Conclusa la fase di indagine e di ricerca

GIÀ PRONTI I PRIMI CORSI SPERIMENTALI DEL PROGETTO CARONTE

La ricerca è conclusa, ed è in fase di elaborazione: è stata condotta attraverso una indagine mediante questionario su un campione di cinquecento operatori pubblici e privati in Italia. I primi dati su cui si è potuto ragionare hanno dato un quadro piuttosto omogeneo del settore funerario in Italia. La formazione, quando è presente, riguarda soprattutto gli aspetti tecnici, e viene per lo più fatta da operatori più anziani. Quasi universalmente carente la formazione sui temi del lutto delle famiglie (che permetta di comprendere la situazione con la quale gli operatori devono confrontarsi), così come assente è una formazione psicologica che dia loro gli strumenti per vivere e lavorare quotidianamente a contatto con la morte senza andare in burn out e senza assumere strategie difensive tali da impedire loro di lavorare nel modo migliore. Sovente sono denunciati, dai compilatori del questionario proposto, problemi di alta conflittualità tra i lavoratori, sintomo di un disagio e di una demotivazione rispetto al loro compito, che non viene percepito come un importante e delicato servizio sociale, ma come un lavoro che si è costretti a fare per mancanza di alternative. Il bisogno formativo è peraltro sentito da buona parte del campione, che ignora come organizzare la formazione né a chi rivolgersi, o che non dispone di finanziamenti sufficienti.

Da questo punto di vista, il Progetto Caronte pare aver colto nel segno, evidenziando una esigenza molto presente, anche se nella maggior parte dei casi inespressa.

Le figure dei cerimonieri e dei tanatoprattori, di cui il comitato scientifico del progetto ha già steso i profili e le esigenze formative, sono inoltre oggi i grandi assenti dalla scena funeraria italiana: per quanto li riguarda, oltre alla ricerca mediante questionari, sono stati fatti studi comparativi con la situazione di altri paesi europei, a partire dalla Francia e dalla Spagna, paesi culturalmente affini, per giungere all'Inghilterra e all'Olanda. Oggi in Italia l'esigenza che tali figure esistano e operino nel settore funerario viene attivamente espressa addirittura da gruppi di cittadini che in varie città italiane si stanno attivando perché le loro amministrazioni comunali offrano sale del commiato dove dare un ultimo addio personalizzato ai propri cari: l'esperienza degli altri paesi ci insegna che la rivendicazione delle sale, anche qualora vada a buon fine, rischia di cadere nel vuoto senza la presenza di persone adeguatamente formate che gestiscano le cerimonie. Tale bisogno riguarda anche gli immigrati, in particolare coloro che non abbracciano il rito cattolico, e che mancano sovente di spazi idonei per dare espressione al dolore per la perdita di un loro caro. La soluzione oggi generalmente praticata, il rinvio della salma, è inadeguata sul lungo periodo (i ricongiungimenti familiari e il radicamento di molti in terra di immigrazione faranno sì che non esista più, nella terra d'origine, una famiglia che possa accogliere la salma); ed inoltre comporta - ad esempio per i musulmani - forme di deritualizzazione che hanno a volte gravi conseguenze sul benessere degli immigrati: la salma rispedita, infatti, non può più essere sepolta col solo lenzuolo, e col volto orientato verso la Mecca, come vuole il costume islamico.

Successivamente alla riflessione sui dati raccolti, che ha portato a poter definire le esigenze formative delle vecchie e nuove figure che si prospettano per il settore funerario, si stanno organizzando i corsi sperimentali: i primi, e più importanti, saranno quelli dedicati ai dodici formatori funerari, che saranno accuratamente selezionati tra le molte domande che stanno pervenendo dopo la pubblicazione del bando di concorso. Saranno costoro, infatti, che condurranno i corsi successivi, e che, nel caso diano buona prova delle metodologie e delle conoscenze acquisite, costituiranno anche una prima e valida task force per le Regioni e per quegli enti formativi che vorranno fare formazione continua per il settore.

Per i formatori si stanno organizzando corsi articolati e completi, che comprendono una ampia parte teorica comune, un training psicologico condotto dai maggiori esperti italiani sui temi del lutto, e un successivo corso differenziato e specialistico, che consenta a ciascuno di loro, in base alle competenze di ingresso, di acquisire tutte le conoscenze necessarie per formare a loro volta i protagonisti del mondo funerario di oggi e di domani: operatori generici, cerimonieri e tanatoprattori.


NAVIGARE CON CARONTE

Caronte traghetta il settore funerario anche in rete. Sul sito di ESA.co Formazione è possibile infatti trovare, dal 30 gennaio 2003 in Progetti Speciali, il link che invia ad un angolo del web dedicato alle linee del Progetto Caronte.

Il consorzio di Moncalieri è infatti uno dei protagonisti attivi di questa iniziativa ed è interessante valutare come questo nuovo sito voglia analizzare l'attività di aggiornamento in questo settore. Con la pubblicazione su internet si desidera raggiungere a livello capillare coloro che sono interessati all'iniziativa: dall'azienda di onoranze funebri che vuole aggiornare il proprio personale a tutti coloro che desiderano attivarsi e partecipare ai Corsi di Formazione.

Dopo una pagina iniziale di spiegazione, si può accedere a una serie di bottoni di approfondimento: le sezioni Progetto e Formazione sono attive dai primi di febbraio, e in Formazione si possono visionare le figure professionali che si andranno a formare. E ancora, non mancano le sezioni Partners e Contatti, mentre in Eventi è possibile leggere e scaricare articoli sul progetto pubblicati nel tempo su Oltre Magazine.

Buona navigazione con www.esacoformazione.net/caronte.
 
Zeljka Corak


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