il rapporto tra il Papa e i giovani

LA GIOIA DI VIVERE LA VITA

Ha spronato i giovani a non aver paura di vivere la vita. Ha infuso loro la speranza ed è stato capace di comprenderli e di amarli come nessun altro. Un Papa "sempre giovane" che ha trasmesso ai giovani il Vangelo in modo spontaneo: chi non ricorda, durante il raduno della gioventù a Parigi nell'agosto 1997, l'immensa massa di ragazzi che circondava il palco del Santo Padre? È stato vicino ai giovani ed anche alla loro musica: a Bologna nel settembre del 1997, alla presenza di 300mila persone, per lo più giovani, Bob Dylan ha cantato sotto lo sguardo del Papa nel corso del Congresso Eucaristico Nazionale. Resta un momento indimenticabile l'incontro del 2000 a Tor Vergata per il Giubileo dei giovani: più di due milioni di ragazzi a Roma in quei giorni di metà agosto. Proprio del messaggio di Giovanni Paolo II in occasione della XV Giornata Mondiale della Gioventù vi proponiamo un ampio stralcio per riflettere su come questo Papa abbia sempre comunicato speranza esortando i giovani a guardare al futuro, a credere in Dio e nel mondo.

"Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi".

Quindici anni fa, al termine dell'Anno Santo della Redenzione, vi affidai una grande Croce di legno invitandovi a portarla nel mondo, come segno dell'amore del Signore Gesù per l'umanità e come annuncio che solo in Cristo morto e risorto c'è salvezza e redenzione. Da allora, sostenuta da braccia e cuori generosi, essa ha compiuto un lungo ed ininterrotto pellegrinaggio attraverso i continenti, mostrando che la Croce cammina con i giovani e i giovani camminano con la Croce. Attorno alla «Croce dell'Anno Santo» sono nate e si sono sviluppate le Giornate Mondiali della Gioventù, significativi «momenti di sosta» nel vostro cammino di giovani cristiani, invito continuo e pressante a fondare la vita sulla roccia che è Cristo. Dopo aver attraversato i continenti, questa Croce fa ora ritorno a Roma portando con sé la preghiera e l'impegno di milioni di giovani che in essa hanno riconosciuto il segno semplice e sacro dell'amore di Dio per l'umanità.

Ciò che contrassegna la fede cristiana, rispetto a tutte le altre religioni, è la certezza che l'uomo Gesù di Nazaret è il Figlio di Dio, il Verbo fatto carne, la seconda persona della Trinità venuta nel mondo. Questa "è la gioiosa convinzione della Chiesa fin dall'inizio, allorché canta «il grande Mistero della pietà»: Egli si è manifestato nella carne". Dio, l'invisibile, è vivo e presente in Gesù, il Figlio di Maria, la Madre di Dio. Gesù di Nazaret è Dio-con-noi, l'Emmanuele: chi conosce Lui conosce Dio, chi vede Lui vede Dio, chi segue Lui segue Dio, chi si unisce a Lui è unito a Dio. In Gesù, nato a Betlemme, Dio sposa la condizione umana e si rende accessibile, facendo alleanza con l'uomo.

Alla vigilia del nuovo millennio, vi rinnovo di cuore l'invito pressante a spalancare le porte a Cristo, il quale "a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio". Accogliere Cristo significa ricevere dal Padre la consegna a vivere nell'amore per Lui e per i fratelli, sentendosi solidali con tutti, senza discriminazione alcuna; significa credere che nella storia umana, pur segnata dal male e dalla sofferenza, l'ultima parola appartiene alla vita e all'amore, perché Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, affinché noi potessimo abitare in Lui. Nell'incarnazione Cristo si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà, e ci ha donato la redenzione, che è frutto soprattutto del sangue da Lui versato sulla Croce. Gesù è andato incontro alla morte, non tirandosi indietro di fronte a nessuna conseguenza del suo «essere con noi» come Emmanuele. Si è messo al nostro posto, riscattandoci sulla Croce dal male e dal peccato.

Cari giovani, di fronte a questi grandi misteri sappiate elevarvi ad un atteggiamento di contemplazione. Contemplate e riflettete! Iddio ci ha creato per condividere la sua stessa vita. Ci chiama ad essere «suoi»: vuole che tutti siano santi. Mi chiederete: ma oggi è possibile essere santi? Se si dovesse contare sulle sole risorse umane, l'impresa apparirebbe giustamente impossibile. Ben conoscete, infatti, i vostri successi e le vostre sconfitte; sapete quali fardelli pesano sull'uomo, quanti pericoli lo minacciano e quali conseguenze provocano i suoi peccati. Talvolta si può essere presi dallo scoraggiamento e giungere a pensare che non è possibile cambiare nulla né nel mondo né in se stessi. Se arduo è il cammino, tutto però noi possiamo in Colui che è il nostro Redentore.

Giovani di ogni continente, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Siate contemplativi ed amanti della preghiera; coerenti con la vostra fede e generosi nel servizio ai fratelli, membra attive della Chiesa ed artefici di pace. Il Signore vi vuole apostoli intrepidi del suo Vangelo e costruttori d'una nuova umanità. In effetti, come potrete affermare di credere nel Dio fatto uomo, se non prendete posizione contro ciò che avvilisce la persona umana e la famiglia? Se credete che Cristo ha rivelato l'amore del Padre per ogni creatura, non potete non porre ogni sforzo per contribuire all'edificazione di un mondo nuovo, fondato sulla potenza dell'amore e del perdono, sulla lotta contro l'ingiustizia ed ogni miseria fisica, morale, spirituale, sull'orientamento della politica, dell'economia, della cultura e della tecnologia al servizio dell'uomo e del suo sviluppo integrale.

Il mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio e quello della redenzione da Lui operata per tutte le creature costituiscono il messaggio centrale della nostra fede. La Chiesa lo proclama ininterrottamente lungo i secoli, camminando "tra le incomprensioni e le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio" e lo affida a tutti i suoi figli quale tesoro prezioso da custodire e diffondere.

Anche voi, cari giovani, siete destinatari e depositari di questo patrimonio: "Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore". Diventi il Vangelo il vostro tesoro più prezioso: nello studio attento e nell'accoglienza generosa della Parola del Signore troverete alimento e forza per la vita d'ogni giorno, troverete le ragioni di un impegno senza soste nell'edificazione della civiltà dell'amore.

L'incarnazione del Verbo e la redenzione dell'uomo sono strettamente connesse con l'Annunciazione, quando Dio rivelò a Maria il suo progetto e trovò in Lei, giovane come voi, un cuore totalmente disponibile all'azione del suo amore. Maria è l'aurora che precede il sorgere del Sole di giustizia, Cristo nostro Redentore. Con il «sì» dell'Annunciazione, aprendosi totalmente al progetto del Padre, Ella accolse e rese possibile l'incarnazione del Figlio. Prima tra i discepoli, con la sua presenza discreta accompagnò Gesù fino al Calvario ed sostenne la speranza degli Apostoli nell'attesa della resurrezione e della Pentecoste. Nella vita della Chiesa continua ad essere misticamente Colei che precede l'avvento del Signore. Maria Santissima vi insegni, cari giovani, a discernere la volontà del Padre celeste sulla vostra esistenza. Vi ottenga la forza e la sapienza per poter parlare a Dio e parlare di Dio. Con il suo esempio vi sproni ad essere nel nuovo millennio annunciatori di speranza, di amore e di pace.

Parole racchiuse nello scrigno prezioso della memoria di uomini e donne nel fiore degli anni che, nei giorni dell'agonia e della morte del Pontefice, gli hanno fatto sentire, "forte", la loro presenza. Nelle ultime parole del Pontefice anche un "Grazie, giovani". Grazie a Te, Papa Giovanni Paolo II, che hai amato le nuove generazioni in modo continuo e costante, fin da quando eri parroco, fin da quando eri Karol Wojtyla, un prete polacco. Fino all'ultimo tuo sguardo sulla nostra "gioia di vivere".

 
Nadia Grillo

"Dall'orizzonte una grande luce viaggia nella storia e lungo gli anni ha vinto il buio facendosi Memoria, e illuminando la nostra vita chiaro ci rivela che non si vive se non si cerca la Verità…"

(da "Emmanuel", inno della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma 2000)



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