L'ALTRO LATO DELLA STRADA

Questa poesia ci è stata mandata dai parenti di un paziente che, con la mia Associazione di volontariato, avevamo assistito, come annuncio della sua morte, ed è stata scritta da un anonimo deputato francese.
Scrivere e leggere della morte riconduce inevitabilmente alle proprie esperienze, a pensare alle persone che non ci sono più e quindi al dolore che la loro assenza permanente, proprio perché tale, ci provoca.
Al di là delle motivazioni religiose, di qualunque tipo esse siano, ammetto che il pensiero molto umano che ci sia "un altro lato della strada" - che quando anch'io attraverserò mi porterà a ritrovare quei sorrisi che adesso riesco solo a ricordare - mi fa sembrare meno difficile dover abbandonare questa vita che, nonostante i suoi problemi, è l'unica di cui sono certa e che il mio inevitabile lato umano concepisce.
Se potessi, vorrei che le persone che amo e che prima o poi dovrò lasciare pensassero che quando arriveranno dove io sarò andata, sarò li ad aspettarle e che quindi nulla di ciò che avremo vissuto andrà dimenticato.
Ecco, vedete, tutto bene.

Sono in piedi sul limitare della spiaggia,
un veliero passa nella brezza del mattino
e va verso l'oceano.
E' molto bello e io lo guardo
finché scompare all'orizzonte…
Qualcuno al mio fianco dice:
"…è partito…".
Partito?
Per dove?
Partito dal mio sguardo, tutto qui.
Il suo albero è sempre altrettanto alto;
lo scafo ha sempre la forza
di portare il suo carico umano
fino alla sua destinazione.
La scomparsa totale dalla mia vista
è in me,
non in lui.
E mentre accanto a me qualcuno dice
"…è partito…"
altri lo vedono spuntare all'orizzonte
e con gioia esclamano:
"eccolo!".
Questa è la morte.
La morte non è nulla.
Sono solo passato
nella stanza accanto. Io sono io,
voi siete voi.
Ciò che eravamo gli uni per gli altri
lo saremo sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
Parlatemi come avete sempre fatto,
non usate un tono diverso,
non prendete un'aria solenne o triste.
Continuate a ridere
di ciò che ci faceva ridere insieme.
Pregate.
Sorridete.
Pensate a me.
Pregate per me.
Il mio nome
sia pronunciato come sempre
senza enfasi,
senza traccia d'ombra.
La vita significa
ciò che ha sempre significato.
E' quella che è stata sempre.
Il filo non è tagliato. Perché
dovrei essere fuori dal vostro pensiero,
semplicemente perché
sono fuori dalla vostra vista?
Io vi aspetto.
Non sono lontano,
sono dall'altra parte della strada.
Vedete, tutto è bene.
 
Patrizia Pinciroli
 

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