Arlington

Un luogo, una leggenda

Mi sono recato a Washington cinque volte, per affari e per turismo, e sempre non ho voluto mancare una visita al Cimitero di Arlington, un simbolo che rappresenta a tutti gli effetti il luogo sacro per eccellenza del patriottismo degli Stati Uniti. Un autentico riconoscimento ai caduti nelle tante guerre che hanno visto i militari Americani morire per la propria patria, un perenne omaggio a coloro che hanno perso la vita combattendo per il proprio Paese o per la libertà di altri Stati nel segno di quello spirito, tipicamente americano, di voler difendere la Nazione.
Così come lo abbiamo visto in tante pellicole cinematografiche, il cimitero si presenta come una vasta e suggestiva distesa di lapidi bianche che si estende, su oltre 252 ettari impeccabilmente conservati, sulla sponda opposta del fiume Potomac, rispetto a Washington. Tecnicamente siamo in Virginia, ma a due passi dalla capitale. Se non vi va di camminare, c’è sempre la metropolitana con fermata dedicata.
Presso l’Arlington National Cemetery vengono celebrati circa trenta funerali al giorno, cinque giorni a settimana: donne e uomini che hanno prestato servizio nell’esercito americano sono sepolti qui in settanta diverse sezioni pervase da una atmosfera austera e pacata. Il luogo comune per cui in America tutto è immenso (o per lo meno più grande) è vero, e trova conferma in questo cimitero militare in cui sono sepolti oltre 400.000 soldati e il cui terreno apparteneva originariamente al generale Robert Edward Lee. Per molti turisti l’esperienza più toccante durante un viaggio a Washington è proprio quella di vagare tra le interminabili file di piccole lapidi bianche, tutte contrassegnate in certi periodi dell’anno con la bandiera degli Stati Uniti, che rappresentano le tombe dei veterani delle guerre americane, passate e presenti, e che sono allineate con una precisione davvero “militare”. Ma troverete anche monumenti dedicati alle grandi personalità della storia americana. E, sempre, vi verrà naturale fare silenzio per rispettare la sacralità del sito.
Ma cosa è “obbligatorio” visitare? Sulla tomba di John Fitzgerald Kennedy, uno dei più amati presidenti americani, arde una fiamma perenne, opera realizzata dall’amico architetto John Carl Warnecke. Accanto riposano la moglie, Jaqueline Kennedy Onassis, e non molto lontano il fratello Robert. Il monumento funebre di Kennedy ha ancora oggi un forte impatto sull’immaginario collettivo americano tanto che ogni anno migliaia di visitatori vi rendono omaggio.
Il Marine Corps Memorial immortala sei soldati che piantano la bandiera americana durante la battaglia di Iwo Jima, uno scontro in cui persero la vita ben 6.800 uomini. Il monumento è dedicato a tutti gli americani caduti per difendere il proprio Paese e fu ispirato da una celebre fotografia di Joe Rosenthal utilizzata come modello dall’architetto Felix de Weldon.
 La tomba del Milite Ignoto è una tappa obbligata: qui, infatti, ogni mezz’ora (ogni ora da ottobre a marzo) si tiene la cerimonia solenne del cambio della guardia. Situata in cima a una lunga scalinata, in un eccellente punto d’osservazione che permette di ammirare la valle, è impreziosita da un elegante tempio e da un anfiteatro in stile neoclassico situati nelle immediate vicinanze. Composta da sette pezzi di marmo bianco provenienti dalla città di Marble, in Colorado, e con un peso totale di 79 tonnellate, fu inaugurata il 9 aprile 1932 e costò la cifra di 48.000 dollari. Si presenta come un sarcofago di forma piana con delle lesene ai lati. Sul lato est, di fronte a Washington, sono scolpite tre statue greche rappresentanti la Pace, il Valore e la Vittoria; Sul lato ovest è scolpito il motto “Here rests in honored glory an American soldier known but to God” (letteralmente “Qui riposa con gloria onorevole un soldato americano conosciuto solo a Dio”). Le sei ghirlande disegnate sui muri a nord e a sud rappresentano sei delle principali battaglie della Prima Guerra Mondiale. Il sarcofago è stato costruito sulla tomba del milite ignoto della prima guerra mondiale. A ovest di questa si trovano quelle dei militi ignoti della seconda guerra mondiale e della guerra di Corea. Tra le due si trova la tomba che conteneva le ceneri del soldato sconosciuto della guerra del Vietnam.
Molto visitati anche i monumenti dedicati agli astronauti delle navette Challenger e Columbia, ai passeggeri del volo Pan Am 103 e alle vittime del Pentagono dell’11 settembre.
C’è molto altro da vedere al cimitero di Arlington, ma parlare in dettaglio di tutto richiederebbe un libro! Ritengo non sia un itinerario stancante: le tappe interessanti che rievocano eventi importanti, e spesso tragici, della storia americana arricchiranno una lunga passeggiata.
Una soluzione alternativa può essere rappresentata dal Tourmobile, un servizio navetta che parte dal Centro Visitatori all’entrata, in cui troverete mappe e guide, che arriva all’Arlington House, il punto più alto del cimitero, da cui è possibile godere di un’incantevole vista su Washington, vicino al monumento dedicato ai militi ignoti morti durante la Guerra Civile.
Ad Arlington sono sepolti anche molti eroi americani che non hanno prestato servizio nell’esercito: tra questi ricordiamo il pugile peso massimo Joe Louis, la scrittrice Mary Roberts Rinehart e l’inventore George Westinghouse. Dietro l’Arlington House si trova l’Arlington Memorial Amphitheater in cui vengono celebrati i funerali di stato e le funzioni per il Memorial Day.
L’Arlington National Cemetery è aperto ai visitatori ogni giorno dell’anno. Si trova ad appena tre chilometri dal centro ed è facilmente raggiungibile con l’autobus. In alternativa è possibile attraversare a piedi il ponte, vicinissimo al Lincoln Memorial, o accedervi con l’automobile. Uscirete emozionati e commossi, colpiti dall’atmosfera grave, ma non triste, di un luogo della memoria che arricchisce le verdi colline della Virginia, appena fuori Washington.
 
Stefano Montaguti


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