientino il visitatore tra le innumerevoli sepolture presenti (oltre 3.000.000), ma è comunque meritevole di essere ricordato per la sua magnifica posizione che offre sullo sfondo una vista incredibile di Manhattan, utile ad assaporare a fondo la città di New York.
A Brooklin, il quartiere attualmente più in voga, tra la quinta e la venticinquesima strada si trova il Green-Wood Cemetery, proclamato nel 2006 dal Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti “monumento storico di importanza nazionale” per l’arte, l’architettura, il paesaggio e la storia americana. Costruito nel 1838 in una posizione strategica che offre una spettacolare vista sulla città (Statua della Libertà) e sul porto di New York, rappresentava allora un netto contrasto con i cupi cimiteri delle chiese di Manhattan, che si stavano rapidamente riempiendo di sepolture, offrendo una nuova visione della morte che incoraggiava a condurre una vita onesta per meritare una degna sepoltura. Alla fine del diciannovesimo secolo era considerato il più grande cimitero al mondo e la sua bellezza gli diede così tanta fama internazionale da diventare la seconda attrazione turistica più visitata della nazione dopo le cascate del Niagara. Quando la popolazione di Brooklyn e di Manhattan era di quasi un milione di abitanti, il cimitero accoglieva 500.000 visitatori all’anno; oggi, invece, il numero di turisti si aggira fra i 200.000 e i 300.000. Il cimitero è ancora attivo e aperto alla tumulazione di nuove salme. Ospita circa 560.000 sepolture su una superficie di 478 acri (circa 2 km quadrati) di colline, laghetti e sentieri tortuosi sui quali si erge una delle più grandi collezioni di statue e di mausolei a cielo aperto. Tra i personaggi illustri che qui hanno la loro ultima dimora ricordiamo il compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein, l’artista di graffiti Jean-Michel Basquiat, Boss Tweed, Louis Comfort Tiffany, Horace Greeley, generali che hanno combattuto la guerra civile, leggende del basket come Henry Chadwick, “The Father of Baseball”, artisti, politici e inventori. Le tombe di Bernstein e di Basquiat sono semplici e tra le più visitate: quella di Basquiat, situata in una fila di piccole lapidi, si distingue per i pennelli, per i peluche e per altri souvenir lasciati dai fans.
Green-Wood è facile da raggiungere con la metropolitana (linea M o R, fermata 25th Street seguita da una breve camminata su per la collina) e l’accesso avviene attraverso un imponente cancello gotico. Per il turista più esigente sono state pubblicate, al costo di 12 dollari l’una, due piccole guide con differenti percorsi a piedi e all’entrata vengono consegnate piantine gratuite senza le quali sarebbe impossibile orientarsi tra le diverse avenue e path. Data la vastità dell’area, è consigliabile una visita di tre ore da effettuarsi preferibilmente usufruendo del servizio di un trenino con guida che, a scelta, compie percorsi diversi.
All’interno del cimitero si trova il punto più alto di Brooklyn, la Battle Hill, nome che deriva dalla prima grande battaglia combattuta dopo la Dichiarazione di Indipendenza. La statua di Minerva, dea romana della sapienza, ne segna il punto centrale, ed è posizionata in modo da “affrontare” la Statua della Libertà e il porto di New York. Vi sono anche trenta catacombe costruite dai Vittoriani per la paura di essere sepolti vivi. Allora, infatti, si pensava che lo stato di coma potesse essere interpretato come morte reale e per questo dotarono le catacombe di lucernari, prese d’aria, cofanetti di sicurezza con pulsanti per aprire i coperchi e campanelle per poter attirare l’attenzione in caso di risveglio. Curiosa è anche la presenza di un “settore cinese”, cui si accede attraverso un portale di canne di bambù, caratterizzato da basse costruzioni e da pareti in vetro dalle quali si possono vedere centinaia di urne con i resti dei defunti circondate da corsi d’acqua con pesciolini rossi.
Il cimitero non offre solo natura, alberi storici, specchi d’acqua, ma anche pezzi di arte funeraria molto interessanti. La sua attività si rispecchia nella promozione di eventi quali tour guidati per bambini, lo spettacolare giro notturno organizzato in autunno con la luna piena o, addirittura, la possibilità per i privati di affittare una cappella costruita nel 1911, iniziative che danno ai newyorkesi e ai turisti la possibilità di viverlo appieno. L’anno scorso è stato festeggiato il centosettantacinquesimo anniversario dalla costruzione e per l’occasione è stata allestita nel Museum of the City of New York una mostra dal titolo “A Beautiful Way to Go: New York’s Green-Wood Cemetery” con l’intento di diffonderne la storia. A partire dalle tombe dei 5.000 soldati della Guerra Civile fino alla suggestiva cappella progettata dagli stessi architetti della Grand Central Terminal, Green-Wood Cemetery è una sinfonia di arte, di architettura, di storia e di natura ed è bizzarro pensare che ancora oggi ci sono newyorkesi che non vi hanno mai messo piede o che non ne conoscono la ricca storia.
Visitare un cimitero a New York con una cartina in mano e nessuno a cui chiedere indicazioni significa vivere tante storie da scoprire, da immaginare e da ripercorrere affrontando per qualche ora la solitudine lontano dalle vibrazioni, dalle luci e dagli stimoli della famosa Grande Mela.
 
Martina Mandrioli


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