IL MAUSOLEO DI ADRIANO

Animula vagula, blandula,/ hospes comesque corporis,/ quae nunc abibis in loca/ pallidula, rigida, nudula,/ nec, ut soles, dabis iocos….
Piccola anima vagabonda,/ amabile ospite e compagna del corpo,/ che ora te ne vai in luoghi/ pallidi, freddi, nudi,/ né potrai più rallegrarmi….

Dolce e delicata poesia, scritta da uno dei più versatili tra gli imperatori romani, Publio Elio Adriano, e riportata da Marguerite Yourcenar ad introduzione del suo romanzo storico "Memorie di Adriano".

La Yourcenar fa dire, tra l'altro, all'imperatore, commentando il proprio mausoleo: La mia tomba in riva al Tevere riproduce, su scala gigantesca, gli antichi sepolcri della via Appia, ma le sue stesse proporzioni la trasformano, …, fanno pensare alle terrazze e alle torri attraverso le quali l'uomo si avvicina agli astri.

Quel che noi oggi possiamo sapere dell'originario mausoleo di Adriano è che era costituito da un basamento quadrato (alto 12 metri) al cui interno si innalzava un tamburo cilindrico di 21 metri circa di altezza. Anche in pianta le dimensioni erano imponenti: infatti, il basamento misurava circa 85 metri di lato, mentre il tamburo aveva un diametro di 64 metri. Il basamento, rivestito da lapidi marmoree con i nomi e gli epitaffi dei personaggi sepolti, ospitava l'atrio d'ingresso ed un corridoio che portava ad una rampa elicoidale, situata nel tamburo cilindrico, che, con un giro a 360°, saliva di 10 metri fino a raggiungere la cella sepolcrale vera e propria, al di sopra della quale erano poste altre celle di varia destinazione, fino ad arrivare all'ultima, che, verosimilmente, era la base di un gruppo statuario che dominava l'intera costruzione. L'esterno del tamburo cilindrico era circondato da colonne di marmo, e di marmi pregiati e rari erano rivestiti tutto l'esterno e gli ambienti interni del monumento.

Il mausoleo fu iniziato nel 130 d.C. circa per ospitare la tomba dell'imperatore Adriano e fu terminato solo nel 139, un anno dopo la sua morte. La storia del monumento è legata a quella della città e ne ha condiviso le guerre, i fasti della corte pontificia, i saccheggi e gli assedi. Fu in breve tempo trasformato in fortezza e divenne, nei secoli, prigione, palazzo papale fino ad essere, attualmente, museo.

Tutti questi mutamenti ne hanno pesantemente alterato l'aspetto iniziale, tanto che non è possibile, al momento, tracciarne una completa e precisa ricostruzione. Il mausoleo è oggi inglobato nella struttura del ben noto Castel Sant'Angelo, ma grazie agli scavi archeologici ed alle antiche immagini di ricostruzione si è potuta formulare un'attendibile idea di quello che era stato in origine.


L'IMPERATORE ADRIANO
Nato in Spagna nel 76 d.C., rimasto orfano in giovane età fu poi adottato dallo zio, l'imperatore Traiano, che non aveva eredi. Iniziata a 15 anni, la sua carriera militare e politica si snodò brillantemente attraverso tappe prestigiose che lo portarono nel 117, appena quarantenne, a succedere nella carica imperiale al defunto Traiano.

Per 21 anni la sua instancabile volontà riorganizzatrice e pacificatrice coprì tutte le più lontane regioni dell'Impero: Adriano viaggiò ovunque ci fosse necessità della sua autorevolezza e sagacia. Tra le molteplici attività che intraprese, egli fu promotore di numerose imprese architettoniche, tra le quali il Pantheon e la Villa Adriana a Tivoli.

Per la realizzazione del suo mausoleo Adriano volle che fossero presenti i simboli a lui più vicini, i più significativi.

I pavoni, a lui cari perchè emblema della sua famiglia (gli Aelii, cioè "del Sole") a motivo dei loro occhi ritenuti, come il sole, l'occhio del mondo, furono collocati sul recinto. Dagli antichi infatti questo animale era anche identificato come guardiano, per i tanti occhi disegnati sulla sua coda. Secondo la tradizione due di questi sono oggi conservati in Vaticano.

Infine, per la sua maestosa ruota, emblema del disco solare che sorge, cala e risorge sempre, il pavone era ritenuto l'immagine della rinascita dopo la morte, e quindi simbolo della speranza nell'immortalità. Quest'immagine ricorre pertanto in molti affreschi tombali dell'antichità pagana e cristiana.

La tradizione vuole inoltre che il sarcofago con il corpo di Adriano fosse in porfido, il rosso marmo egizio simbolo del fuoco solare e riservato alla famiglia imperiale. Infine, a coronamento superiore del mausoleo, la quadriga bronzea con la sua statua, evidenziava una volta di più la divinizzazione dell'imperatore. Un'ipotesi non ancora verificata o smentita riguarda i cavalli di questa quadriga, che, portati a Costantinopoli, sarebbero poi stati collocati in San Marco a Venezia.


Il Mausoleo di Alicarnasso.
Mausolo era un satrapo (governatore persiano) della Caria, regione dell'Asia Minore, l'attuale Turchia, sulle sponde del Mar Egeo.

Il suo colossale monumento sepolcrale, fatto terminare per lui dalla moglie e sorella Artemisia verso il 350 a.C., era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. L'edificio aveva imponenti dimensioni: alto in tutto una cinquantina di metri, poggiava su un massiccio basamento rettangolare dal perimetro di circa 125 metri, al di sopra di questo basamento sorgeva la cella vera e propria, circondata sui lati da 36 colonne; sormontava il tutto una piramide di gradini coronata da una quadriga.

Per la sua bellezza e notorietà esso costituì il prototipo di monumento funebre cui s'ispirarono in seguito re ed imperatori ed assurse tale importanza da far derivare il termine mausoleo dal suo nome.

Il Mausoleo di Augusto a Roma.
Lo storico romano Strabone descrisse il mausoleo di Augusto come …un grande tumulo … su alta base di pietra bianca, coperto alla sommità da alberi sempre verdi; sul vertice la statua bronzea di Augusto e sotto il tumulo sono le sepolture di lui, dei parenti e dei familiari; dietro è un grande bosco con mirabili passeggi.

L'edificio, voluto da Augusto nel 28 a.C. per sé e la sua famiglia, subì nel corso della storia diverse trasformazioni per essere adattato a nuove esigenze ed a nuove destinazioni d'uso. Divenne infatti fortezza nel medioevo, poi luogo di spettacoli ed infine, dopo scavi ed esplorazioni archeologiche fu restaurato, isolandolo dagli edifici che gli erano stati addossati nei secoli.

Nel mausoleo di Augusto furono sepolti anche la moglie Ottavia, il figlio Marcello ed altri imperatori tra cui Tiberio, Caligola, Claudio e Vespasiano dei quali restano ancora alcune statue, urne ed iscrizioni.

A questo modello di tomba imperiale s'ispirò direttamente Adriano per la realizzazione del proprio mausoleo.
 
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