NECROPOLIS 2005

Anche la tredicesima edizione di NECROPOLIS, la fiera internazionale russa del mondo funerario, è andata felicemente in porto. Organizzata come sempre a Mosca dall'Ente Fiera di Novosibirsk (l'antica Nikolajevska, città nata dal nulla come base logistica per i lavoratori che costruivano la mitica ferrovia transiberiana al tempo dello zar Nicola per l'appunto), essa ha confermato lo sviluppo qualitativo di un mercato destinato a ricompensare, nel breve e medio termine, chi ci avrà creduto ed avrà intrapreso, accompagnato da partner affidabili, le iniziative commerciali che si impongono. Prima fra tutte gli investimenti, in uomini e mezzi, senza i quali tutti i desideri sono destinati a rimanere vana speranza.

Chi, com'è il caso nostro, ha conosciuto la Russia di anche solo quindici anni addietro non può che rimanere sbalordito dai cambiamenti prodottisi, così rapidamente, ad ogni livello. Basti pensare al parco macchine che si vedono in giro. Fino a qualche anno fa esso era costituito da sgangheratissimi e contaminanti veicoli di produzione locale che giravano felici in un traffico estremamente fluido vista la rarità delle autovetture. Con qualche dollaro ci si recava rapidamente da un punto all'altro della tentacolare e gigantesca capitale (siamo, oggi, attorno ai quindici milioni di abitanti nella grande Mosca) anche se una certa apprensione (per non parlare di una "magnifica sensazione di insicurezza") si impadroniva del passeggero di fronte alla condotta alquanto spericolata degli autisti tenuto soprattutto conto delle condizioni estremamente precarie (pneumatici più che lisci, …) del mezzo di locomozione. Oggi negli ingorghi che affliggono tutto il centro storico (e non solo) si passano ore senza andare avanti attorniati, però, da vetture nuove di ogni provenienza. Tedesca, in particolare, per le alte cilindrate, ma anche giapponese e coreana. Poche, stranamente, le automobili italiane. I tassisti guidano sempre, quando possono, con una certa "allegria", ma i prezzi sono meno allegri per il cliente che è costretto, ormai, a sborsare un minimo di 600 rubli (17 euro) per qualsiasi corsa in centro città, fosse essa anche di soli 200 metri (i pigri non mancano mai). Nell'attesa di districarsi nel traffico caotico si può sempre far passare il tempo guardandosi attorno e contemplando, attraverso i finestrini, i lussuosissimi negozi di abbigliamento e di altri generi di lusso ricchi di ogni ben di dio offerto, però, a prezzi generalmente di gran lunga superiori a quelli che si trovano nelle nostre contrade. In essi, con civettuola grazia e con gestualità alla Duse, bellissime e fatali donne provano calzari e vestimenta che spesso sono manifestamente di loro gusto visto il numero di silhouette impellicciate che escono dalle boutique con borse ostentanti le insegne delle marche più prestigiose italiane e francesi. Roba da far agitare Marx e Lenin nelle loro tombe! La conclusione è semplice: c'è molto denaro in giro. L'origine potrà anche essere dubbia.

In ogni caso nella capitale e nelle grandi città vi sono sacche consistenti di benessere che logicamente sono, di tanto in tanto (il nostro destino d'uomini lo esige), costrette a rivolgersi agli operatori specializzati del nostro settore. E, vista la propensione di queste classi di privilegiati all'esibizione dei loro mezzi economici, è facile immaginare come gli acquisti fatti dall'impresario corrispondano allo standing richiesto. Ne abbiamo avuto una conferma indiretta visitando, in un ritaglio di tempo, il famoso cimitero di Novodevichy, attiguo al complesso monasteriale, uno dei più belli e venerati di Russia, e sul quale ci soffermeremo, in un prossimo futuro, in un articolo ad esso espressamente dedicato. In quella necropoli, dove riposano tra gli altri Krusciov, Gogol, Cekov, Molotov, Raissa Gorbaciova, abbiamo trovato un insieme di bronzi, di chiara origine italiana, posti lì in onore di una defunta il cui inconsolabile consorte non deve essere di certo sprovvisto di mezzi. Il pezzo principale è, come logico, una imponente statua realizzata secondo la tecnica della cera persa ed il cui valore non può che essere da "trattativa riservata".

In un contesto simile era inevitabile che i nostri compatrioti, o almeno i più intraprendenti tra di essi, fossero presenti in fiera con una delegazione consistente. In realtà gli espositori di tutti gli altri paesi esteri presenti (compresi i tanto temuti, da alcuni, cinesi) non raggiungevano il numero degli italiani. Ci pare doveroso citarli tutti seguendo un percorso che il visitatore avrebbe potuto compiere.

Proprio vicino all'ingresso, e a causa di ciò vittima del vento gelido che si infiltrava ad ogni apertura di porta, l'amico OLIVETTI, sempre in forma (malgrado gli spifferi) e pronto a proporre, tra i vari prodotti presentati, il suo frigorifero, quello che egli definisce "il più bello del mondo". Accanto a lui lo stand della SPAF e di STRAGLIOTTO, diretti rispettivamente da Bartolomeo Sandrone e da Enrico Stragliotto. Entrambi con i prodotti di alta qualità che ben conosciamo. Il primo con i curati accessori, il secondo con le casse artigianali, scolpite a mano, di altissimo pregio nelle versioni moderne o classiche. Continuando la nostra passeggiata ideale arriveremmo da NEW ARTLEVA dove l'onnipresente Giulio Colpani proponeva anch'egli i suoi eccellenti accessori. Non lontano da lui la STABEMA di Loreto, condotta da Alessandro Chiaraluce e con esposti cofani funebri prodotti in buona parte nella vicina città di Chernigov, in Ucraina. Poco lontano da lì, le splendide e ricercate urne della VALBRENTA che la deliziosa Signora Laura Mocellin descriveva, con giustificato orgoglio, ai molti visitatori (compresi i cinesi di Shanghai) attratti da tanta bellezza di forme e di materiali. Il suo stand è stato oggetto di un lungo reportage ad opera di una rete televisiva inglese: uno dei membri dell'equipe ci ha chiesto, con l'humour che domina in quelle contrade e con l'affetto che l'elite britannica porta al nostro Paese, se anziché essere a Mosca non ci si trovasse piuttosto, visto il numero preponderante di aziende italiane, in qualche bella città italiana.

Proprio di fronte alla VALBRENTA aveva inizio l'imponente e assai visitato Stand Italia, massimo polo di attrazione della manifestazione, costituitosi attorno all'alfiere della produzione italiana nel mondo, TANEXPO, ormai prossimo ad aprire le porte, nel marzo del 2006, a Modena. Qui trovavano posto le FOTOCERAMICHE della BERTELLI, rappresentata da Alba Bertelli in persona, e quelle della PAFC, affidate alle cure della dolce Olga Zarubanova in assenza degli Scarcella, trattenuti a Napoli (bella, bellissima Napoli, dovremmo dire, ma tant'è: quando uno dice Napoli dice bello!) da impegni imprescindibili. Due egualmente i bronzisti presenti: Pilla, con la simpatica famiglia PILLA presente in forze, e BIONDAN, condotta da Mauro Pizzolato e da Filippo Rossi. Entrambe le aziende si dichiarano molto soddisfatte da questa esperienza e sono bene intenzionate a proseguire il discorso nell'immensa Russia consapevoli, come del resto tutti i protagonisti di Stand Italia, che non si tratta più di giocarsela da soli, ma che è meglio unire le forze, fare gioco di squadra, per darsi il massimo di possibilità di successo sui mercati esteri.

Tale consapevolezza deriva da una analisi obiettiva del mercato, oltre che dalla giovane età o quantomeno dallo spirito aperto e giovanile di tutti i partecipanti allo stand.

Non sarebbero certamente potuti mancare i produttori italiani di cofani funebri: FERRARI, condotta da Daniele Mazzolini (altro viaggiatore impenitente), nonché la LOMBARDA LAVORAZIONE LEGNO (GRUPPO LORANDI) con Marco Ghirardotti e Carlo Lorandi. Anch'essi con i prodotti di alta gamma che ben conosciamo e pronti ad intraprendere quella campagna (commerciale questa volta) di Russia il cui esito si annuncia ben diverso da quelle belliche che sempre hanno visto, da Napoleone ad Hitler, la disfatta degli invasori.

Per quanto riguarda i prodotti locali si è notato un miglioramento costante della qualità. Rimangono, certo, prodotti tipicamente corrispondenti alle tradizioni di quel Paese. Basti pensare alle composizioni floreali o ai drappi con iscrizioni religiose. Alcuni cofani sono tuttavia migliori di quelli che eravamo abituati a vedere ed i prezzi non sono esattamente bassi, a conferma della crescita di un mercato destinato a diventare sempre più appetibile nel corso degli anni a venire e che certamente premierà i primi arrivati.

L'organizzazione è stata, come al solito, eccellente. A supportare il "big boss" Serguei Yakushin c'erano Dimitry Yevsikov, l'eterea Alina Lunina e, gradevolissima sorpresa, Nadezdha Kazakova, entrambe degne depositarie di quell'ineffabile fascino slavo al quale tanto sensibili sono gli uomini di ogni paese. Li rivedremo tutti a Modena come pure rivedremo, in veste di espositore, il simpaticissimo Magomed Magomedov direttore generale della Sauno e insegnante presso la famosa università Lomonossov di Mosca: presenterà i prodotti della propria azienda, specializzata nelle tecnologie di trasferimento di immagini su supporti di pietra, legno, vetro, marmo, metalli e altro. Il quartiere fieristico che ancora una volta ci ha ospitato, l'immenso vdnkh (leggere Vedènka),vera città nella città, viene, poco a poco, ristrutturato. Gli imponenti edifici tipici dell'architettura di regime (staliniano nel caso specifico) ritrovano il loro splendore sottolineando un paesaggio che, ora che non c'è più la paura forse anche di respirare, può apparire seducente. Testimone, comunque sia, di un epoca ormai finita per il sollievo di molti ed i rimpianti di pochi. Quest'anno la fiera si è svolta nel padiglione 57, ben distante da quello, il 70, al quale eravamo da anni abituati e che si trova in prossimità dell'uscita. Ciò ci ha obbligati, stante l'assenza di navette interne, a lunghe camminate per nulla sgradevoli se si eccettua il fondo musicale che, anche all'aperto, pare essere una necessità primaria del cittadino russo. Non c'è taxi, locale, ristorante, e adesso anche strada, dove l'orecchio non sia offeso quasi in permanenza da insipide musichette. Talvolta ci scappa anche l'italiano. Per restare in tema, abbiamo trovato un tassista che, per i clienti italiani, riproduceva ad altissimo volume una cassetta di cantanti nostrani e che, con grande orgoglio, ci ha esibito un autografo di Toto Cutugno passato per un concerto a Mosca qualche tempo addietro.

Arrivati in Russia quasi in provenienza diretta da Chicago, ci apprestiamo a riattraversare l'Atlantico per arrivare molto più a sud, in Brasile, dove ci attende la fiera di San Paolo. Dopo ci sarà Parigi e, per finire una intensa annata, Ried im Innkreis nella tranquilla Austria a fine novembre.

Addio (anzi, arrivederci!) alle diafane e bionde bellezze nordiche nei cui occhi chiari e trasparenti si riflettono le immensità dei cieli della steppa. E buongiorno, o meglio "bom dia", alle formose ed esuberanti brune dagli occhi di fuoco che, tra il lussureggiare di una vegetazione esplosiva, si profilano al nostro orizzonte di viaggiatori infaticabili.

 
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