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EVIDENZIATE A NECROPOLIS 2003

LE GRANDI OPPORTUNITÀ DEI MERCATI DELL'EST

Si è tenuta a Mosca il 7, 8 e 9 ottobre scorsi l'undicesima edizione di NECROPOLIS, la più importante manifestazione funeraria russa, organizzata dalla Fiera Siberiana di Novosibirsk, capitale della Siberia. Il Presidente della Fiera, Serguei Yakushin, ha tracciato, nel discorso inaugurale, il cammino fatto dalla manifestazione, dagli inizi difficili dei primi anni quando si svolgeva a Novosibirsk sino ai successi odierni a Mosca, capitale federale, dove ormai si è definitivamente fermata dopo un passaggio a San Pietroburgo.
Si può ben dire che oggi il Presidente Yakushin raccoglie i meritati frutti di un lavoro portato avanti con grandissima tenacia ed in condizioni non sempre facili e tali da scoraggiare persone meno caparbie. Chi ha conosciuto sin dall'inizio NECROPOLIS ha ben presente il più che modesto livello, in numero di partecipanti e in qualità di prodotto, delle prime edizioni. Lo standard è andato progressivamente migliorando e, dopo la terribile crisi economica del 1988 (con annessa svalutazione del rublo), è iniziata la ripresa con i risultati che tutti conosciamo e che fanno della Russia, se l'attuale trend si confermerà, un paese ad alto potenziale per ogni tipo di attività economica, ed in particolare per la funeraria. Un indicatore evidente del successo di questo tipo di eventi è dato dalla partecipazione estera, sia in termini di espositori che di visitatori. In questa edizione si sono potuti ammirare prodotti provenienti dall'Italia (largamente in testa tra i partecipanti esteri a conferma del dinamismo proprio di certi nostri imprenditori), nonché da Ucraina, Bielorussia, Germania, Repubblica Ceca, Siria, Lettonia, Filippine, Belgio, Francia, Grecia. Tra le realizzazioni del nostro Paese, in bella evidenza i bronzi di CAGGIATI e di Vezzani, gli arredi della RADIV, i cofani de la VENETA, di FERRARI, di LORANDI e di SCACF, le attrezzature della CEABIS e le fotoceramiche della PAFC e RGB INTERNATIONAL. Una bella partecipazione, insomma, dei produttori nazionali a conferma dell'interesse ormai suscitato da questo mercato destinato a diventare, già nel breve ma ancor più nel medio e lungo termine, una fonte di profitto assolutamente non trascurabile per quegli operatori che avranno saputo abbordarlo correttamente fino a giungere, per certe gamme di prodotti, alla produzione in loco. Lo strumento migliore per arrivarci sembra essere quello della creazione di joint-venture a maggioranza di capitale italiana (il che è ormai consentito trattandosi di beni non strategici) che permette di avere al proprio fianco partner estremamente addentro alle pesantezze burocratiche (diverse da regione a regione: ce ne sono 67!!!) e che conoscono bene il mercato, per non parlare dell'ostacolo costituito dalla lingua. Si potranno così creare prodotti ad alto contenuto tecnologico ed estetico (transfert di know-how) ad un prezzo accettabile per il cliente, viste le considerevoli economie di costo dovute sia alla disponibilità di materie prime locali che alle condizioni molto più favorevoli di mano d'opera, trasporti, barriere doganali. Tanto più che la produzione locale ha fatto, in brevissimo tempo, passi da gigante e che ormai si possono trovare, ad esempio nei cofani, modelli assolutamente accettabili che ancora qualche anno addietro era impensabile che potessero un giorno essere prodotti in Russia. Lo stesso discorso vale per gli accessori che, pur rispecchiando gusti e tradizioni molto diversi dalle nostre, presentano tuttavia buoni contenuti qualitativi.
Il tutto si inserisce in un contesto di profondo avvicinamento a livello sia aziendale che istituzionale. È doveroso ricordare, infatti, che anche NECROPOLIS è ormai entrata a far parte della IAFE (Associazione Internazionale di Organizzatori di Fiere Funerarie) che, con l'imminente adesione di altri partner, aumenterà il proprio grado di rappresentatività.
Tra le manifestazioni collaterali vivo interesse è stato suscitato dagli interventi dei rappresentanti delle varie confessioni religiose (ortodossi, musulmani, israeliti e cattolici), nonché dalle diverse conferenze professionali nel corso delle quali sono stati ampiamente sviluppati i temi riguardanti il progetto della nuova legge funeraria presentata all'Assemblea Federale (costituita, come ben si sa, dalla Duma e dal Consiglio della Federazione) oltre che tutti gli aspetti concernenti la necessità di assicurare agli operatori del settore una formazione professionale adeguata che, sola, potrà garantire un miglioramento significativo della qualità dei servizi.
Grandi consensi, in questo ambito, ha riscosso l'intervento del patron di TANEXPO, Nino Leanza, la cui relazione vi proponiamo, sintetizzata, nelle pagine a seguire.
Segnaliamo ancora una sfilata di moda femminile per dolenti, organizzata dal Centro Moda di Novosibirsk diretto da Nadeshda Kuzina, che ha sedotto ed entusiasmato il folto pubblico presente per la sobria eleganza ed originalità dei modelli e per la bellezza delle indossatrici, a conferma (ma ce n'era bisogno?) della giustificatissima fama di cui godono le donne di quel (per questo verso) felice paese.
Per finire è necessario sottolineare la presentazione della Casa Funeraria di Novosibirsk (un modello unico nel suo genere) con annessi crematorio e "supermercato" funerario. Anche in questo caso si tratta di una realizzazione di Serguei Yakushin assecondato dall'onnipresente Dimitri Yevsikov.

INTERVENTO DI NINO LEANZA AL CONVEGNO DI MOSCA SULLA FUNERARIA

E' con vero piacere che ho aderito all'invito degli amici organizzatori ad essere presente, oggi, a questo importante momento di incontro nell'ambito della undicesima edizione di NECROPOLIS.
Prima di entrare nello specifico degli argomenti oggetto della discussione desidero portare a Voi tutti il saluto e l'augurio dell'intero comparto funerario e cimiteriale italiano che, in questo momento, ho l'onore di rappresentare.
Ho avuto modo, nei giorni trascorsi a Mosca, di visitare questa interessante manifestazione e di constatare come, negli anni, siano molto cresciuti la qualità del prodotto esposto e, più in generale, il livello medio di tutti gli stand presenti.
Mi sembra ovvio sottolineare come questo evidente successo sia legato, oltre che, logicamente, all'ottimo lavoro svolto dagli organizzatori, all'impegno globale di tutto il sistema produttivo, che si concretizza nella creazione di nuove aziende, nella maggiore attenzione dedicata alla qualità e al design, nell'utile scambio di know out che l'apertura dei mercati e l'intensificarsi delle relazioni commerciali internazionali hanno naturalmente comportato.
Che una fiera specializzata sia un fondamentale momento strategico di incontro, di crescita e di confronto, lo ho imparato e sperimentato personalmente in più di venti anni di attività imprenditoriale.
La azienda di cui sono Presidente opera in generale nel campo della comunicazione e, più specificatamente, nella organizzazione di manifestazioni espositive nei settori più diversi: la Pubblica Amministrazione e i servizi al cittadino, gli articoli religiosi e l'edilizia di culto, il funerario e cimiteriale.
Ebbene, vi posso garantire di avere sempre visto arrivare a risultati estremamente lusinghieri, in ambito sia nazionale che internazionale, le aziende che meglio hanno interpretato questa filosofia, impegnandosi a fondo nella ricerca, nella sperimentazione, nella comunicazione mirata, nell'incontro diretto con il proprio mercato di riferimento, tutti elementi, questi, che trovano nella fiera il loro punto più alto di espressione.
Una manifestazione espositiva di successo deve gran parte della sua fortuna alla fiducia che il mondo produttivo, gli espositori, investe sul soggetto organizzatore.
Fiducia che, per essere giudicata ben riposta, deve trovare un interlocutore certamente capace di intuire gli scenari futuri, di cogliere e di interpretare necessità ed esigenze del mondo commerciale, di investire in promozione ed in strumenti operativi efficaci, di interagire costruttivamente con quei soggetti che, per la propria natura istituzionale, sono in grado di bene rappresentare e determinare contenuti, strategie, linee guida, programmi scientifici.
A tutto ciò si ispira il nostro lavoro quotidiano, che ci ha portati, lasciatemelo dire con umiltà ma senza falsa modestia, a vedere TANEXPO unanimemente considerata come una manifestazione leader in Europa e fra le più importanti e conosciute in tutto il mondo.
La mia presenza a questo tavolo ne è la testimonianza più attendibile.
Mi è stato chiesto di illustrarvi, brevemente ma, mi auguro di esserne capace, in maniera esaustiva, l'attuale stato dell'arte del comparto funerario e cimiteriale in Italia.
Nel nostro Paese viviamo un importante momento di transizione legato essenzialmente a tre fattori fondamentali:
1. il varo di un nuovo Ordinamento Giuridico, atteso da tanti anni, che regolamenti, in chiave innovativa ed adeguata agli standard delle nazioni più evolute, le dinamiche del comparto;
2. le mutate condizioni socio culturali dell'Italia che, come molti Paesi dell'Europa Occidentale, vive fenomeni di immigrazione che hanno portato alla coesistenza di etnie e confessioni religiose diverse;
3. la crescita culturale e professionale degli operatori che, sempre più, sentono l'esigenza di privilegiare la propria preparazione tecnica, l'esaltazione dei valori etici, il rispetto per la fondamentale funzione sociale svolta.
Tutti e tre questi elementi comporteranno la creazione di importanti opportunità, anche economiche, la nascita di nuove professioni, lo sviluppo di modelli formativi che sempre più dovranno omogeneizzarsi ed uniformarsi in tutta Europa.
Voglio chiudere ricordando come il sistema funerario e cimiteriale italiano, e il mondo produttivo in particolare, guardi con estrema attenzione al vostro Paese. Rapporti recenti, portati avanti con sinergie che ci hanno visto condividere strategie, obiettivi, risultati, si sono rivelati particolarmente positivi e di reciproca grande soddisfazione.
E' questa, credo, la strada che dovremo percorrere.
Da parte nostra la promessa ad essere sempre presenti e partecipi, pronti a supportare, con il massimo impegno, ogni progetto condiviso.
Grazie a voi tutti per l'attenzione che mi avete voluto dedicare!

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